Chernobyl, gli Errori Scientifici e Tecnici che non hai notato nella serie

Imprecisioni, errori scientifici e adattamenti. Vediamo altre differenze tra la miniserie targata HBO, Chernobyl, e la Realtà.

Chernobyl

In un precedente articolo abbiamo analizzato la storia vera e alcune differenze tra la pluripremiata miniserie HBO, Chernobyl (qui la nostra recensione), stasera alle 21:15 su La7, e i fatti realmente accaduti nel 1986 in Ucraina, nella centrale nucleare di Pryp”jat’. Vediamo altre differenze.

Chernobyl, l’incidente dell’elicottero

Serie

All’inizio del secondo episodio, Legasov e Shcherbina tentano di dirigere un elicottero per sorvolare la pianta della centrale nucleare, nonostante gli avvertimenti lo vietassero. Legasov ordina ai militari di sopprimere il fuoco, divampato dopo l’esplosione, con silice e boro, creando immediatamente una nube radioattiva. L’elicottero assorbe una quantità enorme di radiazioni, colpisce con l’elica il cavo del gancio della gru che sovrasta l’edificio e precipita.

Realtà

Lo schianto dell’elicottero non è sbagliato ma ci sono alcune imprecisioni. L’elicottero è precipitato dopo le prime due settimane di risanamento e non subito dopo l’esplosione, come vediamo nella serie. Il creatore di Chernobyl, Craig Mazin, commenta, in maniera trasparente, che questo è uno dei pochi eventi che sono stati spostati cronologicamente per adattarsi alla narrazione. Così Mazin ne parla per Men’s Health:

“Volevo che la gente sapesse che questo era uno dei pericoli che questi piloti stavano affrontando – un reattore aperto – le radiazioni volavano su di esso”

Sebbene le riprese video reali mostrino distorsioni generate dall’intenso campo di radiazione, quest’ultime non furono la causa dello schianto dell’elicottero. Di seguito le riprese reali dell’elicottero che si schianta contro una gru e precipita:

Tuttavia, è doveroso menzionare che, in una versione digitalizzata di un articolo dell’archivio di stampa del New York Times, vi è la testimonianza di un pilota sovietico di elicotteri, Anatoly Grishcheko, che ha contratto la leucemia dopo aver tentato di spegnere l’incendio della centrale nucleare di Chernobyl. Il signor Grishcheko ha sorvolato ripetutamente l’area, scaricando sabbia e cemento nel tentativo di bloccare il reattore paralizzato.

Anatoly Grishcheko fu uno dei tanti piloti di elicotteri che hanno contribuito a sedare il fuoco, a costo della loro vita.

Chernobyl e il “ponte della morte”

Chernobyl, il ponte della morte
La vista dal “ponte della morte” di Chernobyl

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Nel primo episodio si vede un gruppo di abitanti di Pryp”jat’ che osserva l’incendio alla centrale nucleare da un ponte ferroviario. Prima della fine del quinto episodio, verrà mostrato nuovamente il ponte e seguirà una scritta in cui viene riportato che nessuno, di quel gruppo di abitanti presenti sul ponte quella sera, è sopravvissuto. Il ponte verrà ribattezzato “il ponte della morte”.

Realtà

Leggenda metropolitana o realtà? Difficile a dirsi, ma generalmente è considerata una leggenda dal momento che nessuno sa, con certezza, che fine abbia fatto l’ipotetico gruppo di abitanti ritrovatosi su quel ponte.

