Harry Potter: Return to Hogwarts, la Recensione della Reunion

Il momento tanto atteso è infine giunto: le porte di Hogwarts si sono aperte di nuovo dopo vent'anni dalla prima volta e siamo tutti stati trasportati di nuovo nella Scuola di Magia e Stregoneria

Harry Potter
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Avremo sempre Parigi è la battuta che Humphrey Bogart dice in un momento cardine di Casablanca: una frase che suggerisce uno stato d’animo molto simile a coloro che hanno visto Harry Potter: Return to Hogwarts, la reunion che ci ricorda che, dopotutto, avremo sempre Hogwarts.

Una Londra vestita a festa sul calar della sera, la città illuminata dalle luminarie di Natale mentre per l’aria si diffondono le note di una melodia ormai universalmente nota: poi l’interno di una libreria, le luci calde che sembrano abbracciare una donna che cammina tra gli scaffali, alla ricerca di un libro. È così che inizia la reunion di Harry Potter: in una città resa magica non solo dal Natale, ma anche dall’immaginazione di una scrittrice che ha reso Londra la porta verso un mondo che ha affascinato milioni di spettatori.

Dopo la reunion di Friends, un’altra saga ha deciso di “rimettere insieme i pezzi” per festeggiare il ventennale dalla data di uscita del primo capitolo, Harry Potter e La pietra filosofale. E bastano pochi frame con la musica di John Williams per rapire chi guarda, prenderlo per mano e condurlo, ancora una volta, nel mondo magico di Hogwarts.

Mysterious thing, time

A voler essere del tutto precisi, la reunion tanto attesa che apre le danze del 2022 inizia con una citazione di Albus Silente: “cosa misteriosa, il tempo”.

Sono passati vent’anni dalla prima lettera che Harry Potter riceve al numero 4 di Privet Drive, scoprendo così la vera causa della morte dei suoi genitori e la sua natura di mago. Vent’anni da quando un bambino dagli occhi chiari e i capelli neri arruffati iniziò il suo percorso su un sentiero distrutto dal risorgere di un male antico.

E quante cose possono cambiare in vent’anni. Due decenni fa Harry Potter era la storia che faceva stare sveglie le persone, che si mettevano in fila per essere tra i primi a poter comprare i nuovi libri. Vent’anni fa il primo film della saga era una scommessa, un azzardo che si poggiava sulla fedeltà di una generazione di lettori che volevano vedere la loro storia prendere vita sul grande schermo.

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Oggi Harry Potter è alle prese con un movimento che vuole boicottarlo e paga il prezzo di alcune dichiarazioni della sua autrice che hanno spinto una parte di lettori a prendere le distanze da questo mondo. Ma nonostante questo la saga continua ad essere non solo molto amata e trasmessa – con il ritorno in sala e sul piccolo schermo -, ma continua ad essere il simbolo di un luogo ideale da chiamare casa.

Harry Potter
Il castello di Hogwarts

Ed è proprio su questo senso di familiarità che si basa Harry Potter: Return to Hogwarts. La reunion prende il via proprio da quel desiderio di tornare a camminare tra i corridoi di Hogwarts, dal desiderio di ricevere la famosa lettera con la ceralacca rossa che invita ad andare alla più famosa scuola di magia e stregoneria.

Una scelta che, senza dubbio, mostra chiara l’intenzione di prendere per mano soprattutto i fan un po’ più agé, quelli che sono cresciuti con la lotta di Harry Potter e dei suoi amici contro l’ascesa di Lord Voldemort.

E se anche i nuovi spettatori proveranno senz’altro piacere nello scoprire numerosi dietro le quinte della saga, è sui “fedelissimi” che la saga farà più presa, perché su di loro si sente maggiormente il passaggio del tempo, lo scorrere di quella strana cosa definita da Silente, capace di vestire tutto di nostalgia.

Ecco allora Daniel Radcliffe, Emma Watson e Rupert Grint che tornano sullo schermo, lontani ormai da quei volti angelici che Chris Columbus aveva scelto per il primo film della saga. “Ho avuto una figlia e i calcoli”, afferma a un certo punto l’interprete di Ron, come a voler dire che il tempo è passato e che le cose sono cambiate.

Ma la cosa bella del cinema – che questa reunion riesce a trasmettere in modo cristallino – è che le cose possono cambiare pur restando le stesse e che se pure le lancette dell’orologio camminano, alcuni momenti restano immutabili, chiusi dentro la meraviglia che non hanno mai smesso di trasmettere.

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Harry Potter: Return to Hogwarts è un viaggio bellissimo all’interno della saga ma è anche un’avventura interessante all’interno delle pieghe del Tempo, che riflette proprio su come esso possa giocare, mentire, cambiare le carte in tavola e, di fatto, far piangere spettatori che hanno trovato in una saga il proprio rifugio.

Aneddoti, segreti, rimpianti

Un altro aspetto che contribuisce a rendere Harry Potter: Return to Hogwarts una reunion estremamente riuscita è anche l’equilibrio perfetto tra nostalgia e curiosità.

Se da una parte – come già detto – la reunion riporta i fan nei luoghi cari e tanto amati, dall’altra li conduce all’interno di una fitta rete di aneddoti, dietro le quinte e ammissioni che faranno la gioia dei più curiosi.

La reunion di Harry Potter non si limita a farci vedere di nuovo tutti gli attori insieme: ci racconta di come sono stati scelti, ci viene fatto vedere come sono cresciuti insieme, come hanno attraversato l’adolescenza passandola su un set.

È una reunion che ci parla della solitudine della fama, dei primi innamoramenti sul set – e, se siete fan dei cosiddetti Dramione, sapete a cosa ci riferiamo – ma anche del peso di essere l’incarnazione di eroi che, fino a un attimo prima, vivevano solo sulla carta.

Grazie anche alla presenza dei grandi attori che hanno preso parte alla saga – da Gary Oldman a Robbie Coltrane, passando per Ralph Fiennes – la reunion diventa un viaggio dentro il viaggio, uno show che si fa esperienza e che svela alcuni segreti e condivide aneddoti divertenti, come quello legato alle riprese del bacio tra Ron ed Hermione.

È dunque uno show pieno, pregno di informazioni, di contenuti inediti e di quel senso di amicizia che a volte si fatica a credere possa esistere davvero. Harry Potter: Return to Hogwarts è un prodotto estremamente ben fatto che, in questi tempi duri, ci insegna ancora una volta a credere nell’impossibile.

Tom Felton e Emma Watson durante la reunion di Harry Potter