Sanremo 2022: Amadeus dice no alle quote rosa: “L’arte non può avere quote”

Sanremo 2022
Credits: Rai / YouTube
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Amadeus prende una importante posizione su Sanremo 2022

Sanremo 2022 si avvicina e, come sempre, non mancano le polemiche. Polemiche che, di questi tempi, non possono che riguardare discriminazioni, atteggiamenti settari, accuse di sessismo e le famose “quote”. Parliamo delle quote rosa, nello specifico, che richiederebbero che tra i partecipanti alla prossima edizione della kermesse vi siano tante donne quanti uomini, in condizioni di maggiore possibile parità.

L’argomento è delicato, come sempre, e va anche visto alla luce della discussione che precedette Sanremo 2020 sulle “donne bellissime” chiamate a presenziare come presentatrici. Ma Amadeus prende una posizione precisa, rifiutando la proposta di Enzo Mazza, il CEO di Fimi, che vorrebbe appunto una quota rosa, a Sanremo 2022, pari al 50%.

“Con grande rispetto, io non sono d’accordo. Non ho mai scelto una canzone in base al sesso dell’artista. Sarebbe un grave errore. Io scelgo la canzone in base alla bellezza della canzone” dice Ama, come riportato da ADN Kronos. E prosegue: “Poi certo dipende dal numero dei brani che viene presentato. Se tra i giovani, di 800 candidature ci sono [solo] 200 o 300 donne non è colpa mia”.

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“Poi tra queste 300 ci sono sempre artiste che hanno dei brani buoni, presenze importanti. E nel cast di Sanremo Giovani ci sono perché hanno dei brani forti, non ci sono perché io devo dare delle quote alle donne. Anzi lo trovo addirittura offensivo nei loro confronti dover dire: ho 10 posti a disposizione, 5 devono essere donne e 5 uomini”.

“Perché si può arrivare a mettere i 5 uomini o le 5 donne per poter arrivare al raggiungimento della quota e non perché lo meritano. La musica è arte e l’arte non può avere quote: ti devi far guidare dalle emozioni, dal percorso, dalla storia, da una vera onestà. Detto questo ci sono donne fantastiche con canzoni bellissime in ogni edizione del Festival che hanno dato del filo da torcere agli uomini”.

“Questa è la cosa più importante. Non creare una preselezione” conclude Amadeus, e lancia anche una frecciatina: “L’industria musicale potrebbe cominciare dal suo interno. Tranne Caterina Caselli per la Sugar, i vertici delle grandi etichette sono tutti uomini. E anche delle associazioni musicali”.

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Fonte: ADN Kronos

Scrivo di musica, cultura, arte, spettacolo e cinema. Ho pubblicato su Cinergie, Digressioni, Radio Càos, Rock and Metal in My Blood.