Intervista a CDPR + Studio Trigger, creatori di Cyberpunk Edgerunners

Cyberpunk Edgerunners
Cyberpunk Edgerunners - Studio Trigger - CDPR
Condividi l'articolo

Lucca Comics and Games è una vera e propria fucina di incontri incredibili. Restando a tema videogiochi siamo riusciti a intervistare colui che ha creato i videogiochi come li vediamo oggi (QUI il nostro articolo su Nolan Bushnell) e, solo 24 ore dopo, eravamo al cospetto di due giganti artistici. Davanti a noi avevamo la punta di diamante della produzione dietro Cyberpunk Edgerunners.

Dalla nostra sinistra alla nostra destra abbiamo avuto il piacere di confrontarci con Pawel Burza (Senior Communication Manager di CDPR), Bartosz Sztybor (mente dei fumetti di CDPR e della storia di Cyberpunk Edgerunners), Saya Elder (produttrice del progetto nonché vero e proprio punto d’incontro tra le due realtà), Yoh Yoshinari (vera e propria leggenda dell’animazione, character designer di praticamente tutti i progetti Trigger) e Naoko Tsutsumi (animatrice che collabora con lo Studio Trigger fin dalla sua nascita).

Videogiochi e animazione, due mondi completamente diversi

Per i fruitori di entrambe le sponde, videogiochi e animazione potrebbero avere al suo interno più o meno produzioni simili e figure chiave praticamente interscambiabili. Seppur il processo creativo a monte possa essere molto simile, storyboard, character design e ambientazione, la realizzazione finale passa da due concetti essenzialmente opposti.

Come spiegato in più riprese da Yoshinari e confermato da Tsutsumi, trasporre in 2D e in 3D hanno alle spalle concezioni diverse già dal principio. Questo ha creato fin da subito alcuni problemi di visione tra lo studio polacco e quello giapponese (ovviamente discussi e risolti). Questo perché colori, modelli dei personaggi e dell’ambiente devono essere considerati ad hoc per la produzione di un anime.

Durante l’intervista infatti è venuto fuori oltretutto che i due personaggi che hanno messo più in difficoltà lo Studio Trigger sono stati Lucy e Gloria. Questo perché avevano bisogno di due personaggi estremamente caratterizzati che però si discostassero da altre produzioni come Ghost in the Shell (per quanto riguarda Lucy). Gloria invece è stata molto discussa tra lo studio occidentale e quello orientale proprio per la visione diversa di una figura materna forte. Come spiegato da Yoshinari e da Sztybor, la scena in cui Gloria piange in macchina in autostrada mentre sgrida David è stata motivo di confronto.

LEGGI ANCHE:  Cyberpunk 2077: nudità integrale assente per diversi utenti, è polemica

Oriente e occidente, due mondi molto diversi ma con punti in comune

Pawel Burza ha condotto le domande all’intera produzione, con Saya Elder che traduceva dall’inglese al giapponese. Il ruolo di traduttrice di Saya Elder non è stata una semplice parentesi in quel di Lucca, la produttrice infatti è stata il vero tramite tra oriente e occidente sia per la lingua che per le visioni divergenti. Il personaggio di Rebecca è stato uno dei punti salienti su cui le due realtà hanno dovuto trovare un compromesso. CDPR, come confermato durante l’intervista a Lucca e in altre interviste precedenti, non apprezzava l’idea di avere una loli all’interno della squadra principale soprattutto per la sessualizzazione della stessa. In occidente infatti non è ben vista l’idea di utilizzare una “ragazza molto giovane” in questo modo.

Studio Trigger però si è imposta smussando alcune idee durante il character design e nella progressione amorosa del personaggio. Fatto sta che a prodotto finito la critica, il pubblico e l’intera produzione ha estremamente apprezzato il personaggio e la sua evoluzione all’interno della macro-storia di Cyberpunk Edgerunners. A una domanda esterna sia Sztybor che Yoshinari hanno risposto poi in modo univoco. Esiste una differenza di visione del Cyberpunk tra oriente e occidente? Questo ha comportato problemi durante la produzione?

LEGGI ANCHE:  Cyberpunk 2077: CD Projekt Red perde il 29% in borsa

La risposta è stata che per quanto alcune opere occidentali e orientali si discostino per temi e ambientazioni, il cyberpunk funziona benissimo tra le due realtà proprio perché questo nasce dalla fusione e l’esasperazione della società americana (e quindi occidentale) e quella giapponese. Opere come Blade Runner dimostrano infatti come l’intero mondo cyberpunk sia il perfetto equilibro tra esse.

Cyberpunk Edgerunners Intervista
In ordine: Pawel Burza, Bartosz Sztybor, Saya Elder, Yoh Yoshinari e Naoko Tsutsumi

Cyberpunk Edgerunners e l’amore del pubblico

Bartosz Sztybor ci ha fatto decisamente ridere su più battute. La sua passione per uccidere gente (ovviamente nelle sue storie) e la sua richiesta di smettere di amare Cyberpunk Edgerunners (perché è fonte di stress) ha delineato quanto per lui le tavole debbano principalmente raccontare piccoli o grandi drammi. Edgerunners e il tema cyberpunk sono perfetti per questo. Una distopia in cui la gente è circondata da “bad people” e un ambiente malsano è perfetta per cucirci intorno una storia noir. Ha anche parlato di quanto fosse difficile gestire un progetto con persone che hanno un orario praticamente opposto al proprio (ovviamente con una battuta).

Yoh Yoshinari ha rimarcato quanto questo tipo di lavoro abbia alle spalle difficoltà e lavoro di squadra. La produzione di Cyberpunk Edgerunners è durata infatti ben 3 anni. L’esperienza dello Studio Trigger per l’animazione frenetica e incentrata sull’azione fusa al mondo di Cyberpunk 2077 hanno creato un’opera incredibile. Alla domanda di un possibile nuovo progetto tra Studio Trigger Saya Elder ha elegantemente non risposto, scherzando leggendo il comunicato stampa di CDPR.

Dal lato nostro vogliamo sinceramente ringraziare l’organizzazione del Lucca Comics and Games per le varie opportunità e in assoluto ringraziare gli ospiti di CDPR e Studio Trigger per la profonda gentilezza e disponibilità nel parlare anche post intervista.

Continuate a seguirci su La Scimmia Gioca, La Scimmia Fa