Se scorre il sangue | Recensione dell’ultimo libro di Stephen King

Se scorre il sangue è l'ultima fatica letteraria di Stephen King, un' antologia di racconti che dimostra ancora una volta il grande talento del Re del brivido e che ci dona l'atteso sequel dell'apprezzatissimo The Outsider

Se scorre il sangue
Se scorre il sangue, particolare della copertina

Se scorre il sangue è il nuovo libro del maestro del brivido Stephen King. Una raccolta di quattro racconti molto diversi tra loro che indagano sulle paure del nostro presente con un pizzico di soprannaturale. Nel mezzo, storia di punta che dà il titolo all’antologia, il sequel di The Outsider, uno dei romanzi più recenti dell’autore e di cui vi abbiamo parlato approfonditamente in una nostra recensione. Edito da Sperling&Kupfer, Se scorre il sangue è dal 12 maggio in tutte le librerie.

Stephen King/Sperling&Kupfer

Se scorre il sangue: recensione

Ogni volta che ci si ritrova dinanzi all’ultima opera di Stephen King, lo stupore per la prolificità dell’autore americano aumenta. La domanda sul come faccia a inventare con estrema facilità batte come un picchio sulla nostra invidia e ammirazione, e dobbiamo ammettere che nel proprio settore King è davvero un fuoriclasse. Certo, non tutte le opere del maestro dell’orrore sono indimenticabili, però, constatando il gran numero di lavori creati bisogna ammettere che la “media gol” del Nostro è altissima. Un caso davvero eccezionale.

È lo stesso King, nelle note dell’autore di Se Scorre il Sangue, a riflettere sulla domanda che ci siamo posti.

Quando mia madre, o una delle mie quattro zie, vedeva una donna spingere una carrozzina, capitava spesso che recitasse una filastrocca che aveva imparato dalla sua, di madre: ‘Da dove sbuchi, ragazza mia? Dal nulla, o ti sei persa per la via?’ A volte capita anche a me di pensare a questi versi, quando qualcuno mi chiede da dove ho preso l’idea per una delle mie storie. Spesso non conosco la risposta, il che mi crea imbarazzo e anche un po’ di vergogna. A volte rispondo onestamente (‘Non ne ho idea!’), ma in altre occasioni mi invento una cazzata, fornendo a chi mi ha fatto la domanda una spiegazione soddisfacente e quasi razionale, con una causa e un effetto. Stavolta, però, cercherò di essere onesto…

Pare proprio che sia un processo quasi magico fatto di influenze, ricordi e idee sopite. Un processo creativo talmente oscuro e misterioso da dedicarci un racconto. Cosa che King fa proprio con Il Ratto, storia che chiude questa brillante raccolta.

Perché sì, Se scorre il sangue è uno scrigno che contiene quattro storie, alcune più riuscite altre meno, che condividono tra loro una inarrestabile forza creatrice. Analizzeremo di seguito singolarmente ogni racconto senza, però, dire alcunché sulle trame, poiché il piacere vero e autentico che King dona al lettore in questa raccolta è proprio la scoperta degli intrecci, delle trovate narrative. Il tutto è esaltato da un insolito (ma poi non così tanto) gusto per la riflessione su alcuni temi importanti. King ci fa divertire e pensare e non gli si potrebbe chiedere di meglio.

Il telefono del signor Harrigan

Il volume si apre, forse volutamente, con la storia più debole e meno riuscita dell’antologia. Il telefono del signor Harrigan è un viaggio attraverso i primi anni della nuova era digitale che tenta di sollevare riflessioni a posteriori su ciò che ci si aspettava dai nuovi ritrovati tecnologici che alla fine del primo decennio del nuovo millennio stavano invadendo il nostro mondo. A dare valore e ritmo al racconto è la narrazione in prima persona, che fa immergere il lettore immediatamente riuscendolo a trascinare e coinvolgere verso un viaggio che prevede altre tre tappe.

Craig, protagonista narratore, ci porta nella sua vita dall’infanzia fino all’età adulta usando come fil rouge la sua amicizia con un vecchio magnate della finanza ritiratosi in pensione nella piccola cittadina in cui vive il ragazzo. Il tema centrale diviene ben presto l’utilizzo della tecnologia, che troverà nell’IPhone di prima generazione regalato da Craig al signor Harrigan la pietra angolare su cui ergere l’intera speculazione sulla digitalizzazione.

King si diverte nel compiere un’opera di profetizzazione a scoppio ritardato, mettendo in bocca al vecchio e malato uomo d’affari alcune frasi sibilline che, come ben sappiamo, hanno poi caratterizzato la nostra epoca 2.0. “Datemi una leva e solleverò il mondo. Ecco, questo telefono è la leva”, “in un futuro non troppo remoto lo spam potrebbe decidere le elezioni”, sono solo un esempio delle sentenze, poi rivelatesi vere, che King utilizza nel racconto. Riflessioni sui banner, sull’ e-commerce, e su svariati temi legati al mondo di internet caratterizzano la storia che acquisisce le vesti di uno sguardo all’indietro divertente e acuto.

