Diabolik – Ginko all’attacco! Intervista con i Manetti Bros e Giacomo Gianniotti

Diabolik - Ginko all'attacco! è al cinema dal prossimo 17 Novembre. Ecco la nostra intervista con i Manetti Bros e il nuovo protagonista di Diabolik, Giacomo Gianniotti.

Diabolik - Ginko all'attacco!
Ph: Nicole Manetti
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L’attesa è quasi finita. Questo mercoledì 17 Novembre Diabolik – Ginko all’attacco! è pronto a invadere i cinema italiani. Per i Manetti Bros questo secondo capitolo è insieme un sequel e un reboot della trilogia dedicata a Diabolik, che trova un nuovo carismatico protagonista in Giacomo Gianniotti, celebre Dottor De Luca di Grey’s Anatomy.

La prova per Giacomo Gianniotti non può che dirsi brillantemente superata. Il nostro anti-eroe trova infatti nell’attore italo-canadese un interprete di straordinaria sensibilità, pronto a impreziosire l’icona Diabolik con un twist romantico, oltre a centrare quello sguardo gelido e spietato che ha reso immortale il fumetto creato dalle sorelle Giussani.

Ma iniziamo proprio da Diabolik, alias Giacomo Gianniotti la nostra intervista.

MZP: Mi ha molto colpito sentirti dire in conferenza stampa che questo film per te è un romance, una storia d’amore. Quanto è importante Eva Kant per il tuo Diabolik?

Giacomo Gianniotti: “L’amore tra Eva e Diabolik è il centro, è il cuore del fumetto, come sanno bene tutti io suoi fan. Oltre alle cose molto ovvie che sappiamo su Diabolik – è spietato, fa dei colpi eccezionali, le persone che lo incontrano rimangono come pietrificate – ecco oltre a queste cose che si sanno mi sembrava più interessante sviluppare questo elemento romantico.”

“Diabolik per me è una pantera e spero che anche il pubblico troverà soddisfazione guardandolo.”

Diabolik – Ginko all’attacco! Un omaggio ai Goblin nella colonna sonora

Diabolik - Ginko all'attacco!
I Manetti Bros sul set di Diabolik – Ginko all’attacco! (Ph: Nicole Manetti)

MZP: Vorrei fare una domanda a tutti e tre. So che voi come registi lavorate tantissimo con la musica e spesso portate anche la musica direttamente sul set. Uno degli elementi che ho trovato veramente incredibili in questo secondo capitolo è proprio questo tappeto sonoro continuo che induce nello spettatore uno stato quasi ipnotico.

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Anche gli attori, dai gesti agli sguardi alle parole sembrano perfettamente in sintonia con questo meraviglioso tappeto sonoro creato da Pivio e Aldo de Scalzi più le canzoni originali create da Diodato. Avete lavorato insieme anche su questo?

Marco Manetti: “Questa volta no non abbiamo portato la colonna sonora sul set perché è stata creata dopo. Ma la musica è sempre un elemento fondamentale nei nostri film. Questa volta avevamo molti più dubbi, siamo andati avanti con i musicisti poi siamo tornati indietro per cambiare alcuni punti, è stato un lavoro molto lungo.”

“In una sequenza, quella in cui Ginko trova il rifugio di Diabolik, abbiamo portato la musica dei Goblin in particolare la colonna sonora di Profondo Rosso sul set. Con Giacomo invece abbiamo ascoltato insieme la canzone di Antonio Diodato.”

Antonio Manetti: “Per questa colonna sonora abbiamo lavorato tantissimo con Pivio e Aldo De Scalzi che fanno sempre le nostre colonne sonoro e con il montatore, Federico Maneschi. Abbiamo lavorato in modo coordinato tra colonna sonora e montaggio. Il montaggio definitivo è proprio il frutto di questo mix totale.”

Marco Manetti: “Abbiamo incontrato Claudio Simonetti, il fondatore dei Goblin poco tempo dopo la fine del film in un meeting. Gli abbiamo detto scusaci Claudio per questa colonna sonora ti abbiamo proprio copiato. E lui mi ha risposto me l’ha già detto Pivio cinque minuti fa! Così abbiamo ottenuto ufficialmente il suo benestare.”

Diabolik – Ginko all’attacco! Clerville tra Trieste Roma e Bologna

MZP: La colonna sonora sembra portarci fisicamente negli anni ’60 e 70, per quanto Clerville in fondo sia una dimensione sospesa nello spazio e nel tempo.

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Marco Manetti: “Ci hanno detto che abbiamo reinventato gli anni ’60 ma in fondo è Clerville che ha reinventato gli anni ’60.”

MZP: Una ultimissima curiosità. Nella primissima sequenza vediamo il Museo Nazionale di Ghenf. Quella straordinaria struttura architettonica è una vostra invenzione o esiste davvero?

Marco Manetti: “Siamo sempre felici quando ce lo chiedono. Quella struttura è una chiesa, il Santuario di Monte Grisa e si trova a Trieste e domina la città. Erroneamente i triestini non la amano e invece secondo noi si tratta di una delle più belle strutture architettoniche del ‘900 che si possano trovare in Italia, un paese dove purtroppo amiamo solo l’antico.”

Antonio Manetti: “Le tre finestre, le prime dalle quali vediamo apparire la presenza di Diabolik le abbiamo invece ricreate in digitale.”

Evocando questo magnifico, metafisico ingresso di Diabolik nella sequenza di apertura la nostra intervista purtroppo volge al termine. Ma voi non perdete l’arrivo di Diabolik – Ginko all’attacco! nei cinema italiani questo 17 Novembre. Si tratta infatti di un film dall’eleganza micidiale, come raramente capita di vedere sui nostri schermi.