The Nun – La recensione del nuovo spin-off demoniaco

The Nun

Da Annabelle a The Nun, dalle bambole alle suore.

Questo ennesimo spin-off demoniaco non riesce ad evocare la paura nonostante le firme autoriali mainstream di Wan e soci. Un peccato visto il potenziale orrorifico della situazione, forse un po’ trita ma sicuramente valida. Almeno nella base The Nun presentava un ottimo potenziale, ma purtroppo la realizzazione non è stata all’altezza.

In un’antica abbazia della Romania una suora si toglie la vita. Un prete viene inviato dal Vaticano per indagare sull’accaduto, aiutato da una giovane novizia in attesa dei voti per diventare suora e da un campagnolo. Una volta giunti, però, i tre si renderanno conto che il male assoluto pervade la struttura. The nun

Nuovo spin-off della saga horror ideata da James Wan ed avviata con il suo The Conjuring, The Nun aggiunge un ulteriore tassello demoniaco al multiverso orrorifico che da anni sta riempiendo le sale e terrorizzando gli spettatori di tutto il mondo. Dopo aver narrato le origini di Annabelle questa volta l’attenzione di Wan e produttori passa a Valak, suora demoniaca apprezzata in The Conjuring – Il caso Enfield, ed ora affidata alle mani di Corin Hardy. Avventurandosi nei più classici degli stilemi horror, il regista inglese gioca sulle atmosfere macabre e fredde che il castello offre, purtroppo senza una mano decisa e convinta dando vita ad una storia che sa di già visto. Se le tematiche religiose offrono sempre una garanzia sul versante del terrore, non si può dire lo stesso dell’utilizzo che ne viene fatto in The Nun.
Progredendo nell’avventura, la mancanza di innovazione prevale e i ripetuti jump-scare annoiano e non impressionano più una volta arrivati al gran finale. Un grande errore per un film di genere che dovrebbe insinuare il terrore negli spettatori con maestria, non ripetere un semplice e inflazionato escamotage. Un problema ormai noto in molti film horror degli ultimi anni e che nemmeno The Nun riesce a risolvere. Non è tutto da buttare però il film.
The nun

Dove il film riesce a riprendersi l’interesse di chi lo guarda, è nella lunga sequenza finale.

Valak fa finalmente il suo debutto in carne ed ossa, prendendosi la scena e spaventando grazie ad alcune scelte registiche e sonore ben gestite ed architettate. Una follia mostrarla così poco nel film; un’assenza sentita, probabilmente principale causa del fallimento del film.
La creatura targata Wan continua ad espandersi ma la qualità latita e fatica a venire a galla. Questo secondo filone di spin off non convince a pieno, così come accaduto con Annabelle. Troppe le lacune narrative, poche le idee originali. Pur mantenendo piena fiducia nell’extended world di The Conjuring, The Nun stecca la prima. Adesso c’è solo da attendere, nella speranza che si possa ritornare sui buoni livelli di tempo fa.
A cura di Gianmarco Bonelli

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