The Conjuring – Per Ordine Del Diavolo, la Recensione

Torna nelle sale il Conjurverse ideato da James Wan con il terzo capitolo dedicato alla saga principale: The Conjuring - Per Ordine Del Diavolo. Disponibile nelle sale a partire dal 2 giugno. Ecco la nostra recensione.

The Conjuring - Per Ordine Del Diavolo, recensione
Condividi l'articolo

Ritorno col botto per una delle saghe horror contemporanee più longeve di sempre. Stiamo parlando del Conjurverse firmato James Wan con The Conjuring – Per Ordine Del Diavolo. Dopo vari spin-off più o meno riusciti, come la trilogia dedicata ad Annabelle, la saga riprende le vicende principali legati al mondo sovrannaturale dei coniugi Warren.

Stavolta a finire sotto la lente d’ingrandimento è il caso legato ad Arne Johnson, risalente al 1981. Un caso che suscitò parecchio scalpore e che vide coinvolta la coppia in questione. Vi consigliamo di informarvi su questa vicenda solamente dopo aver visto il film.

The Conjuring – Per Ordine Del Diavolo, la Trama

Un esorcismo da un finale non proprio lieto. Almeno non nella sua interezza. Ed e Lorraine Warren dovranno affrontare un male demoniaco molto complicato da scacciare. E in parallelo, la giustizia americana che sta per condannare a morte un ragazzo posseduto. Come dimostrare alla corte l’esistenza del Male?

The Conjuring – Per Ordine Del Diavolo, la Recensione

Dopo una pausa di cinque anni, James Wan torna a battere la strada principale del Conjuverse, affidando la regia di Michael Chaves, già regista dello spin-off La Llorona. Immancabile il duo Farmiga/Wilson ad indossare i panni dei coniugi Warren, sensitivi “scacciademoni” realmente esistiti. Dopo la perfida e malefica Annabelle, adesso si torna a guardare uno dei demoni di maggior importanza giacché proprio dell’inferno, al quale non basta tormentare un bambino.

Inutile scendere nei dettagli anche e soprattutto per non rovinare la visione di questo The Conjuring – Per Ordine Del Diavolo carico di colpi di scena. La genialità infatti si trova proprio nel voler mescolare il classico horror di possessione al legal thriller. Contaminazioni perfettamente bilanciate che sebbene la sensazione di “già visto” rendono comunque piacevole la visione, grazie soprattutto ai colpi di scena di cui sopra.

LEGGI ANCHE:  Welcome To Blumhouse, la Recensione dei primi quattro horror

È chiaro che chi è particolarmente avvezzo ai generi non avrà difficoltà a sciogliere i nodi creati dalla legislazione USA che chiede prove concrete del Male raccontato dai Warren. Credibilità e concretezza per un qualcosa che di concreto non è (a seconda di ciò che si vuole credere). Una prova che comunque resta a dir poco ardua visto. Soprattutto perché stavolta, sconfiggere il male avrà una doppia valenza.

The Conjuring - Per Ordine Del Diavolo, vera farmiga, recensione

Lo script, dunque, sebbene non spicchi di brillantezza e originalità in sé, resta comunque molto affascinante nel suo voler unificare due generi per molti aspetti diversi tra loro. L’impatto visivo scelto da Michael Chaves resta comunque la vera forza di The Conjuring – Per Ordine Del Diavolo. Soprattutto nella misura dei canoni omaggi agli horror classici, quali Shining e L’Esorcista.

Richiami che però non risultano essere invadenti, soprattutto perché le sequenze più terrificanti vengono perfettamente dirette, sia su un piano legato prettamente alla costruzione della tensione, nonché delle immagini, tra giochi di ombre e luci molto intriganti. Memorabile la scena che si avvale di una versione molto “particolare” di Call Me dei Blondie.

Appare scontato che il pubblico a cui si rivolge questo The Conjuring – Per Ordine Del Diavolo è ormai ben delineato, dettando dei paradigmi estetici ben precisi. Chiaro che dall’altro lato, diametralmente opposto, osserviamo un altro tipo di horror volto a ricercare una nuova autorialitá grazie all’uso di atmosfere in luogo dei classici jumpscare. Differenziazioni specifiche legate al concetto di paura che il cinema horror vuole restituire.

LEGGI ANCHE:  La regina degli scacchi | Recensione della serie rivelazione Netflix con Anya Taylor-Joy

]

In questo caso, si tratta di un horror commerciale fatto a uso e consumo immediato, che sicuramente non vuole lasciare una sensazione di disagio permanente quanto più farla esaurire proprio con il classico balzo sulla poltrona. E c’è da dire che nonostante le critiche mosse da spettatori più esigenti, l’interezza di questo franchising resta comunque molto interessante. Soprattutto se legato al ben più noto Marvel Cinematic Universe.

Si può discutere sull’effettiva qualità del singolo film-episodio, ma la serialità che James Wan è riuscito a imprimere ad ogni sua creatura è senza dubbio apprezzabile. Basti pensare a Saw, saga di nove film a cui è bastato ben poco per entrare nell’immaginario collettivo. Discorsi questi che meriterebbero un approfondimento a parte.

Intanto, rimanendo su questo terzo capitolo, c’è da rimanere ampiamente soddisfatti. Entrando nell’ottica dell’horror commerciale, Wan riesce a dare ciò che il pubblico vuole. Horror facili, diretti e rapidi nella loro esecuzione. Un film dunque non per tutti i palati ma che resta molto piacevole nella sua esecuzione. Lunga vita a James Wan e al suo cinema. Ne abbiamo bisogno.

Cast

  • Vera Farmiga: Lorraine Warren
  • Patrick Wilson: Ed Warren
  • Ruairi O’Connor: Arne Johnson

Trailer