Nessuno ha trovato prove della morte di ogni singola persona che, in quella tragica notte, si trovava su quel ponte. Al contrario, secondo una testimonianza del giornalista Adam Higginbotham, autore di Midnight in Chernobyl: The Untold Story of the Greatest Nuclear Disaster, non tutti hanno subito le radiazioni causate. Così commentava per il Bulletin of the Atomic Scientists:

“La gente parla del “ponte della morte”, dell’idea che un carico di residenti di Pripyat uscì per salire su questo ponte ferroviario, che si trovava in cima a Lenina Prospekt, il viale principale della città, e osservò il reattore in fiamme da quel punto di vista. E che, negli anni successivi, ogni persona che si trovava su quel ponte morì. Non ho trovato prove di ciò. In effetti, ho parlato con un ragazzo che aveva sette o otto anni, che si è effettivamente avvicinato al ponte per vedere cosa poteva vedere nel reattore, a soli tre chilometri di distanza. Ma non è morto. Apparentemente è perfettamente in salute.”

I reattori non sono bombe nucleari

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Nel secondo episodio, Khomyuk informa l’URSS del timore di un’esplosione follow-up che avrebbe avuto una potenza nella gamma compresa tra due e quattro megatoni causata dallo scioglimento del corio che veniva a contatto con le acque sotterranee. Quest’eventualità avrebbe spazzato via “tutta la popolazione di Kiev e una parte di Minks“, non solo, avrebbe avuto conseguenze su gran parte dell’Europa.

Realtà

In questo caso parliamo di un vero e proprio errore scientifico. Un reattore nucleare è una centrale elettrica che usa la fissione nucleare per generare energia elettrica. Anche una bomba atomica usa la fissione nucleare ma per generare energia causando un’esplosione. Senza addentrarci troppo in dettagli scientifici, ci limitiamo ad affermare che, a causa delle differenze fondamentali tra i due, un reattore nucleare non può esplodere come una bomba atomica.

Jan Haverkamp, un esperto di alto livello di energia nucleare di Greenpeace, commenta a riguardo per Business Insider:

“Questa situazione potrebbe manifestarsi se tutto il corio che si scioglie colpisse le acqua sotterranee. Quando il corio inizia a sciogliersi, lo fa in modo molto irregolare. L’affermazione che una seconda esplosione avrebbe avuto una forza fino a 4 megatoni è stata un’esagerazione.”

Chernobyl e i suoi liquidatori

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Verso la fine della serie si parla dei liquidatori, coloro che avevano il compito di decontaminare il sito del reattore, delle strade e di costruire il sarcofago per contenere il reattore e altre mansioni del genere. Nelle affermazioni finali della serie, dove vengono mostrate le conseguenze della catastrofe, si accusa apertamente che non sono stati svolti studi sulle centinaia di migliaia di liquidatori che hanno contribuito.

Realtà

In realtà sono stati fatti diversi studi tra coloro che hanno portato il loro aiuto. Molti di loro hanno subito l’amputazione degli arti a causa dei tumori e ustioni riportate dall’esposizione acuta da radiazione. Greenpeace scrive nel Rapporto del 2006:

Oggi è chiaro che Cernobyl ha causato un incremento considerevole dei casi di tumore, in particolare nelle aree fortemente contaminate e tra i ‘liquidatori’. I ‘liquidatori’ della Bielorussia, ad esempio, mostrano un’elevata incidenza di tumori ai reni, alla vescica e alla tiroide nel periodo 1993 –2003. La leucemia è considerevolmente alta nei ‘liquidatori’ ucraini, negli adulti bielorussi e nei bambini delle aree più contaminate della Russia e Ucraina.

Tuttavia, secondo la rivista scientifica, Live Science, molti liquidatori sono stati vittime di problemi cardiovascolari, fumo ed eccessivo consumo di alcol.

Sapevate che lo scorso anno, Nagashibay Zhusupov, liquidatore che nel 1986 intervenne per limitare la diffusione delle radiazione del reattore numero 4, si sarebbe tolto la vita perché la serie tv HBO, Chernobyl, avrebbe riacceso in lui la rabbia per le umiliazioni subite?

Gli amici credono che si sia ucciso perché si sentiva trascurato dal governo e la serie gli avrebbe riportato alla memoria il passato disastroso.

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