Saw: Legacy. Jigsaw è tornato!

L'ennesimo capitolo della saga, sette anni dopo Saw 3D. In uscita ad Halloween, con tante buone intenzioni di voler proseguire il lavoro iniziato da Wan nel 2004. Poca carne al fuoco, tantissimo fumo.

recensione saw legacy

 

RECENSIONE SAW LEGACY – Torna Jigsaw sette anni dopo l’ultimo tridimensionale capitolo. Sembrava che tutto si fosse concluso nel migliore dei modi, con l’enigmista John Kramer consegnato all’oltretomba insieme ai suoi vari copycat. Sembrava, appunto. Un nuovo sadico gioco è appena cominciato e tutto sembra rimandare proprio a John Kramer; nonostante la sua morte, nonostante un’autopsia, nonostante una sepoltura. È davvero possibile che la sua morte sia stata tutta una messa in scena? Le indagini hanno inizio ed insieme a loro, una corsa contro il tempo.

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RECENSIONE SAW LEGACY – La Lionsgate e la Eagle Pictures hanno deciso di riesumare la figura di Jigsaw, con tutta la sua voglia di redenzione ed espiazione verso chi si è macchiato di crimini contro la vita. Per farlo, hanno commissionato i fratello Spierig, già autori di Undead e Daybreakers. Registi che con l’horror ci sanno fare tutto sommato, sebbene questi due film non entreranno mai nell’Olimpo dell’orrore, nemmeno dalla porta di servizio. La domanda che ci si pone di fronte questo film è una sola: era necessario tutto ciò? Saw aveva molte potenzialità, tra cui quella di poter dar vita ad una saga all’altezza delle migliori saghe slasher, spostando l’attenzione sul torture porn. Scelta coraggiosa che però è stata gestita in maniera non ottimale. Tanto che dal primo Saw all’ultimo (sette film in sette anni) c’è un vero e proprio abisso qualitativo.

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RECENSIONE SAW LEGACY – D’altro canto, la saga ha sempre sofferto un primo capitolo davvero ottimo ed una seguente volontà (prettamente speculatrice) di creare un franchsing con capitoli però non certo all’altezza del primo. Film la cui trama era un mero espediente per mostrare le nuove ingegnose trappole mortali di Jigsaw. Insomma, poche pretese e tanto sangue, qualità adatte agli amanti del genere. Il che, sia chiaro, non necessariamente è un male. Ma dopo aver già toccato il fattore del killer copycat, cos’altro ci si poteva inventare per dare linfa vitale al film? Domanda alla quale non si può rispondere per ragioni di spoiler. Basta sapere che questo film soffre ancor di più i suoi precedenti capitoli. Le ragioni alla base sono pressoché logiche. La saga aveva già detto tutto il possibile.

RECENSIONE SAW LEGACY – La struttura narrativa è rimasta invariata: da un lato le indagini, dall’altro il percorso di tortura disegnato da Jigsaw, con entrambe che culminano nello stesso finale. Inoltre un numero cospicuo di plot twist mal inseriti portano soltanto a confondere lo spettatore. Bastano quaranta minuti e già si trova il primo colpo di scena. Se ne contano almeno quattro in un’ora e mezza di film; il che probabilmente è l’unico pregio. Il resto è completamente dimenticabile. Pochissimo sangue (il che è un difetto) rispetto agli altri film, pochissima creatività delle trappole, ma soprattutto pochissima originalità. Saw: Legacy sembra essere un reboot del quarto capitolo, tanto che potrebbe inserirsi proprio al suo posto senza cambiare le carte in tavola (ed il gioco). Per tornare alla domanda di prima: era davvero necessario questo sequel? La risposta è no.