David Lynch, ragazzo «normale» che fa cinema «anormale»

David Lynch

David Lynch compie oggi 73 anni! Lavora nel cinema da più di quarant’anni e ancora la critica non ha smesso di interrogarsi sul significato nascosto dei suoi film.

Sin dal primo, criptico lungometraggio, Eraserhead, David Lynch ha disorientato i critici che tentarono in ogni modo di penetrare l’esatta natura della sua sorprendente vita interiore. Ma ogni tentativo di spiegarlo con strumenti critici tradizionali si rivelò vano e solo una rivista inglese riuscì a dare un’adeguata interpretazione: «Da sperimentare, piuttosto che da spiegare». L’errore di molti dei critici che negli anni si sono approcciati al cinema lynchiano, è stato quello di sforzarsi a trovare riferimenti biografici e spiegazioni concrete di film che sono, in primo luogo, filosofici ed esperenziali.

La sua proverbiale ritrosia a spiegare il significato nascosto dei suoi film deriva da una grande fiducia nel potenziale comunicativo ed emozionale del cinema. Questa si scontra però, con il desiderio di logicità e chiarezza della maggior parte degli spettatori e dei critici. Così accade che sia di fronte ai film più astratti del regista – Eraserhead, Inland Empire, Twin Peaks – Il Ritorno – sia per quelli più “convenzionali” – The Elephant Man, Una storia vera – ci si chieda da cosa dipenda una così grande sensibilità. Lynch infatti, ha la misteriosa abilità di identificarsi con le esperienze degli altri, uomini e donne, giovani e vecchi.

Con Fuoco cammina con me, David Lynch è riuscito persino a immedesimarsi nell’esperienza di strupro e incesto che molte ragazze, purtroppo, subiscono quotidianamente.

Oltre ad essere astratti e filosofici infatti, molti dei film di David Lynch contengono scene fortissime e davvero violente. A partire dagli omicidi che avvengono nella cittadina di Twin Peaks, gli estremi sessuali di Velluto Blu, le scene di stupro, omicidio e rapina di Cuore Selvaggio… Per pensare e realizzare certe scene, David Lynch attinge al lato più oscuro della propria psiche, nonostante la sua infanzia e la sua vita siano state piuttosto felici e tranquille. C’è una certa aporia infatti tra l’immagine di Lynch come «ragazzo normale» e il «cinema anormale» del regista David Lynch. Vale la pena notare che, dopo il lancio di Fuoco cammina con me – film prequel di Twin Peaks – Lynch ha ricevuto moltissime lettere di giovani ragazze i cui padri avevano abusato di loro. Cercavano di capire come il regista potesse sapere esattamente come fosse e come fosse riuscito a renderlo così bene sullo schermo. Nonostante nel film l’incesto e lo stupro siano giustificati dalla presenza di una forma astratta di male, la rappresentazione fu comunque riconosciuta come fedele all’esperienza soggettiva.

C’è dunque una contraddizione tra l’infanzia felice che il regista dice di aver avuto e la vita spesso tormentata e torbida dei suoi personaggi.

«Lo spiritoso, affascinante, socievole regista di Missoula, Montana, continua a sbirciare sotto i sassi per smascherare oscurità e corruzione». Questa la straordinaria sintesi offerta da Chris Rodley, il curatore della sua prima (e unica) autobiografia. In questa si leggono anche interessanti ricordi della sua infanzia. David era un bambino con molte paure e turbamenti; molte cose lo turbavano perché, pensava, «non è così che deve andare». La casa gli sembrava un posto claustrofobico, ma non perché avesse una cattiva famiglia anzi…

«La mia infanzia era fatta di case eleganti, i cieli blu, le staccionate, l’erba verde, i ciliegi. L’America media come si pensa che sia. Ma dai ciliegi cola fuori la resina, a volte nera a volte gialla, con milioni di formiche che ci strisciano sopra. Se si guarda un po’ più da vicino questo mondo meraviglioso, sotto ci sono sempre delle formiche rosse. Dal momento che ero cresciuto in un mondo perfetto, tutto il resto rappresentava un contrasto. […] Ho avuto un’infanzia idilliaca, la sola cosa che mi turba è che anche molti psicopatici dicono di aver avuto un’infanzia felicissima. E allora mi dico: “Un momento, ho veramente avuto un’infanzia felice?” e la risposta è : ho avuto un’infanzia felicissima!»