Green Day – Wake Me Up When September Ends, significato del testo [VIDEO]

September
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No, Wake Me Up When September Ends non significa ciò che tutti pensano

Anche quest’anno, come ogni anno, è settembre. Altresì noto come September, mese immortalato in diverse canzoni come il super-successo degli Earth Wind & Fire del 1978. Oppure, ben più recente, la celebre Wake Me Up When September Ends dei Green Day, del 2005.

Quest’ultimo brano, che tutti ricordiamo benissimo, è solo uno dei singoli di successo tratti dal mitico album American Idiot. E, nonostante quel che si pensa in genere, non è particolarmente legata al mese di settembre come tema specifico. Qui, invece, c’è una storia personale, che riguarda il cantante e leader dei Green Day, Billie Joe Armstrong.

La canzone è stata infatti scritta in merito alla morte del padre di Billie Joe, nel lontano 1982, quando lui aveva solo 10 anni. Il settembre di quell’anno il pover’uomo perì per colpa di un cancro esofageo, e la canzone funge, nel presente (cioè, nel 2004) come terapia a distanza per elaborare quella traumatica perdita.

Un ulteriore significato spesso legato (erroneamente, almeno in parte) al brano riguarda un altro importante evento avvenuto in settembre, cioè nel settembre 2001. Il 9/11 e gli eventi successivi, specie per quel che riguarda le politiche americane, sono infatti al centro dei temi trattati in American Idiot.

A questo aggiungiamo il famoso video del brano (qui sotto), che vede una coppia separata dalla Guerra in Iraq ed è anche uno dei primi video musicali ad affrontare di petto la questione. In questo senso il “settembre” che non si vede l’ora che finisca sarebbe quel torpore dovuto allo shock del 9/11 e delle sue conseguenze.

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Il torpore però, nel caso specifico, è quello nel quale precipitò Billie Joe dopo la morte del padre (anche se non è detto che le due cose non si possano collegare, anzi). Sembra che all’epoca, nel 1982, il Billie Joe ragazzino si chiuse in camera rifiutandosi di uscire. Alla madre che bussava rispondeva “Svegliami quando settembre è finito”, when september ends, appunto. Leggiamo il testo della canzone.

L’estate è venuta e andata
Gli innocenti non possono mai durare
Svegliami quando settembre è finito
Come mio padre alla fine se ne è andato
Sette anni sono passati così in fretta
Svegliami quando settembre è finito

Billie Joe parla della fine dell’estate come della fine dell’infanzia e, quindi, dell’innocenza. Dalla morte del padre compie un salto a sette anni dopo, nel 1989, quando la band Sweet Children assume ufficialmente il nome di Green Day e per lui inizia la storia della sua vita adulta, tuttora in corso.

Arriva la pioggia di nuovo
Cadendo dalle stelle
Inzuppato nel mio dolore ancora
Diventando chi siamo
Mentre la mia memoria riposa
Ma non dimentica mai ciò che ho perso
Svegliamo quando settembre è finito

Il dolore, come sappiamo, ci fa crescere; e non c’è dolore più grande della perdita di una persona cara. Anche qui, Billie Joe associa l’arrivo della stagione delle pioggie, l’autunno, all’adultività, laddove l’estate ormai terminata è invece la giovinezza relativamente spensierata e libera da sofferenze di questo peso.

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L’estate è venuta e andata
Gli innocenti non possono mai durare
Svegliami quando settembre è finito
Suoniamo di nuovo le campane
Come abbiamo fatto quando è iniziata la primavera
Svegliami quando settembre è finito

Qui la lirica di Billie Joe si fa particolarmente poetica. Le campane potrebbero essere quelle di una chiesa che suonano a morto, e che suonando ancora alla fine del ciclo della vita chiudono un cerchio iniziato con la primavera (l’alternarsi delle stagioni è la vita stessa).

Altresì, il riferimento potrebbe essere alla campanella della scuola e quindi, di nuovo, all’infanzia perduta ma forse ritrovata. A settembre ricominciano le scuole, è vero; ma è vero anche che la campanella segnala sia l’inizio che la fine delle lezioni. Billie Joe sembra suggerire che vita e morte, così come fine e inizio, sono sempre intrinsecamente legate.

Nell’ultima strofa, per finire, Billie Joe sostituisce “seven years has gone so fast” con twenty. Non sono più passati sette anni, ma ormai venti. La canzone viene infatti scritta all’epoca della compilation Shenanigans, uscita nel 2002, appunto venti anni dopo la morte del padre del cantante. Dopo così tanto tempo, il suo ricordo è ancora ben vivo.