Quentin Tarantino e The Beatles – L’arte del Pop

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Che cos’è che accomuna il famoso Quentin Tarantino con le leggende della musica pop The Beatles? Probabilmente niente o forse tutto. Il regista è riuscito a squarciare gli schermi nel 1992 con il film Reservoir Dogs, Le Iene, dimostrando da subito quanto valesse e mostrando al mondo un nuovo modo di fare cinema. Nella sua prima pellicola ci sono ingredienti già visti in altri film del passato, ma questa volta tutti insieme a formare un’alchimia e un impatto nello spettatore incredibili. Lo stesso Tarantino non nasconde la sua natura cinefila e i suoi omaggi ai grandi registi del passato ed è proprio grazie alle citazioni e ai richiami che i suoi film sono opere uniche e iconiche, immediatamente attribuibili al regista già dalle prime battute.

Dall’altro lato troviamo i quattro ragazzi di Liverpool, coloro che da semplici “scarafaggi” sono riusciti a entrare nella storia della musica e nell’immaginario comune. I Beatles raggiunsero velocemente il successo in patria per poi ottenerlo altrettanto velocemente in tutto il globo grazie ad album sempre più ricercati, alla loro musica orecchiabile e al loro look. Sono riusciti a creare un fenomeno che li ha resi un’icona del tempo e di oggi.

In cosa si equiparano quindi Tarantino e i Beatles? Sicuramente il fatto di essere Pop d’autore. Sia in un caso che nell’altro il grande pubblico ha accolto gli artisti in maniera incredibile avendo però anche il sostegno degli addetti ai lavori. A livello tecnico ci sono sicuramente registi migliori di Tarantino così come musicisti migliori dei Beatles, ma entrambi son riusciti a trovare il giusto compromesso tra tecnica e appeal verso il pubblico. Il mix di cori tra Lennon e McCartney, un’alchimia spettacolare per i tempi, lasciarono di stucco persino il loro produttore George Martin che riuscì ad estrarre in loro la capacità di comporre musica sempre più elaborata e innovativa. Allo stesso modo i dialoghi presenti nei film di Tarantino risultano contemporaneamente reali e paradossali, riuscendo a far immedesimare gli spettatori in situazioni surreali.

Se prendiamo il primo film di Tarantino e il primo album dei Beatles possiamo notare quanto fossero diamanti grezzi. Sia Le Iene che Please Please Me si rifanno a, più o meno, celebri opere della generazione precedente. Da una parte possiamo trovare riferimenti a film di John WooJoseph Sargent, dall’altra cover rivisitate di Arthur Alexander e Isley Brothers.  Entrambi sono riusciti a dimostrare una personalità unica e una vera e propria ventata di aria fresca, un nuovo inizio per le generazioni future, le quali hanno preso e prenderanno spunto per capolavori futuri. I progetti successivi hanno dimostrato una maturità sempre più marcata supportata, grazie anche a budget estremamente superiori, da una qualità tecnica e un’innovazione in continua progressione. Basti pensare ai notevoli cambiamenti ed evoluzioni arrivati con Kill Bill e Revolver. Entrambi hanno notevolmente confermato le pregevoli qualità artistiche degli artisti sopra citati, donando ai fruitori di tale opere un prodotto rifacente al loro passato ma con un’impostazione del tutto nuova.

Ogni tanto, purtroppo sempre più spesso, si notano critiche verso l’uno o gli altri, accostandoli ad artisti che della tecnica hanno fatto la loro arte, sminuendoli in quanto pop. Probabilmente sia Tarantino che i Beatles si sono invece imbattuti nell’arte e nel lavoro più ostico tra tutti, quello di creare un prodotto capace di entusiasmare critica e pubblico.

Nelle intenzioni di Quentin Tarantino c’è spazio per altri due film nel suo futuro da regista, per un totale di 10 pellicole totali (non contando gli episodi di Sin City e Four Rooms, poi considerando Kill Bill come pellicola unica come detto dallo stesso Tarantino). Gli anni di attività dei Beatles sono in tutto 10, dal 1960 al 1970. Che sia una coincidenza? Questa volta probabilmente si.

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