Pond – 9 | RECENSIONE

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9 è il nuovo album dei Pond, uscito il primo ottobre 2021

Una buona annata quella in cui anche i Pond, ormai istituzione della scena psichedelica da un decennio e più, tornano con un nuovo album in cui danno tutto il loro meglio. Lo stile del gruppo di Nick Allbrook e Jay Watson, discepoli e colleghi di Kevin Parker, è quello synth/neo-psichedelico al quale ci hanno abituati nei precedenti lavori: The Weather (2017) e Tasmania (2019).

Le chitarre, per i pochi che ne sentissero la mancanza, sono quasi completamente assenti. In compenso i Pond giocano con i sintetizzatori anni ’80 come negli anni pre-virus, rimestando tempi da discoteca e suoni morbidi e plastici. Una specie di grande divertissement, questo nono album in studio per la band. Non si prendono mai troppo sul serio e lavorano sulla musica con concentrazione cristallina.

Anche se Parker non è fisicamente presente alla produzione di questo nuovo disco (affidata invece in gran parte al pur abilissimo Watson), l’impronta del suo stile si sente. La psichedelia è concettuale più che lisergica, e non gioca tanto sull’ipnotismo dei suoni quanto sul mescolio dei diversi colori; il tutto, decorato dalla eterea e sognante voce del “folletto” Allbrook, qui lead singer in tutte e tracce.

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Ormai superata ampiamente l’urgenza di sorprendere (e di sorprendersi), i Pond si calano perfettamente nel ruolo dei musicisti navigati. Musicisti per inciso con una solida carriera alle spalle e una salda fanbase, che possono fare tutto quello che vogliono. 9 ne è la perfetta dimostrazione: un disco di musiche libere, a tratti apertamente commerciali, in altri punti sempre sorprendentemente complesse.

Le canzoni migliori sono anche quelle che, se fossimo nel 2017, potrebbero meglio fungere da “hit”, seppur nel circuito alternativo. La sognante ballad Toast, il brano di chiusura; il synth-funk provocante di America’s Cup; e la concitata ed esuberante Human Touch. Tutti brani spontanei, divertenti e piacevoli.

Il resto dell’album non cade mai nella tentazione del riempitivo (e, del resto, le tracce sono solo nove), regalando sempre momenti sonori decisi e attentamente pensati, che purtuttavia esprimono tranquillamente leggerezza di forma e spirito. In conclusione: un altro solido lavoro per la band australiana, un buon prodotto per la gioia dei fan e un ottimo disco per il 2021.

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Pond – 9 / Anno di pubblicazione: 2021 / Genere: Synthpop, Neo-Psichedelia
RECENSIONE
VOTO:
Scrivo di musica, cultura, arte, spettacolo e cinema. Ho pubblicato su Cinergie, Digressioni, Radio Càos, Rock and Metal in My Blood.