Come invecchiano i film che hanno vinto l’Oscar? 5 salti decennali per analizzare i vincitori del passato

2007 – The Departed (Martin Scorsese)
Recensione: Due poliziotti, due mentitori. Colin Sullivan (Matt Damon) mente per vocazione, ha la faccia e il sorriso da bravo ragazzo ma è totalmente privo di qualsiasi sentimento o affetto. Billy Costigan ha sempre vissuto due vite, durante la settimana con la madre è un ragazzino per bene in un quartiere residenziale, nel week end col padre diventa teppistello di quartieraccio irlandese. Colin è impeccabile fuori ma vuoto dentro, Billy sembra un tossico mezzo accattone ma rischia la vita per la giustizia. Colin lavora alla centrale della Polizia di Stato del Massachussetts ma dietro le quinte spiffera tutto al boss che gli fa da padre fin da piccolo. Billy è infiltrato nella banda del boss ma fa rapporto al capo della sezione infiltrati della stessa Polizia di Stato. Inevitabilmente i due vengono a cononscenza l’uno dell’altro e iniziano a darsi la caccia. Arrivano sempre più vicini ma mai si vedranno in faccia fino all’escalation finale. A dirigere l’orchestra il boss Frank Costello, come definito dal suo interprete Sua Maestà Jack Nicholson, l’ultima incarnazione del male. Visionario, a tratti ascetico, Costello non vuole essere un prodotto del proprio ambiente, ma che l’ambiente sia un suo prodotto. Non ha bisogno dei soldi (ne’ della figa), si dedica alla criminalità per pura passione immergendosi nel sangue fino ai gomiti. “Protegge” i piccoli esercizi commerciali dagli Italiani di Providence, traffica finti microprocessori con i cinesi e nel tempo libero commercia droga. Ogni volta che apre bocca catechizzare chiunque gli stia intorno dispensando saggezza su vita, donne, lavoro e, ovviamente essendo a Boston, religione Cattolica. Il resto è Scorsese che racconta la vita dei malavitosi, un dono di Dio. E proprio grazie alla sacra arte del gangster movie Scorsese si prende le statuette che gli spettano di diritto a lungo inspiegabilmente negategli. Una doverosa precisazione, Scorsese è più grande degli Oscar, avesse vissuto un’intera carriera senza omino pelato la sua poltrona nell’olimpo del cinema non sarebbe scesa di mezza fila. E’ l’Academy  che finalmente si dà una botta di credibilita’ accogliendo tra le sue fila il padre di Sam “Asso” Rothstein e Jake LaMotta.


Segni Particolari: Lo script è tratto dal film di Hong Kong Infernal Affairs (2002) ma Scorsese non l’ha saputo finchè non ha accettato di prendere parte al progetto e, soprattutto, ha visto l’originale solo dopo aver girato The Departed. Il film è un trionfo di dettagli e citazioni, due su tutte Di Caprio che fa le flessioni in prigione come De Niro in Cape Fear (autoreferenziale, ma Scorsese puo’ questo ed altro) e la scena della doccia di Matt Damon, girata esattamente come la medesima scena in Psycho come omaggio a Hitchcock. Cast titanico, con tutti i ruoli principali coperti da maestri, con perle quali Martin Sheen e Alec Baldwin. Nicholson, annoiato dopo ruoli in commedie, torna a vestire i panni del cattivo, alternando il pragmatismo del self made gangster alla follia visionaria del grande leader. Ciliegina sulla torta la colonna sonora che alterna il punk celtico, a rafforzare il tono bostoniano, agli immancabili e immensi Rolling Stones (terzo film di Scorsese ad avere Gimme Shelter nella soundtrack, magnifica ossessione).


Altri candidati: Babel di Inarritu, Lettere da Iwo Jima di Clint Eastwood, Little Miss Sunshine e The Queen a comporre una batteria notevole. Ma Scorsese li mette in fila tutti senza fiatare. L’Academy torna a mostare gli attributi di Platoon e, implicitamente, ammette le sviste del passato riguardo al sommo Martin.


Rivisto oggi: A 10 anni dall’uscita invecchia meglio di un Barolo grazie all’imprinting classico che ricorda Goodfellas con un twist dinamico dato dai dei due poliziotti che si inseguono. Sempre meglio