Il pregio vero del racconto, però, lo ritroviamo nell’opera di bilanciamento posta da King a metà racconto, ove la morte e la vita, con l’eterna ecumenicità che le contraddistinguono, riportano la narrazione su un terreno più ampio e trans-epocale. In questa tensione tra storico e moderno subentra poi il soprannaturale che mischiando le carte in tavola rende la storia una riflessione stimolante e piacevole.

La vita di Chuck

La vita di Chuck è un racconto semplicemente eccezionale, sarebbe scorretto edulcorare il giudizio. Sperimentale, innovativo, profondo e commovente, una storia che sorprende per forma e contenuto. Sperimentale perché, almeno a giudizio di chi scrive, un racconto lungo con una struttura temporale a ritroso —la narrazione parte dall’ultimo capitolo per approdare e “morire” nel primo come se fosse “una pellicola che scorre all’indietro”— non è un approccio stilistico che si vede tutti i giorni. Il fatto che poi, a giochi fatti, il tentativo si dimostri anche riuscito lo colloca con merito in un contesto innovativo.

Profondo e commovente poiché i temi presi in considerazione sono trattati in un modo tale da coinvolgere emotivamente chiunque toccando corde non poi così superficiali. “Sono vasto, contengo moltitudini” titola uno dei capitoli del racconto prendendo in prestito dei versi del grande poeta Walt Whitman e non potremmo definire con parole diverse questo racconto. La vita di Chuck contiene tutti noi, in appena 70 pagine. Non diremo nulla di più, né sulla trama né sui temi, vi spingiamo a scoprire.

Il Ratto

La storia che conclude la raccolta si pone una sfida metaletteraria che possiamo considerare riuscita anche se con il forte rischio di poter essere considerata dimenticabile. Il racconto ci porta nella vita di Drew, professore di letteratura inglese con un passato da scrittore di racconti apprezzato e di successo incapace, però, di scrivere romanzi. Con alle spalle tre tentativi falliti e un esaurimento nervoso che ha rischiato di portarlo alla morte, Drew resta folgorato da un’idea per un romanzo western che potrebbe cambiargli la vita. Sarà disposto a tutto pur di completare l’opera, anche affrontare una tempesta in una baita alla fine del mondo.

Tra blocchi dello scrittore, ossessioni distruttive come la ricerca della parola giusta, idee illuminanti e trame da costruire, King ci prende per mano verso una riflessione sul lavoro di scrittore, che spesso cova tormenti, dubbi e psicosi. Una storia non memorabile ma sicuramente utile per chi si interroga su temi come la creatività e il successo di un’opera. Un focus su un Martin Eden al contrario, un uomo con talento e amore per la scrittura che però, a differenza del personaggio di Jack London, non riesce ad esprimersi totalmente nell’arte che ama di più.

Se scorre il sangue

Se scorre il sangue è il racconto che dà il titolo all’antologia nonché sequel dell’apprezzatissimo The Outsider, opera del 2018 di cui, come detto, trovate la nostra recensione ad inizio articolo e da cui è stata tratta una serie tv prodotta da HBO.

Il racconto è la prima avventura in solitaria della detective privata Holly Gibney, personaggio amatissimo da chi scrive, dai fan e dallo stesso King, che da semplice comparsa nella trilogia di Mr. Mercedes è diventata una delle creature più coccolate dal Re del brivido. Ed è lei il primo motivo per cui Se scorre il sangue è una storia esaltante. Conosciamo meglio la piccola Holly, la sua vita privata, il suo passato, i suoi dolori e la sua sconfinata intelligenza che ne fa a tutti gli effetti uno degli investigatori più brillanti della letteratura contemporanea. Inoltre, per chi ha letto The Outsider, il racconto rappresenta un seguito avvincente e chiarificatore, che delinea ancor di più l’affascinante mondo creato nel primo libro. Scommettiamo che questo nuovo universo continuerà ad accompagnarci ancora nei prossimi lavori del grande scrittore americano.

Io amo Holly. Tutto qui. Doveva essere un personaggio secondario di Mr. Mercedes, niente più di una comparsa un po’ stravagante. Invece mi ha conquistato (e c’è mancato poco che conquistasse anche il libro).

Stephen King

Ed è questo che si percepisce in Se scorre il sangue: l’amore di Stephen King per Holly, il pubblico e per il proprio lavoro, un amore intenso costruito con fatica e intuizione. Forse proprio qui ritroviamo la risposta alla domanda che ha aperto l’articolo: King è prolifico perché ama incommensurabilmente ciò che fa.

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