Quando John Lennon prese l’LSD e rischiò di morire

Un'avventura "psichedelica" di John Lennon che sarebbe potuta finire molto male

John Lennon
John Lennon nel video di "I Am the Walrus". Credits: The Beatles / YouTube

Un’avventura di John Lennon ai tempi dei Beatles che poteva finire malissimo

Nella seconda metà degli anni ’60 John Lennon, così come gli altri Beatles, era dedito a marijuana ed LSD. Non è un segreto, così come non sfugge che gli acidi fossero l’ispirazione primaria di molte delle loro opere significative.

Il consumo di droghe psicotrope, tuttavia, può avere come si sa svariati effetti “indesiderati”. Tra questi, nel caso dell’LSD, c’è la distorsione della realtà che causa una errata percezione di ciò che si ha attorno.

Questo è più o meno ciò che accadde a John Lennon la sera del 21 marzo 1967. I Beatles erano in studio di registrazione e stavano registrando Getting Better, una delle classiche canzoni di Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band.

Per tenersi sveglio John decise di prendere un’anfetamina. Ma, ci crediate o no, prese invece “per sbaglio” dell’LSD. All’epoca i Beatles erano ancora relativamente poco abituati all’LSD, per cui sulle prime nessuno capì cosa accadeva.

John iniziò presto ad agire stranamente, mettendosi a fissare con estremo stupore il soffitto, muovendosi con incredibile lentezza e cercando con insistenza qualcosa ovunque, forse non sapendo neppure lui cosa.

Fu George Martin, produttore del gruppo e di fatto “quinto” Beatle, a suggerire di accompagnare il cantante a “prendere una boccata d’aria” sul tetto. Era l’unico posto, perché la strada antistante lo studio era occupata, come al solito, da ragazzini urlanti.

Una volta sul tetto, John si mise a fissare con meraviglia (com’era normale, data la sua condizione) il firmamento trapunto di stelle. Dopo qualche minuto Martin decise di lasciarlo lì, da solo, a riprendersi.

Sotto LSD, Lennon avrebbe potuto molto facilmente buttarsi di sotto, o cadere per sbaglio oltre il parapetto. In quel caso non sarebbe potuto sopravvivere. Ragion per cui McCartney e Harrison, realizzato cosa accadeva, corsero subito sul tetto.

Lì trovarono Lennon fortunatamente fermo, tranquillo e seduto beato, assorto nei suoi pensieri. Naturalmente, la sessione di registrazione finì lì. Per chiudere bene la serata, poi McCartney decise di farsi anche lui un acido solo per “solidarietà” verso Lennon.

Fonte: Live for Live Music

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