Generic Animal – Recensione di EMORANGER, in bilico tra emo e trap

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Generic Animal

Generic Animal ha capito tutto.

Da qualche anno a questa parte sembra che fare musica senza fondere i generi più disparati sia impossibile. Basta giocare a fare i duri e puri, basta etichettarsi e ingabbiarsi in stili e attitudini che fra loro sono più simili di quanto non sembri. La sperimentazione e la contaminazione sono all’ordine del giorno, e trovare Myss Keta in un disco popCapo Plaza in un disco di Noyz Narcos non è più così strano come lo sarebbe stato dieci anni fa. Di Generic Animal e del suo minestrone di emozioni avevamo già parlato e non ci saremmo aspettati un altro disco a così poco tempo dal primo, meno che mai un disco così.

2 luglio 2018: Luca Galizia, mente, voce e braccio del progetto Generic Animal, con ancora  addosso i postumi di una cura rivitalizzante durata qualche mese a base di SoundCloud rap e Lil Xan, rilascia EMORANGER, prodotto da Zollo con Bomba Dischi e La Tempesta.

Anche ammesso che non piaccia, gli va sicuramente riconosciuto un merito: aver rovesciato (volontariamente e con immenso gusto) della codeina sul vinile dei Fine Before You Came.

Se già ascoltando il predecessore era possibile sentire uno strano brusio in sottofondo, in questo disco l’autotune regna sovrano e non lascia spazio alla delicatissima voce del neonato trapboy, che nel frattempo si dedica anche alle sporche: se si presta un po’ di attenzione, si possono captare “skrrt skrrt” e overdub.

Ed è impossibile non notare l’arroganza di SC00TER nella quale parla di sfrecciare per le strade di Milano con il cuore a pezzi seminando chiunque con il suo insuperabile bolide. Strofe che odorano di Makatussin, Sprite, blunt e occhiali YSL California, tanto da far credere di trovarsi al cospetto del disco solista di Side Baby piuttosto che di un ex membro dei Leute.

Ora però bisogna capire quale sia la vera idea dietro questi nove brani; quale sia la vera essenza di queste tracce travestite da Sfera Ebbasta. Perché qualcosa deve esserci anche qui dietro, e la risposta è meno scontata di quanto possa sembrare: l’emo.

Si fa presto a dire “emo”, però.

Non pensiate che si parli di psicofamaci e suicidio; l’emo trap (trovate altre definizioni?) di Generic Animal è ben lontana dalla pacchiana ed egocentrica controparte americana, che vanta una scena gremita di artisti ipertatuati e costantemente ad un passo dallo spararsi in testa. Il grande merito di EMORANGER sta nell’aver aperto a tutti la strada di quella musica fatta di sussurri e chitarre traballanti che si può tranquillamente inglobare nell’emo e che non chiamiamo “emo italiano” solo perché non sarebbe rispettoso nei confronti dei (pochi) gruppi stranieri che riescono a capirlo fino in fondo e a farlo uscire dai loro amplificatori.

Generic Animal è figlio di anni e anni passati ad ascoltare i Fine Before You Came, i Riviera, gli Havah, i Verme, a gridare a squarciagola su ogni pezzo in club semivuoti e circoli Arci.

Ed è questo che risuona in tutto il disco, a partire dalla scrittura dei testi, quanto mai attuale, semplice, senza la ricerca di chissà quali metafore ma spontanea e velata di tristezza (Non è facile essere tuo amico, sei molto complicato). Far passare tutto questo attraverso il filtro della trap vuol dire servire la tristezza su un piatto d’argento insieme ad una salsa agrodolce che non fa impazzire quasi nessuno ma piace praticamente a tutti.

La trap è la lingua che parla GATTONE, che parla la drammatica e “italianissima” SESSO BASTARDO e l’anthem da universitario fuorisede APPARTAMENTO. Le strumentali (chiamarle “basi” sarebbe riduttivo) sono il vero tratto distintivo di questo artista, un pop costantemente in bilico tra chitarre lo-fi, trombe e piattini trap che rimescola ancora una volta le carte in tavola. E, cosa più importante, il tutto funziona, e funziona bene. Per quanti ingredienti siano stati gettati nel calderone, non si ha mai la sensazione che uno sovrasti l’altro.

Il vecchio e il nuovo insieme, connubio già caro a Generic Animal, in versione sempre più attuale. Ora davvero non sappiamo più cosa aspettarci da questo ragazzo, anche se una sua traccia in collaborazione con Sfera Ebbasta e i La Quiete è il minimo che si possa fare.

Genere: Emo trap

Anno di pubblicazione: 2018