Addio Fottuti Musi Verdi – La recensione in anteprima

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ADDIO FOTTUTI MUSI VERDI – LA RECENSIONE IN ANTEPRIMA – Negli ultimi anni la comicità, proveniente dal web, sta approdando sempre di più nelle sale italiane. Personaggi che hanno iniziato la loro carriera attraverso una piattaforma come Youtube, mezzo potentissimo che gli ha permesso di fare il grande salto. Basti pensare a fenomeni virali come Maccio Capatonda, che con i suoi due lungometraggi, ovvero Italiano Medio ed Omicidio all’Italiana, ha saputo ricrearsi un piccolo spazio all’interno del genere.

Purtroppo non sempre questi fenomeni riescono a conquistare la maggior parte del pubblico e tra questi, rientrano sicuramente i The Jackal; un gruppo di ragazzi, amici fin dall’infanzia, che nel 2006 decidono di formare il collettivo di videomaker, oggi molto apprezzato dal popolo del web. Il successo arriva grazie a lavori come Lost in Google, una web serie diventata subito un cult e che ha vinto numerosi premi, ma anche a parodie televisive come Gli Effetti di Gomorra sulla gente.

Questa consacrazione, ha permesso di produrre, insieme a Cattleya e Rai Cinema, il loro primo lungometraggio: Addio Fottuti Musi Verdi.

Il protagonista è Ciro, super qualificato grafico pubblicitario, specializzato in porte in faccia e collezionista di delusioni che, dopo averle provate tutte, decide di partecipare ad un concorso e mandare il suo curriculum nientedimeno che agli alieni.

L’intento della pellicola è quello di incoraggiare ognuno di noi a esprimere il proprio talento e ci prova inserendo elementi tipici del genere, come l’amore e l’amicizia. Francesco Ebbasta, regista del film il cui nome ricorda non poco quelli dei vecchi trailer di Capatonda, crea un universo facilmente identificabile. Al suo interno un uomo, alla disperata ricerca di un lavoro, entra in contatto con delle forze extraterrestri. Il soggetto è interessante, la regia pure, ma è proprio la comicità del film a non funzionare. Una sceneggiatura che mette in mostra un grande amore per il cinema, tra cui numerosi omaggi all’apprezzato Edgar Wright, ma che crolla davanti a siparietti comici davvero scadenti. Non basta allestire un buon spettacolo visivo.

I problemi sono tanti e non riescono a salvare l’intera pellicola.

I momenti che funzionano sono pochi, ad esempio un divertente siparietto con il cantante Gigi D’Alessio, ma purtroppo sono di poco conto. E di poco conti sono anche le interpretazioni dei vari personaggi, in particolare quella del protagonista, interpretato da Ciro Priello. La sua è una prova attoriale davvero poco convincente, che in alcuni momenti risulta forzata e poco credibile.

Tuttavia non smettiamo di sperare. I The Jackal sono un gruppo dal grande talento e sono dotati di un immaginazione davvero interessante. Non sarà questa la loro pellicola migliore, ma siamo sicuri che questi ragazzi hanno ancora qualcosa da dirci. Non ci resta che aspettare.

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