Cineracconti: Tarantino, Clooney, emergenze e vampiri

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Poteva toccare a Steve Buscemi, Tim Roth, John Travolta, Michael Madsen o Christopher Walken interpretare Seth Gecko in Dal Tramonto all’alba, ma tutti questi stavano girando almeno due film ed erano troppo impegnati per dedicarsi al progetto di Rodriguez e Tarantino. Così Quentin, che oltre ad avere una conoscenza a dir poco enciclopedica del cinema è sempre stato anche un grande amante della televisione, scelse di contattare George Clooney. I due infatti si erano conosciuti circa tre anni prima sul set di ER, dove Clooney stava muovendo i primi passi e dove Tarantino si trovava in veste di regista per girare l’episodio Motherhood (maternità), che andò in onda l’11 maggio 1995.

Lydia Woodward affermò di non aver scritto il penultimo episodio della prima stagione appositamente per Tarantino, ma a guardarne le sequenze si verrebbe da pensare l’opposto. La puntata si apre con un chiassoso e rocambolesco parto sulle note di Blackbird dei Beatles, prosegue col caso di un uomo con un’antenna che gli trapassa il ventre e tocca l’apice quando, nella sala emergenza, una donna viene aggredita da una seconda a cui la prima aveva strappato guarda caso un orecchio. Eppure la Woodward ammise di aver solo un po’ esaltato ed esagerato le normali vicende ospedaliere, normalmente trattate nello show. Tarantino confessò di essersi sentito un po’ imbrigliato durante le riprese della celebre serie TV, poiché era abituato ad avere lui l’ultima parola sul set dei propri film, ma in questo caso dovette cedere alle volontà del produttore John Wells e alla fine sembrò accettare la cosa con umiltà, affermando: “in TV il il capo è il produttore, l’autore”. Riuscì tuttavia a lasciare segno del suo passaggio sull’episodio con inquadrature strette che indugiano su monitor, seghe ossee, divaricatori e pali di ferro che trapassano cistifellee, ma non solo.

               

“Prese gli occhiali da sole e fu irremovibile sul fatto che dovevamo indossarli” raccontò Julianna Margulies a proposito di una scena in cui il suo personaggio, l’infermiera Hathaway, e la dottoressa Susan Lewis indossano degli occhiali da sole in mezzo alla corsia dell’ospedale, con un aria gangster che richiama il recente film premiato agli oscar. Anche la maglietta di Yosemite Sam (dei Looney Tunes) indossata dalla Lewis fu scelta di proposito e il Dr. Carter indica nell’episodio tre costellazioni, rinominandole Moe, Larry e Curly come i nomi dei Three Stooges (già citati qui). Dunque tra sfumature vintage, sangue e virtuosismi registici Tarantino riuscì a rendersi protagonista comunque.

             

Il regista di Knoxville ricevette dalla produzione 30.000 dollari per i suoi servigi, il che apparve come un vero affare per la NBC, dato che soli due mesi prima Tarantino aveva vinto l’Oscar per la miglior sceneggiatura originale insieme all’amico Roger Avary col suo primo film, Le Iene, destinato a diventare un cult. La Woodward, in seguito, rivelò ad un giornalista che Quentin era stato talmente entusiasta della collaborazione da chiedere alla produzione la possibilità di girare altri episodi dello show o, almeno, di poter apparire come personaggio ricorrente. Tuttavia questo non successe mai e l’unico altro lavoro di Tarantino per la TV fu la direzione di un doppio episodio di CSI nel 2005.

               

Come detto qualche anno più tardi George e Quentin si rincontrarono di nuovo per Dal tramonto all’alba, nei panni dei fratelli Gecko. due gangster in fuga verso il confine messicano dopo una rapina. Così Clooney fu lanciato sul grande schermo e con discreto successo, dato che negli anni successivi fu scelto anche da Joel Schumacher, Soderbergh, Malick, Russel e i Coen. Pare che Tarantino avesse scritto la sceneggiatura del film già quando frequentava il liceo, ispirandosi inizialmente a Gataway, di Sam Peckinpah, per la fuga oltre confine; salvo poi contaminarlo con un ingrediente dal gusto imprevedibile sulle orme di Zombi di George A. Romero e poi, dato che le vicende si svolgevano in un locale, imitò lo schema di Distretto 13: le brigate della morte, di Carpenter. Il solito armonioso melting pot cinematografico tarantiniano. Per altro durante le riprese del film di Rodriguez, Clooney stava contemporaneamente girando la terza stagione di ER e ad ogni shooting il tatuaggio disegnato sul collo di Seth Gecko doveva essere rimosso per lasciar spazio allo stetoscopio del dottor Ross.

ER negli anni successivi (1993-2008) segnò la storia dei Tv show, unendo una scrittura intelligente e di qualità a una regia innovativa e peculiare, avvalendosi di attori di livello che in seguito avrebbero sempre sfondato anche nel cinema e in tv, come Lucy Liu, Shia LaBeouf, Eva Mendes, Dakota Fanning, Aaron Paul, William H. Macy, Ewan McGregor, Mena Suvari, Forest Whitaker, Kirsten Dunst, Steve Buscemi e tanti altri.

Allo stesso modo anche Tarantino continuò ad essere protagonista, seppur in sala e non nei salotti, influenzando con forza il mondo attorno a lui e facendo parlare molto di se. In un’era di rinascita delle serie tv come quella che stiamo vivendo chissà che in quale fenomeno mainstream si sarebbe trasformata una serie tv girata da Tarantino. Per avere un’idea basterebbe pensare, ad esempio, al clamore suscitato dalla riscoperta di Twin Peaks, tale da convincere Lynch a realizzare un sequel che confermasse la profezia di Laura Palmer: “Ci rivediamo tra 25 anni”.

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