Days Gone: tra amore, Pc, sequel e petizioni

Riscopriamo Days Gone, il titolo di Bend Studio di cui si chiede a gran voce un sequel. Un viaggio on the road, guidati dall'amore.

Days Gone sequel
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Petizioni per il sequel, fan infuriati, sfoghi pubblici di John Garvin, il director di Days Gone e chi più ne ha più ne metta. Gli ultimi mesi del titolo di Bend Studio sono stati letteralmente on fire. A tutto questo, ci aggiungiamo la recentissima release della versione Pc che potrebbe avere un ruolo molto importante per l’eventuale secondo capitolo. Un bel calderone di cui però oggi non parleremo. Oggi vogliamo raccontare un po’ questo titolo che, tra pregi e difetti, ha conquistato tutti i giocatori PlayStation 4. Date gas alla vostra Harley e partiamo per questo (in)dimenticabile viaggio.

“Do you ever cry, for the ghost of Days Gone by”- Alterbridge

Deacon St. John è un randagio. Un ex biker che cavalca la sua Harley in un Oregon annientato da un’epidemia che ha trasformato la maggior parte della popolazione in Furiosi, creature totalmente prive di ragione. Insieme al suo amico Boozer, cerca ogni giorno di sopravvivere. Si vive alla giornata, facendo il lavoro sporco per i diversi avamposti superstiti sparsi nella mappa. Accoglierebbe la morte a braccia aperte, tanto di male e sofferenza ne ha vista già abbastanza. L’unica scarica che permette al suo cuore di continuare a battere, è sua moglie Sarah. O il suo fantasma, il ricordo di una persona che ormai non c’è più.

Days-Gone-110219-008 | Instacodez | Flickr

Sarà proprio la speranza di rincontrare la sua amata due anni dopo averla vista volare via ferita in un elicottero della NERO (ente governativo che deve aiutare i superstiti dell’epidemia) che si schianterà poche ore più tardi, a spronare il protagonista a non arrendersi. Perché alla fine, anche nelle più grandi difficoltà, è l’amore, l’unica energia positiva che ci spinge ad andare avanti. Un po’ Sons of Anarchy, un po’ The Walking Dead, l’incipit narrativo non è certo dei più originali, così come la narrazione presa in termini generali. Ma è quando Days Gone si focalizza sul protagonista che riesce a dare il meglio, raccontandoci una storia on the road di passione e determinazione. Già vista? Sicuramente sì, ma comunque in grado di trascinarci fino ai titoli di coda.

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Ridin’ through this world, All alone

Days Gone si presenta come il più classico degli open world. Potremo scegliere quindi di seguire la trama principale oppure occuparci di diversi incarichi secondari e faccende personali di Deacon. Nel corso dell’avventura affronteremo appunto i Furiosi, velocissimi e aggressivi. I Ripugnanti, esaltati veneratori dei Furiosi e che ricordano tantissimo i Figli della Guerra di Mad Max. Animali infetti e infine pericolosi fuorilegge che assalgono chiunque si trovi a guidare per le pericolose strade dell’Oregon.⁣⁣ Le missioni, ad eccezione di alcune principali, saranno piuttosto ripetitive. Ci infiltreremo nei campi della NERO per scoprire alcune informazioni sull’epidemia. Sgusceremo in cittadine ed edifici popolati da Furiosi. Fronteggeremo accampamenti di ripugnanti e fuorilegge. Il tutto scegliendo un approccio action o stealth

Days-Gone-070319-011 | www.instacodez.com | Instacodez | Flickr

Nel primo caso, il sistema di shooting è piuttosto mediocre e il feeling con le armi non è dei migliori. L’esperienza però migliora grazie alla possibilità di usare il focus, quindi rallentare il tempo per colpire con più facilità i nemici. In aggiunta, il mirino si restringe con il passare dei secondi (fenomeno della dispersione, vedasi Resident Evil 2 Remake) e rende difficile colpire i vari mob. Tutto ciò rende la sfida piuttosto stimolante poiché i Furiosi sono rapidi, quindi nel tempo che intercorre tra prendere la mira e sparare, ti hanno raggiunto; gli esseri umani invece, pur non avendo un’ I.A. all’avanguardia, ti feriscono facilmente. Per cui se usciremo dalla copertura, mentre aspettiamo una linea di tiro pulita, gli altri…ci hanno già ferito.

Spesso bisognerà optare per il corpo a corpo, con mazze chiodate e tanti altri oggetti contundenti. Espediente rudimentale ma pur sempre efficace. Oppure aprirci un pochino la strada con le uccisioni silenziose. Estremamente semplici, spesso si risolveranno con un lancia un sasso. Il cattivone si sposta. Lo superi silenzioso o lo pugnali.

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Crafting e survival

Uno degli aspetti più riusciti di Days Gone è sicuramente il crafting. Liberamente ispirato a quello di The Last of Us, ci permetterà di non farci mai trovare impreparati di fronte a chi ci vuol fare la pelle. Ne faremo un uso molto massiccio quando incontreremo le orde di Furiosi. Un po’ stile World War Z, vedremo migliaia di esseri terrificanti che si ammasseranno e travolgeranno il nostro schermo. Un attento studio del territorio e un’adeguata strategia ci permetteranno di sopravvivere alla “modalità” più divertente del titolo Bend Studio. Ogni trappola, ogni bomba posizionata al posto giusto, ci garantirà un’insperata salvezza.

Days-Gone-070319-009 | www.instacodez.com | Instacodez | Flickr

L’aspetto survival invece è appena accennato. Se inizialmente avremo paura di rimanere senza benzina o munizioni, imparando a poco a poco a “sopravvivere”, ci renderemo conto del peso ininfluente di questa componente.

Conclusioni

L’Oregon è un paesaggio da cartolina meraviglioso. Sole o pioggia, neve o tempeste, vi garantirà sempre uno spettacolo visivo che non dimenticherete. Ma è difficile credere che sia questo il motivo per cui in molti vogliano un sequel di Days Gone. Magari è l’aperto finale segreto. O forse, è proprio l’amore dei fan, un po’ come quello di Deacon, la ragione per cui si continua a sperare in questo secondo capitolo. Un peso notevole, come detto, lo rivestirà naturalmente la versione Pc. Un’occasione in più per permettere a chi non ha avuto la possibilità di giocare al titolo, di vivere una potente storia di passione in sella ad un’Harley.

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