Wildlife – La recensione in anteprima dell’esordio alla regia di Paul Dano

Paul Dano è uno degli attori più talentuosi della sua generazione.

Wildlife – La recensione in anteprima dell’esordio alla regia di Paul Dano – Negli anni ha partecipato a grandi pellicole, su tutte Il petroliereLittle Miss Sunshine, che hanno mostrato il suo valore davanti alla macchina da presa. Dopo 18 anni di recitazione, passa per la prima volta dall’altro lato, girando il suo primo film di cui cura anche la sceneggiatura insieme a Zoe Kazan.

Ispirato al romanzo Incendi di Richard Ford, il film racconta la storia di un adolescente, Joe (Ed Oxenbould) nel Montana degli anni sessanta, che assiste alla distruzione del matrimonio dei genitori (Jake Gyllenhaal e Carey Mulligan). Il padre deciderà di unirsi ai volontari che cercano di domare l’incendio che devasta le montagne dopo aver perso il lavoro, mandando in crisi l’equilibrio della famiglia.

Un esordio, quello di Dano, che si serve di due grandi attori. La Mulligan in particolare si dimostra ancora una volta un’attrice meravigliosa, capace a tratti di reggere l’intera situazione, nonostante alcune scelte poco convincenti da parte del regista. Perché l’esordio di Dano è, purtroppo, deludente, nonostante le premesse più che buone. Wildlife tenta di mettere in campo parecchi temi, come quello della dissoluzione del nucleo familiare in epoca moderna, il fallimento del sogno americano (che qui rimane sempre un po’ in sottotesto), l’adolescenza come momento di formazione. Nulla di mai visto, anzi spesso abusato negli ultimi anni, ma che pone delle ottime basi per un dramma di livello. Dano quasi rinuncia a dare un tocca d’autore, forse per volontà forse per imperizia, limitandosi a raccontare una storia non diversa da molte altre.

Il film di Dano soffre eccessivamente una sceneggiatura che non è al livello delle forze produttive messe in gioco.

I personaggi sono spesso poco convincenti in un film che dovrebbe basarsi soprattutto sui loro rapporti. C’è, in generale, la sensazione che le azioni e le reazioni siano alle volte poco giustificate da quanto vediamo ed apprendiamo. Da una situazione familiare più che serena si passa rapidamente ad una crisi enorme che pare insormontabile. La stessa premessa della crisi non convince. Nonostante Dano non ci dia chiare indicazioni di tempo, da vari elementi si capisce che il marito si allontana solo per un paio di settimane. Forse un po’ poco per generare un tale scompiglio nella famiglia.

Tecnicamente stiamo parlando invece di un film valido. Dano ha una particolare fascinazione per i quadri fissi, che sono ben composti e presenti in gran numero data anche la natura del film. Anche fotograficamente è gradevole, sullo stile ormai consolidato delle produzioni indipendenti americani: poco contrasto, colori tendenti al pastello e luci morbide. Ottimo anche l’uso della CGI, usata per il fuoco nella foresta e molto ben realizzata.

Wildlife è dunque un film rimasto a metà, che ha buone fondamenta ma che si perde in poco tempo per non ritrovarsi mai. Un’occasione sprecata ma non totalmente da buttare per il giovane e talentuoso Paul Dano che siamo sicuri possa stupirci in futuro.

Al momento non è ancora prevista una data per l’uscita nelle sale italiane.

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