I Dossier della Scimmia: John Doe

John Doe

John DoeNome: Jonathan Doe

Nickname: John

Film: Seven

Professione: Predicatore / Serial Killer

Frasi Celebri: “We see a deadly sin on every street corner, in every home, and we tolerate it. We tolerate it because it’s common, it’s trivial. We tolerate it morning, noon, and night. Well, not anymore. I’m setting the example. What I’ve done is going to be puzzled over and studied and followed … forever.”

 

John Doe è lo psicopatico villain di Seven, un film del 1995 diretto da David Fincher e considerato uno dei migliori thriller/polizieschi girati negli ultimi vent’anni.

Nonostante il successo di pubblico e critica, questa pellicola venne letteralmente snobbata dalle giurie dei maggiori premi cinematografici, compresi Golden Globes, Academy Awards e BAFTA.

John Doe

William Somerset (Morgan Freeman) e David Mills (Brad Pitt) sono due detective con personalità e caratteristiche completamente all’opposto: il primo è un uomo solo, esperto e prossimo alla pensione, mentre il secondo è giovane, istintivo e sposato con la splendida Tracy (Gwyneth Paltrow).

I due colleghi vengono chiamati sulla scena di un delitto che presenta dinamiche inedite e terrificanti.

Un uomo, obeso, è stato trovato morto dopo aver mangiato una quantità spropositata di cibo, superando ogni limite umano immaginabile. Dopo un attento sopralluogo, vengono alla luce alcuni dettagli interessanti: non si tratta di suicidio, in quanto la vittima è stata costretta da qualcuno (che non ha lasciato impronte) a mangiare oltre ogni misura fino a scoppiare. Oltretutto, dietro il frigorifero, il killer ha lasciato sul muro la scritta gola.

Il giorno seguente, l’avvocato Eli Gould, noto per aver difeso criminali e truffatori di ogni genere, viene ritrovato morto e mutilato all’interno del suo studio. Accanto al corpo, sul pavimento, viene rilevata la parola avarizia scritta con il sangue della vittima. Non sembrano esserci collegamenti tra i delitti, ma Somerset è convinto che l’assassino sia lo stesso, e stia punendo i colpevoli dei sette vizi capitali.

All’appello mancherebbero quindi accidia, invidia, superbia, ira e lussuria.

Dopo alcuni controlli incrociati – effettuati grazie a canali preferenziali con i federali – i due detective sembrano aver trovato una pista da seguire e un sospettato principale: il suo nome è John Doe.

Quest’uomo di mezza età è un predicatore particolarmente schivo, colto, intelligente, ma, soprattutto, molto paziente. È solito torturare le proprie vittime fino allo sfinimento (a volte per mesi interi), facendole soffrire in maniera disumana.

Vive da solo in un appartamento che ha trasformato in un vero e proprio santuario, dove conserva più di 2.000 quaderni con trascritte alcune impressioni, pensieri e vicende riguardanti la propria vita. È estremamente metodico e si taglia la porzione di pelle in corrispondenza dei polpastrelli, in modo tale da non lasciare tracce neanche nella propria abitazione.

John Doe sembra introvabile, ed è arrivato a quota 5 omicidi. Mancano due tacche alla sua cintura: invidia e ira, per cui ha in mente qualcosa di straordinario, qualcosa che rimarrà impresso nella storia.

John Doe

Nonostante appaia nella seconda metà del film, Kevin Spacey regala una performance memorabile, incarnando uno dei serial killer più sedici della storia del cinema.

L’attore americano ha voluto che il suo nome fosse tolto dai titoli di testa, proprio per stupire maggiormente gli spettatori una volta apparso, rinunciando a tutta la campagna promozionale con annessi e connessi.

Qui trovate la puntata precedente dei dossier!

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