Norwegian Wood – Storia di un romanzo scritto with a little help from The Beatles

Norwegian Wood è un romanzo di Murakami scritto with a little help from The Beatles.

Nei romanzi di Murakami la musica è sempre un elemento fondamentale che accompagna i protagonisti lungo il loro percorso.

Il giapponese Haruki Murakami è uno degli scrittori contemporanei di maggiore fama internazionale. Le sue opere letterarie sono rappresentazioni enigmatiche, intense e crude della vita e delle debolezze degli uomini.

In queste narrazioni la musica riveste sempre un ruolo fondamentale nella vita dei protagonisti. Nei romanzi di Murakami la musica risuona nell’aria, è un sottofondo, una costante colonna sonora capace di rendere ancor più nitide e reali le immagini proposte dall’autore.

Come ha dichiarato più volte in passato, Murakami considera la musica una fonte di ispirazione fondamentale per la scrittura. La musica è buona maestra e può insegnare l’armonia, il ritmo e l’improvvisazione.

I gusti musicali dell’autore sono vari, con lui si può passare in un istante dal jazz alla musica classica, da Henry Mancini a Bob Dylan, fino a giungere ai Radiohead, essenziali in Kafka sulla spiaggia, e ai Beatles, nucleo musicale di Norwegian Wood.

Norwegian Wood è uno dei romanzi più importanti dello scrittore giapponese, nel quale la musica dei Beatles, come ha raccontato lo stesso Murakami, è stata musa ispiratrice.

La storia è quella dello studente universitario Tōru Watanabe, che al momento del racconto ha 37 anni e sta ricordando il passato, e delle persone che hanno segnato per sempre la sua gioventù e la sua vita. Troviamo Sturmtruppen, il particolare compagno di stanza in collegio, Kizuki, l’amico d’infanzia, l’ambizioso e spregiudicato Nagasawa e i due grandi amori del protagonista: la bella Naoko e l’imprevedibile Midori.

Ma in tutto questo cosa c’entrano i Beatles e il brano Norwegian Wood? Proviamo a dare una risposta ricostruendo la storia del titolo del romanzo.

Murakami inizia a scrivere Norwegian Wood nel 1986, quando viveva sull’isola greca Mykonos. Dopo aver scritto i primi capitoli del romanzo in Grecia, si trasferisce in Italia. Vive inizialmente in Sicilia e successivamente a Roma. Nella capitale alloggia in un piccolo appartamento di periferia, nel quale racconta di aver scritto la maggior parte delle pagine del libro.

Murakami osserva la nostra capitale dalla finestra della sua stanza e passa intere giornate a pensare alle vicende di Watanabe. Avvicinandosi alla conclusione del manoscritto, l’autore sembra avere chiaro in testa il titolo perfetto per la sua opera: Ame no naka no niwa. Si tratta del titolo di una sonata per pianoforte di Debussy, tradotto in italiano con Il giardino sotto la pioggia.

La tensione e l’energia della musica dei Beatles nel libro convinsero Murakami a cambiarlo in Noruwei no mori, traduzione giapponese di Norwegian Wood.

Il brano dell’album Rubber Soul è un riferimento importante per la narrazione del romanzo. Infatti, il primo capitolo e il lungo flashback del protagonista iniziano proprio con l’ascolto di Norwegian Wood, trasmessa dagli altoparlanti dell’aereo su cui vola Watanabe. Riaffiora così il ricordo della sua storia con Naiko, dell’amicizia con Kizuki, di Midori e dell’università. La musica dei Beatles ritorna poi con la dolce Reiko, protagonista di una delle scene più intense del romanzo, nella quale si esibisce in una toccante performance musicale per Watanabe.

La donna suona con la sua chitarra cinquanta brani, chiudendo il tutto proprio con il bis di Norwegian Wood. Esegue tra gli altri pezzi anche Yesterday, Michelle, Something, Here Comes the Sun e The Fool on the Hill. Si può dunque comprendere facilmente quanto l’autore apprezzi la musica dei Beatles.

La conferma che i Beatles non siano un semplice contorno di questo romanzo, ma ne abbiano contribuito alla creazione, ce la dà lo stesso Murakami. Nel post-scriptum al romanzo, del giugno 1987, scrive:

“Nella mia stanza in una piccola pensione di Atene non c’era il tavolo, così in quel periodo scrivevo ogni giorno in una taverna rumorosa, con la cuffia del walkman nelle orecchie, sentendo il nastro di Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band a dir poco duecento volte. Perciò in un certo senso questo romanzo è stato scritto with a little help from Lennon & McCartney.

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