Dark Polo Gang e Sick Luke – Da Sick Side alle ultime novità

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Dark Polo Gang

La Dark Polo Gang, collettivo romano che ha da poco firmato con la Universal, può piacere e divertire o meno, ma una cosa è certa: ad ogni loro uscita fanno molto scalpore. Dall’inizio di quest’anno abbiamo assistito a due loro pubblicazioni: l’album Sick Side e il singolo più recente British.

L’album Sick Side è attribuito a tutto il collettivo, ma in realtà è un cd da solista di Dark Side. Il trapper si presenta per la prima volta da solo, come era accaduto in passato a Wayne e Pyrex rispettivamente con Succo di zenzero e The Dark album.

Se nelle pubblicazioni precedenti la gang era leggermente uscita dai proprio binari, con Sick Side, si torna in carreggiata. Sick Side è infatti in puro stile Dark Polo Gang, sia per le espressioni sia per le basi e le sonorità che ascoltiamo, più cupe. La produzione dell’intero album è frutto di Sick Luke che si può considerare un quinto membro vista la continua presenza in tutti i progetti. La produzione questa volta è minimal, ridotta all’osso. Poco ma efficace, difatti anche le canzoni durano pochissimo, tranne alcune eccezioni che superano i tre minuti. Come album non presenta novità, la solfa è sempre la stessa che ormai conosciamo da anni.

I testi non stupiscono, tranne per la presenza di qualche rima, parlano sempre del solito giro di soldi, pasticche, donne, e si rinizia in un loop infinito. L’attenzione ricade spesso sulla produzione di Sick Luke che in gran parte delle canzoni però non presenta nulla di innovativo, l’essere prodotti dalla stessa persona da anni si sente. La parola che infatti racchiude al meglio le loro publicazioni è proprio monotonia, tranne che in alcune eccezioni come Cheesecake dove tra flauti e qualche synth diverso dal solito risveglia l’ascoltatore.

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Anche il singolo British risulta essere abbastanza innovativo.

Certo non è un capolavoro sia a livello di scrittura o di produzione, però almeno si distingue un minimo dagli altri lavori.

Si notano infatti anche le limitazioni di Sick Luke, considerato uno tra i produttori più bravi d’Italia. Però la monotonia è troppo presente per potersi salvare solo con un paio di canzoni innovative. Si percepisce che c’è un lavoro svolto molto bene dietro ogni canzone, ma non si percepisce la cratività da vero artista. Il drum rack, la batteria, che utilizza è praticamente sempre la stessa, come detto da lui stesso. Di fatti sentendo le varie canzoni si percepisce che, per esempio, lo snare o il kick sono quasi sempre gli stessi. Al massimo con una variazione. In tutto il disco di Dark Side si sentono infatti solo un paio di variazioni di batteria.

Oltre ad interessare il suono, questo vale anche per la composizoine.

Le melodie dei synth o la cadenza dei vari piatti sono sempre simili, creando una monotonia molto evidente. Creare una propria sonorità e un proprio stile per distinguersi non significa non potersi evolvere e creare qualcosa di nuovo. Probabilmente questo è legato anche al fatto di produrre sempre la Dark Polo Gang. Pochi giorni fa lo stesso Sick Luke ha dichiarato di aver collaborato assieme a Ghali per la produzione di Zingarello, in uscita il 25 maggio. Questa può essere la prova per il produttore di dimostrare la sua bravura assieme ad un altro artista e cambiando un po’ aria, altrimenti confermerebbe soltanto che l’essere considerato il migliore d’Italia è eccessivo.

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Produttore e rapper Sick Luke

Per quanto riguarda la Dark Polo Gang essi si erano presentati inizialmente come caricatura dei rapper italiani ed erano piaciuti. Però la provocazione è funzionale solo all’inizio, quando è inaspettata, una volta che si mostrano tutte le carte in tavola e si crea una routine non stupisce più ma, complice la monotonia, stanca soltanto.

Un ultimo segno di questa crisi riguarda proprio Dark Side che, attraverso il padre, pare abbia confermato la sua uscita dal collettivo romano. Ora non ci resta che aspettare per vedere le sorti dei trapper e di Sick Luke. Dopo questi ultimi avvenimenti vedremo se stupiranno o se confermeranno di non poter presentare nulla di nuovo e valido in un mercato in continua evoluzione.

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