The Jackal – L’intervista alle stelle del web

The Jackal

 

Non hanno di certo bisogno di presentazione, ma in ogni caso i The Jackal sono un gruppo di giovani ragazzi napoletani.

The Jackal, che telecamera alla mano, hanno cominciato a fare video tra loro per divertirsi e hanno finito per spopolare sul web. Noi de La scimmia li abbiamo incontrati alla prima edizione del Bellastoria festival, e gli abbiamo fatto qualche domanda per conoscerli un po’ meglio.

The Jackal

Ciao, ragazzi. Siamo insieme al Bellastoria festival, che voi presentate. Ecco, cosa vi ha spinto a collaborare e dare fiducia ad un festival alla sua prima edizione? Un festival che promette bene, però. 

(Simone) Beh abbiamo parlato con gli organizzatori, abbiamo visto che era un bel progetto, interessante. Soprattutto anche per gli artisti che partecipano, di cui siamo per la maggior parte fan. Quindi ci siamo detti “perchè non provare a metterci in gioco in una presentazione di un festival”, che per noi è la prima volta.

(Ciro) A me ha entusiasmato molto questo progetto perché, come ha già detto Simone, siamo molto fan degli artisti che calcheranno i due palchi, questa sera. E’ uno dei nostri tanti desideri, cimentarsi dal punto di vista della presentazione. 

Appunto, se non sbaglio, è la prima esperienza da presentatori per voi. Com’è andata, come sta andando? 

(Ciro) Ma molto bene, abbiamo cercato di mantenere un equilibrio tra il non essere troppo invasivi nella presentazione e l’avere comunque degli interventi. Perché sappiamo che le persone sono qui per ascoltare la musica, ascoltare tutti gli artisti che ci saranno in questi due giorni del primo festival del Bellastoria. Quindi abbiamo deciso di fare una presentazione equilibrata, divertente ma sempre alla the Jackal. 

Avete già collaborato con altri eventi, manifestazioni e programmi anche televisivi; come Sanremo o i David di Donatello. Sperate, un giorno, di poterne prendere le redini? Sperate di poter sostituire Pippo Baudo? 

(Simone) Ma Pippo Baudo è insostituibile, è impossibile anche solo pensarci, potremmo essere fulminati all’istante.

(Ciro) Però è una buona idea il fatto che stiamo facendo le prove tecniche per Sanremo. 

(Simone) Chi lo sa, può essere.

(Ciro) Lasciamo lì dai, un easter egg, poi vediamo cosa succede.

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Nel frattempo però, avete già mosso i primi passi nel mondo del cinema, con Addio Fottuti Musi verdi (QUI la nostra recensione) Siete soddisfatti del risultato e di come il pubblico l’ha accolto? 

(Ciro) Molto, per essere un’opera prima c’è stata una grandissima risposta. Tra l’altro da pochi giorni, credo da ieri, è andato per la prima volta su Prime video. Quindi tutte le persone che non hanno avuto la possibilità di vederlo al cinema potranno vederlo su Prime video, in streaming. Quindi si siamo molto contenti.

Beh sicuramente in fin dei conti è un progetto diverso, magari interessante da un certo punto di vista, nel panorama del cinema italiano di oggi.  

(Simone) Beh si, abbiamo provato a sperimentare un genere diverso rispetto a quello che viene fatto al giorno d’oggi. È un po’ fantascientifico, un po’ una commedia, ma non abbiamo tradito, neanche più di tanto, il linguaggio che usiamo sul web, quotidianamente con i nostri fan. Quindi abbiamo provato a riportare quel tipo di struttura narrativa, di commedia al cinema.

E adesso invece in quali progetti, anche personali, vi state cimentando? Ad esempio, so che Ciro fa l’attore e il doppiatore, mentre Simone si occupa più della parte gestionale, no? 

(Ciro) Si, la TheJackal è una società di video produzioni che conta tantissimi progetti al mese, al giorno quasi. Quindi la nostra idea è quella di poter affrontare un discorso sempre lungo su una serie. Stiamo cercando di creare una serie.

The Jackal

Ma in fin dei conti, quale credete sia la fonte del vostro successo? Ve l’aspettavate? 

(Ciro) Come tutte le cose, anche il progetto TheJakcal è nato un po’ per gioco. Ci siamo ritrovati in un pomeriggio a Melito di Napoli, dove abitavamo, con una telecamera a scherzare, da lì è nata la nostra passione. Il nostro professore di italiano teneva un corso di cinema il pomeriggio, ci dava dei semplici esercizi da fare a casa, a livello di inquadrature. Solo che a noi non bastavano e volevamo fare qualcosa di più e realizzavamo i primi corti da fare vedere in classe alle persone. Poi da lì è nata, si è sviluppata la cosa.

E come sono cambiate le vostre vite? 

(Simone) Non tantissimo, adesso lavoriamo in questo. Quello che era un hobby, un divertimento ora è diventato un lavoro. Ma senza mai dimenticare che è nato come un divertimento, quindi deve rimanere tale. Quello che facciamo deve prima far divertire noi, e poi successivamente il pubblico. Se non è così non lo portiamo avanti.

(Ciro) Si, è nato come gioco, ci piace che resti tale. Poi ovviamente c’è un discorso lavorativo dietro, e su questo ci sentiamo molto fortunati.

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