Ted Nugent: “Mi hanno chiamato ne*ro, quindi non sono razzista”

Ted Nugent assicura: "Sono l'anti-razzista"

Ted Nugent
Credits: The First / YouTube
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Ted Nugent usa il noto epiteto per descrivere la gente di colore, per spiegare perché lui non è razzista

Negli ultimi anni, come sappiamo, Ted Nugent è diventato un po’ il simbolo di tutto quel conservatorismo che il rock and roll ha sempre cercato di contrastare. Lui, come cantante rock, è riuscito a sposare una serie di idee e cause tanto lontane dalle ideologie del genere da fare quasi imbarazzo.

Repubblicano ferreo, sostenitore della caccia come sport e soprattutto come attività “virile”, nei mesi scorsi Nugent ha dato il meglio di sé. Ha sostenuto che George Floyd si sarebbe “ucciso da solo”, ha insultato grossolanamente Kamala Harris, ha attribuito l’attacco di Capitol Hill a Black Lives Matter. Anni fa, persino, minacciò Barack Obama.

Ciò nonostante, il cantante ci tiene a spiegare che lui “non è razzista”. Lo fa in un lungo video Facebook (qui sotto) nel quale richiama una storia complessa e intricata, memorie degli anni ’70, per dimostrare incofutabilmente come lui sia “l’anti-razzista”, anzi. Tutto inizia parlando dei Vanilla Fudge, un’importante band degli anni ’70.

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I Vanilla Fudge, dice Nugent, ebbero la loro più grande hit con una cover della splendida You Keep Me Hangin’ On delle Supremes (si può sentire in Once Upon a Time in… Hollywood di Tarantino): un gruppo di colore, con musicisti di colore. Ebbene questi ultimi, i celeberrimi Funk Brothers, avrebbero espresso nei suoi confronti un particolare apprezzamento.

Nugent spiega che all’epoca (probabilmente negli anni ’70 o giù di lì) lui e la sua band si stavano esibendo a Detroit, patria della Motown, proprio nella stessa serata delle Supremes e dei Funk Brothers. Quando uno di costoro (non si sa chi), dopo l’esibizione di Nugent, si sarebbe avvicinato per fargli quello che lui prese evidentemente come un complimento.

“Continua a suonare la chitarra così e quando crescerai diventerai un ne*ro”. Il più grande complimento del mondo, secondo lui. “Quella parola era la perfetta espressione del fatto che avevamo un’anima” spiega il cantante, orgoglioso. “Se trovate qualcuno che dice che Ted Nugent è razzista, state guardando un pezzo di merda sub-umano che vive una bugia”.

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Fonte: Consequence of Sound

Scrivo di musica, cultura, arte, spettacolo e cinema. Ho pubblicato su Cinergie, Digressioni, Radio Càos, Rock and Metal in My Blood.