Manifesto a Roma: un trionfo di arte e idee con il volto di Cate Blanchett

13 proiezioni in loop, 13 indimenticabili manifesti che Cate Blanchett impersona in Manifesto con proverbiale bravura raccontando le voci di pensatori, filosofi, registi, letterati e poeti del Novecento.

Questo e molto altro è l’opera Manifesto, l’installazione multi-schermo finalmente in mostra al Palazzo delle Esposizioni di Roma fino al prossimo aprile. Manifesto, scritto, prodotto e diretto dall’artista e regista tedesco Julian Rosefeldt, è interpretato da una Cate Blanchett ineguagliabile. Manifesto rende omaggio alla bellezza letteraria dei manifesti artistici del Novecento, mettendo in discussione il ruolo svolto dalla figura dell’artista nella società contemporanea. 

Per ciascuna delle 13 proiezioni, Rosefeldt ha creato un collage di testi attingendo sapientemente ai manifesti di futuristi, dadaisti, Fluxus, suprematisti, situazionisti, Dogma 95 e di altri collettivi o movimenti o alle riflessioni individuali di artisti, danzatori e registi. Tra i tanti citati troviamo Umberto Boccioni, Antonio Sant’Elia, Lucio Fontana, Claes Oldenburg, Yvonne Rainer, Kazimir Malevich, André Breton, Elaine Sturtevant, Sol LeWitt, Jim Jarmusch, Guy Debord, Adrian Piper, Lars Von Trier e John Cage. 

Manifesto

Manifesto di Julian Rosefeldt è in mostra al Palazzo delle Esposizioni dal 26 febbraio al 22 aprile 2019. 

Ad eccezione del prologo, un compendio del Manifesto del Partito Comunista di Karl Marx, Manifesto Dada di Tristan Tzara, e La Letteratura e il resto, di Philippe Soupault, ogni stazione proietta un mondo e un pensiero diversi. E così, uno dopo l’altro, in contesti inaspettati, Cate Blanchett infonde una linfa vitale inedita alle correnti di manifesti e pensatori. Lo fa tramite la ribellione di un senzatetto, la determinazione di una broker, la rassegnazione di un’operaia di un impianto di incenerimento rifiuti, una raffinata CEO, una punk arrabbiata, un’indecifrabile scienziata, un’infervorata oratrice a un funerale, una burattinaia dedita a riprodurre i volti più diversi del mondo, una conservatrice madre di famiglia, una rigida coreografa, una giornalista televisiva intellettuale e un’insegnante che invita i giovani studenti a copiare.

Il risultato è un “manifesto dei manifesti”, una call to action contemporanea, nella quale il significato politico trova il suo elemento performativo. 

Manifesto

Manifesto è stato presentato per la prima volta in Italia al Biografilm Festival

L’opera, unica nel suo genera è stata commissionata nel 2014 dall’ACMI, l’Australian Centre for the Moving Image di Melbourne, l’Art Gallery of New South Wales di Sydney, dalla Nationalgalerie – Staatliche Museen zu Berlin e dallo Sprengel Museum di Hanover; co-prodotta da Burger Collection Hong Kong e Ruhrtriennale e realizzata grazie al sostegno di Medienboard Berlin-Brandenburg e il Bayerischer Rundfunk. Manifesto è stato girato nel dicembre 2014 nell’arco di dodici giorni a Berlino. È stato poi proiettato per la prima volta all’Australian Centre for the Moving Image a dicembre 2015, per poi arrivare in Italia nel 2017 grazie al Biografilm Festival di Bologna, di cui vi abbiamo ampiamente raccontato qui, nella sezione Biografilm Art. Qui Manifesto è stato presentato e distribuito nella forma di un lungometraggio, accorpando i diversi segmenti e operando alcune modifiche. Al Palazzo delle Esposizioni invece, l’opera è stata articolata in 13 grandi schermi che di tanto in tanto si accordano all’unisono nella potenza di una voce corale.

Manifesto

Il risultato dell’opera è un “manifesto dei manifesti”, una call to action contemporanea.

Esplorando la passione e l’urgenza delle parole degli artisti del passato che hanno forgiato il presente, Manifesto si domanda se le parole e sentimenti di quelle voci abbiano retto la prova del tempo.Come è cambiato dal Novecento al 2019 il pensiero umano tra politica, arte e vita?Manifesto è senza dubbio un’opera che riesce a cogliere la criticità del nostro tempo, a cristallizzare la potenza dei grandi movimenti del passato per portarle all’uomo contemporaneo e reclamare una risposta al suo futuro. O forse, anche solo per imporre all’uomo una riflessione sul percorso che lo ha condotto a questo presente. A richiamare, in fondo, quella criticità kantiana che è andata perduta nella nostra epoca.

Manifesto

Il prezzo pieno per assistere alle proiezioni è di 10€. Sconti previsti per gli under 26, ma anche possessori di tessere ATAC (solo durante la settimana), Feltrinelli e molti altri. Qui sul sito ufficiale del Palazzo delle Esposizioni potrete trovare tutti i dettagli. Non fatevi scappare quest’opera d’arte e coglietene al meglio tutte le riflessioni.