Ambulance, la Recensione del film di Michael Bay con Jake Gyllenhaal

Una rapina mal riuscita, un inseguimento a bordo di un'ambulanza tra le strade di Los Angeles. Questi gli ingredienti di Ambulance, il nuovo action firmato Michael Bay. Ecco la nostra recensione.

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Dopo la parentesi Netflix, torna il Re(gista) dell’action Michael Bay con Ambulance, in un film quasi gattopardiano. Tutto cambia e tutto resta immutato, nello stile che ha reso famoso Bay e il suo Bayhem, quell’idea di cinema fatta di azione allo stato puro, dove il dinamismo è pressoché tutto.

Eppure in questa sua nuova opera, non tutto riesce a convincere fino in fondo. Nonostante la presenza di un cast d’eccezione, con Jake Gyllenhaal e Yahya Abdul-Mateen II (Matrix Resurrections) a dominare la scena, ridotta di fatto ad un abitacolo dell’ambulanza in questione, il nuovo terreno esplorato da Michael Bay trova fin troppi ostacoli.

Ambulance, la Trama

Dopo aver svestito i panni di Morpheus, Abdul-Mateen II è Danny, un ex militare con problemi economici e familiari. Ha bisogno di soldi per far operare la moglie, neo-mamma, malata di cancro. E per riuscire a saldare il conto dell’ospedale, contatta suo fratello Danny (Jake Gyllenhaal) che gli propone il colpo del secolo.

Inutile dire che non tutto andrà come previsto, al punto che per uscire vivi dalla banca, il duo dovrà sequestrare un’ambulanza con un ostaggio ferito e un paramedico. Da qui, la fuga verso una difficile libertà per le strade di Los Angeles, con tutti gli imprevisti del mondo a comandare le vicende.

Ambulance, la Recensione

È ormai indiscutibile che il cinema pensato da Michael Bay è un cinema prima di tutto divisivo. I suoi film non si prestano a mezze misure, o si amano o si odiano. Non è da meno questo Ambulance, ovviamente, dove il regista del premio Oscar Pearl Harbor, tasta nuovi territori con qualche affanno di troppo.

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Pensare ai film di Bay equivale a leggere quell’equazione perfetta che rende ogni sua opera riconoscibile sin da subito. Al punto che è stato coniato un termine ad hoc per descrivere il suo stile frenetico e adrenalinico, Bayhem per l’appunto.

Arrivando ad Ambulance, il Bayhem è presente come non mai. Eppure qualcosa non torna, almeno nella parte centrale del film. Tra uno snervante autocitazionismo e i classici movimenti rotatori di macchina, il film ha una struttura profondamente classica che rimanda ad un altro action movie come Speed.

L’ambulanza su cui stazionano fissi i tre protagonisti, tutti mossi da buoni sentimenti all’incirca ma tutti dal passato traumatico, vaga senza fermarsi mai per le arterie losangeline. Non possono neanche mai fermarsi, ovviamente, come suggeriscono a più riprese Danny e Will.

Così, la fuga procede, tra imprevisti e momenti di altissima tensione quanto improbabili che non riveleremo per evitare noiosi spoiler. Insomma, a livello contenutistico c’è ben poco di originale ma in fin dei conti Ambulance non ha assolutamente il proposito di rinnovare il racconto action tramite le parole.

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Michael Bay infatti ripone per gran parte del film i muscoli che hanno sempre caratterizzato i suoi film. Il punto focale dell’azione è l’inseguimento. A far da sipario, troviamo il Bay che conosciamo. Quello della rapina, della fuga, della sparatoria. Nel mezzo, il Bayhem cerca e trova un’altra forma che sembra coincidere con un radicale cambiamento.

L’intenzione del regista è quella di coniugare la sua marca autoriale all’action in automobile, senza però trovare un risultato quantomeno equilibrato. Le sequenze migliori che offre Ambulance, nella parte focale del film, sono proprio quelle in cui la macchia da presa osserva l’azione in spazi dove i droni e i dolly possono concedere i frenetici virtuosismi di sempre.

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In tutte le (molte) altre scene, Bay non riesce a trovare una quadratura precisa e lineare, mostrando incidenti neanche troppo spettacolari. Paradossalmente, la velocità delle inquadrature frenetiche del regista diventa sua nemica, rendendo le scene di inseguimento fin troppo confusionarie.

ambulance, recensione, Eiza gonzalez

In altre parole, Michael Bay si impantana nel tentativo di voler guardare ad una saga collaudata come Fast & Furious, provando a dare la sua idea. Sfortunatamente, il tentativo non porta ai risultati sperati. Per i fan dell’action sarà impossibile non tornare con la mente alle buone prove registiche che la saga con Vin Diesel ha quasi sempre offerto.

Il che può anche suonare come paradossale, visto che il suo precedente 6 Underground trova il suo momento migliore nell’inseguimento presente nel suo incipit. È lecito pensare tuttavia che non essendo il punto focale del film, il Bayhem può avere un suo senso rispetto agli inseguimenti solo se questi non diventano centrali rispetto al film stesso.

Ambulance dunque incarna alla perfezione l’essenza di quello che è un vero e proprio incidente, anche se meno spettacolare di quanto si possa immaginare. Anzi, a tratti anche profondamente noiosa. Un’occasione persa che forse potrebbe far tornare Michael Bay a raccontare l’azione senza abusare degli inseguimenti, riportando il Bayhem a calcare terreni più funzionali.

Cast

  • Jake Gyllenhaal: Danny
  • Yaya Abdul-Mateen II: Will
  • Eiza Gonzalez: Cam

Trailer

RECENSIONE
Voto
Avatar di Lorenzo Pietroletti
Classe '89, laureato al DAMS di Roma e con una passione per tutto ciò che riguardi cinema, letteratura, musica e filosofia che provo a mettere nero su bianco ogni volta che posso. Provo a rendere la critica cinematografica accessibile a tutti, anche al "lattaio dell'Ohio".
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