Page: “Io e Thirlby facevamo sesso di continuo sul set”

Nel suo libro di memorie, Elliot Page la sua esperienza sessuale vissuta sul set di Juno con Olivia Thirlby

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Il racconto di Elliot Page

Juno, film del 2007 diretto da Jason Reitman e scritto da Diablo Cody, vede Elliot Page nel ruolo del personaggio principale Juno. Questa è una ragazza essenzialmente costretta ad affrontare una gravidanza inaspettata e trova una rockstar fallita, Mark (interpretata da Jason Bateman), e sua moglie (interpretata da Jennifer Garner) che intendono adottare il bambino non ancora nato. Ben presto, però, Mark inizia a sviluppare un legame più profondo con Juno, mettendo a rischio il suo matrimonio. Il film è molto divertente e sembra che Elliot Page si sia divertito moltissimo a girarlo, in particolare quando si è trattato di lavorare con la co-protagonista Olivia Thirlby.

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Nel suo libro di memorie Page Boy infatti, la star di Umbrella Academy descrive in dettaglio la sua relazione con la Thirlby che ha interpretato l’amica di Juno, Leah, nel film. Secondo quanto riferito, i due facevano sesso “tutto il tempo” sul set. Come riportato da ComicBook, Elliot Page ha descritto la loro chimica come “palpabile”.

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Sono rimasto sorpreso nel momento in cui ho visto Olivia Thirlby – ha scritto Page. Eravamo nella sua camera d’albergo. Billie Holliday suonava. Stava per iniziare a preparare il pranzo, quando mi ha guardato direttamente e ha detto a bruciapelo: “Sono davvero attratta da te”. “Uh, anch’io sono davvero attratto da te.” A quel punto abbiamo iniziato a baciarci appassionatamente.

Era così… abbiamo iniziato a fare sesso in continuazione: nella sua camera d’albergo, nelle nostre roulotte al lavoro, una volta in una piccola stanza privata in un ristorante. A cosa stavamo pensavamo? A essere discreti. Essere intimo con Olivia ha aiutato la mia vergogna a dissiparsi. Non vedevo neanche un pizzico di vergogna nei suoi occhi e volevo quello: smettere di sentirmi infelice per quello che sono.

Ironicamente, interpretare un’adolescente incinta è stata una delle prime volte in cui ho sentito un minimo di autonomia sul set. Indossavo una pancia finta ma non ero iperfemminilizzata. Per me, Juno era l’emblema di ciò che potrebbe essere possibile, uno spazio oltre il binario

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