The Front Runner – La recensione del nuovo film di Jason Reitman

Qual è il limite fra vita privata e pubblica? Quanto conta l’etica per un politico?

The Front Runner – La recensione del nuovo film di Jason Reitman – Sono queste alcune delle domande che The Front Runner, nuovo film di Jason Reitman (Juno,Tully) pone allo spettatore. In anteprima al 36° Torino Film Festival, il film apre ufficialmente la rassegna torinese in grande stile, dimostrandosi estremamente attuale e ben diretto.

The Front Runner racconta la storia di Gary Hart (Hugh Jackman), favorito alla carica di candidato per il Partito Democratico, che fu costretto a ritirarsi dalla corsa a seguito di uno scandalo di natura sessuale che lo coinvolse. Vincerà poi le elezione dell’88 George Bush, segnando per sempre la storia americana. Un punto di non ritorno secondo molti nella politica a stelle e strisce. Il nucleo del film sono i personaggi, ben scritti e caratterizzati dal protagonista ai ruoli marginali. A differenza di molti film di questo tipo, di cui la cinematografia americana recente è particolarmente ricca, The Front Runner ci presenta dei personaggi controversi, che spingono lo spettatore a porsi delle domande, senza necessariamente propendere per una fazione piuttosto che un’altra.

Questioni ancora molto attuali e lecite, non da ultimo quella oggi molto discussa del potere che può avere un uomo potente su una donna. Reitman riprende una tematica caldissima senza cadere nel banale e stigmatizzare i fatti, ponendosi sempre al di sopra di giudizi troppo semplici. E ancora: quanto diritto hanno i media di invadere la sfera privata di un personaggio pubblico?. Quanta privacy è rimasta per queste persone? È giusto giudicare un politico solo per quanto fa quando si spengono i riflettori? Domande che sorgono spontanee, a cui Reitman non risponde, preferendo demandare il ruolo di giudice allo spettatore, se lo vorrà. Un’analisi che non si ferma alla politica, ma che coinvolge anche il mondo del giornalismo, il cui punto di vista è spesso privilegiato in film simili. Il regista americano ritrae un mondo degenerato, tanto quanto quello della politica, il cui primo scopo dall’informare è passato a quello di ricercare lo scoop a tutti i costi.

Un film che, ovviamente, si regge su grandi prove attoriali.

Hugh Jackman in odore di Oscar ritrae magistralmente un personaggio complesso, fra luci ed ombre, brillante e lontano dal politico medio americano. Vera Farmiga è bravissima nel ruolo della moglie di Hart e J.K. Simmon dimostra ancora una volta di essere uno dei migliori caratteristi sulla piazza. Merito anche di una sceneggiatura molto valida, alla cui stesura ha partecipato lo stesso Reitman, adattando il libro All the Truth Is Out: The Week Politics Went Tabloid.

Un film registicamente molto solido, che sa gestire bene i tempi senza risultare noioso, rischio sempre dietro l’angolo per il tipo di film. Reitman alterna sapientemente momenti altamente drammatici ad altri più leggeri e scherzosi, lasciandosi andare spesso a battute e scene che strappano un sorriso. Il film scorre per tutti i suoi 110 minuti circa. In conclusione, un’ottima prova corale sulla falsariga dei molti film tratti da storie vere su politici e giornalisti, che riesce però dove molti falliscono, ovvero nel lasciare spazio allo spettatore, guidandolo solo parzialmente verso un finale già conosciuto ma che ci fa alzare dalla poltroncina con molto materiale da metabolizzare.

The Front Runner uscirà nelle sale italiane il prossimo 21 febbraio.

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