Festival di Venezia, Pierfrancesco Favino dedica la vittoria ai cinema chiusi

Pierfrancesco Favino ha voluto dedicare la vittoria della Coppa Volpi al Festival del Cinema di Venezia ai cinema chiusi

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Pierfrancesco Favino è Alfonso Noce in un frame di Padrenostro
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Si è chiuso ieri la settantasettesima edizione del Festival del Cinema di Venezia che ha visto Pierfrancesco Favino portarsi a casa la Coppa Volpi per la sua interpretazione nel film Padrenostro di Claudio Noce.

L’attore, già vincitore qualche mese dal David di Donatello per Il Traditore di Marco Bellocchio (qui la nostra recensione), ha voluto dedicare la vittoria alle sale cinematografiche costrette alla chiusura dal Coronavirus.

Mi avete fatto la sorpresa più bella della mia vita – ha detto Pierfrancesco Favino – Come ha detto un regista, quando si gira un film è come se nascesse una stella e noi viviamo su quella stella per mesi e la sua luce si propaga nello spazio e sugli schermi. Dedico questo premio ai milioni di schermi che si accenderanno, alla luce che si propagherà, al brillare degli occhi nel buio.

Nel film che l’ha portato a quest’ennesimo trionfo, Pierfrancesco Favino interpreta il vicequestore Alfonso Noce, padre del regista del film, che nel 1976, nel pieno degli anni di piombo, rimase vittima di un attentato terroristico ad opera dei Nuclei Armati Proletari, una violenta organizzazione di estrema sinistra.

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Durante il Festival appena concluso l’attore non ha mancato anche di scatenare qualche polemica. Qualche giorno fa infatti Favino se l’era presa con Matteo Salvini che si era presentato, senza essere invitato a sentire l’attore, alla proiezione di Padrenostro (qui i dettagli).

Che ne pensate delle parole dell’attore?

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