Le “La La Song” dietro al film del momento

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Ormai è un dato di fatto. La La Land sembra sembra essere il film più apprezzato dell’anno e, a pochi giorni dagli Oscars, proponiamo qui delle curiosità e degli approfondimenti riguardo a uno dei punti più forti del film: la colonna sonora. Il film ha già vinto 7 Golden Globe e ben 6 Oscar, tra cui Miglior Colonna Sonora Miglior Canzone Originale (era candidato a 14 Oscar, di cui 3 per la colonna sonora).

Recitato dalla ormai famosa coppia Ryan GoslingEmma Stone (che interpretano rispettivamente Sebastian e Mia), il film è un inno a perseguire i proprio desideri e le proprie passioni. La storia dell’attrice e del musicista che si incontrano in una Los Angeles piena di colori ormai ha fatto il giro del mondo e conquistato tutti- o quasi. Il successo del musical diretto da Damien Chazelle deve tantissimo alla sua strepitosa colonna sonora, realizzata quasi interamente da Justin Hurwitz. Il compositore è amico del regista fin dai tempi dell’Università di Harvard, e la loro collaborazione aveva già fatto scintille in Whiplash e Guy and Madeline on a Park Bench. Chazelle, inoltre, è un gran batterista e appassionato di jazz, e i suoi tre film sono incentrati sulla musica. Whiplash ruotava attorno ad un batterista jazz e Guy and Madeline on a Park Bench è un musical sul jazz. I testi invece sono stati composti da Benj Pasek e da Justin Paul, che lavorano quasi sempre in coppia per il teatro o per la televisione. Una particolarità? Sia Damien, che Justin, che Benj e Justin Paul hanno un’età compresa fra i 31 e i 32 anni.

 

L’unica canzone che si stacca leggermente è Start a Fire, realizzata da John Legend, che recita anche nel film nella parte di Keith. Candidate all’Oscar erano le canzoni Audition e City of Stars, eseguita in due versioni: una cantata solo da Gosling, mentre nell’altra viene accompagnato da Emma Stone. City of Stars si è aggiudicata l’Academy Award per Miglior Canzone Originale. Di 15 tracce di La La Land ben 7 sono strumentali. La colonna sonora inoltre aveva già vinto ben due Critics’s Choice Awards (Best Song per City of Stars e Best Score) e due Golden Globes per Best Original Score a Justin Hurwitz e Best Original Song (per City of Stars). C’è da chiedersi cosa pensi Justin Hurwitz di Start a Fire, la canzone di John Legend che rappresenta la rinuncia di Sebastian all’inseguimento del suo sogno, quello del vero jazz.

Ryan Gosling, inoltre, per il film ha veramente imparato a suonare il pianoforte. Per molte settimane ha fatto due ore al giorno di lezione per sei giorni la settimana, ed è per questo che le mani che si vedono nelle scene di pianoforte sono proprio le sue. Di solito invece si tende ad usare una controfigura o a ricorrere all’uso della CGI, ossia la computer-generated imagery. Le musiche al piano erano però già state registrate da pianista  Randy Kerber durante le fase di pre-produzione del film. John Legend, che per il ruolo di Keith ha invece dovuto imparare a suonare la chitarra (che non è il suo strumento), ha dichiarato di essere addirittura geloso della facilità con cui Gosling abbia imparato a suonare il pianoforte.

Anche dietro la scena iniziale ci sono delle interessanti particolarità. Damien, per realizzare la scena iniziale con sottofondo Another Day of Sun, ha dovuto bloccare, per la prima volta nella storia del cinema, per ben un giorno e mezzo l’autostrada che era stata scelta. Le prove erano state effettuate in un parcheggio e registrate su un Iphone da Chazelle e da Mandy Moore, il coreografo. Qui erano già state decise le angolazioni dal regista insieme al direttore della fotografia Linus Sandgren. Una volta però sul posto delle riprese ufficiali, le riprese si sono complicate. Le scene sono state effettuate grazie ad una gru (per questo si riesce ad avere l’idea di zigzagare fra le macchine), che tuttavia ha creato degli imprevisti poiché non si riusciva a muovere come il telefono. Sono state quindi cambiate le scene e le angolature delle riprese per adattarsi al nuovo strumento. Anche la scelta delle macchine è stata complicata, poiché per la sicurezza e la stabilità dei ballerini era necessario scegliere automobili adatte per poterci saltare sopra.

La scena tuttavia non è completamente nuova, ma sembra ricordare Fame del 1980 di Alan Parker, dove un gruppo di ragazzi liceali sottoposto a dure selezioni per entrare nei corsi di una prestigiosa scuola di danza si ritrova a ballare in strada saltando sulle macchine nel traffico.

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