Favino: “Siamo invasi dal politicamente corretto ma le città non inclusive”

Intervistato da Repubblica, Pierfrancesco Favino ha puntato il dito contro l'ipocrisia del politicamente corretto italiano

pierfrancesco favino
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Piefrancesco Favino è in questo momento al cinema con Corro da te, commedia brillante diretta da Riccardo Milani e che racconta di una storia d’amore tra una ragazza paraplegica ed un uomo seduttore seriale che finge di essere anche lui bloccato sulla sedia a rotelle per conquistarla. Intervistato da Repubblica, l’attore de Il Traditore si è tolto qualche sassolino dalla scarpa, criticando l’ipocrisia del politicamente corretto.

Siamo tutti un po’ Gianni [il personaggio da lui interpretato nel film ndr], la verità è che la maggior parte di noi quando parla di persone con disabilità usa certi termini in pubblico, e in privato ne usa altri – ha detto Favino. Sono tornato a fare un film scomodo come nella tradizione della commedia all’italiana, che mette alla berlina alcuni temi attraverso un certo tipo di personaggi

Siamo invasi dal politicamente corretto ma guardiamoci in faccia: le nostre città non sono adatte alle persone con disabilità, Roma e tante altre città non sono inclusive. I posti nelle case cinematografiche sono tutti per normodotati, le architetture, i modelli che proponiamo sono tutti vincenti esteticamente per normodotati. Corro da te in maniera garbata ci dice che Gianni è l’esaltazione del modo di pensare dominante

Andando avanti nell’intervista, Favino ha parlato anche di un altro suo recente lavoro, Nostalgia di Mario Martone.

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Sono felice di venire a presentare il film a Napoli, la sento come una seconda casa dopo aver girato in autunno il nuovo film di Mario Martone, Nostalgia, al Rione Sanità. È il primo film che giro a Napoli, è stato bello lavorare con Martone e Ippolita Di Majo, un’esperienza di grande impatto. Mi sono fatto pervadere da questa unicità. Mario fa diventare il rione Sanità un personaggio del film, fotografa Napoli lontana dagli stereotipi. Un’esperienza unica, è stato molto forte conoscere le realtà sociali create da padre Antonio Loffredo

Che ne pensate?