Coronavirus e Cinema: gli aiuti degli stati europei

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Il cinema è stato duramente colpito dalla pandemia scaturita dall’emergenza coronavirus e come tutte le industrie, anche la settima arte ha bisogno di aiuti statali mirati a proteggerne la produzione e ad aiutare produttori, distributori ed equipe che lavorano nel settore. Festival annullati, prime cancellate e produzioni che arrancano sono soltanto alcuni dei problemi che stanno soffocando il cinema.

Lo stesso fondatore di Twitter, Jack Dorsey, ha donato un miliardo di dollari per combattere l’emergenza Coronavirus.

Ogni stato europeo è quindi corso ai ripari cercando di dare una boccata di ossigeno all’industria; ciò è avvenuto tramite veri e propri stanziamenti di soldi oppure tramite prestiti che chi ne usufruisce dovrà restituire in tempi migliori. L’Hollywood Reporter ha condotto un’inchiesta che mostra come l’Europa sta affrontando il problema.

Ecco dunque gli aiuti che in Europa si stanno dando, stato per stato.

Austria
Il governo austriaco ha messo su un sito attraverso il quale qualsiasi professionista nel mondo del cinema può richiedere aiuti statali.

Belgio (Flammingo-Speaking)
La Flanders Audiovisual Fund ha rilasciato le condizioni per aiuti economici al mondo del cinema. Il suo piano è quello di estendere le linee di scadenza e rivedere i programmi di pagamento andando anche a “perdonare” i costi che generalmente non venivano resi indietro per gli eventi che non potranno essere tenuti a causa dell’emergenza coronavirus

Belgio (French-Speaking)
La regione del governo belga che parla francese il 7 aprile ha approvato un piano che prevede 1,5 mln di euro di supporto all’industria. Ogni compagnia audiovisiva può applicare per ottenere un prestito di 109mila euro disponibile per un periodo limitato di 6 mesi, successivamente se dovesse essercene necessità verrà prorogato per altri sei mesi. Gli interessi della restituzione sono fissati al 2 per cento.

Francia
La Cnc il primo aprile ha adottato misure a grosso impatto in Francia per supportare tutti i lavoratori e le compagnie che operano nel settore videoludico. Il primo fondo di emergenza riguarda tutti i “creativi” che hanno subito, a causa della pandemia, una riduzione dei loro guadagni del 50%. Chi non può dimostrare il danno subito invece riceverà un pagamento di 1.500 euro. Le compagnie invece potranno applicare per ricevere un 30% dei loro guadagni annuali che l ostato elargirà per poter far fronte alle spese di cassa.

Germania
La Federal Film Board tedesca ha messo sul banco immediati 15 milioni di euro da cui tutti i professionisti del settore potranno attingere per progetti precedentemente approvati e obbligati allo shutdown di questi giorni. Lo stato sta inoltre iniziando ad elargire prestiti con interessi facilitati e un piano che vada ad annullare costi e spese per commissioni per progetti precedentemente approvati e ritardi scaturiti dall’emergenza coronavirus. Annunciati 54 miliardi di aiuti per freelance e piccole industrie cinematografiche.

Grecia
Il Ministero della Cultura greco in collaborazione con il Greek Film Center ha messo sul piatto 15 mln di euro di aiuti. Questi andranno a colmare i problemi di insolvenza e liquidità dei piccoli proprietari di cinema indipendenti, dei produttori di cortometraggi e soprattutto dell’industria dell’animazione. In Marzo e Aprile sono state interrotte le tasse, sotto alcune circostanze, che freelance e imprenditori del settore dovevano versare. Inoltre, questi ultimi possono accedere ad un aiuto mensile di 600 euro.

Ungheria
L’Hungary’s National Film Institute ha investito circa 150mila dollari per far fronte all’emergenza.

Italia
Il nostro paese, per aiutare l’industria cinematografica ha elargito 150 mln di euro di aiuti. Oltretutto il pacchetto fiscale prevede sussidi fiscali per 110 mln di euro di cui 11 di questi destinati a cinema e teatri sparsi in tutta la penisola. Tutti i settori hanno tasse sospese. Blocco di 60 giorni sui licenziamenti.

Irlanda
Il 90% dei prestiti richiesti da sceneggiatori irlandesi e case di produzione sono stati approvati grazie alla mano governative. La Screen Ireland ha esteso questa misura fino al prossimo 31 maggio, inoltre sta cercando di semplificare al massimo le procedure di ottenimento di prestiti in modo da poter garantire fluidità di denaro nelle casse delle aziende colpite alla crisi.

L’Olanda
3.5 mln di euro per la pre-produzione e 5.5 mln di euro per i distributori che si trovano danneggiati dalla situazione. I creativi dell’industria potranno attingere ad un fondo messo a disposizione del governo di 817mila dollari.

Norvegia
Il governo ha messo a disposizione ben 26 mln di euro per andare a coprire tutti i debiti scaturiti dai diritti di cessione non incassati a causa della crisi. La Norwegian Film Institute ha inoltre tranquillizzato gli organizzatori degli eventi andando a spiegare che nessuna penale sarà applicata per gli eventi cancellati a causa della pandemia.

Polonia
Il Polish Film Institute ha esteso il programma di aiuti per un periodo di tre anni, tutti quanti i 45 progetti approvati durante il periodo di massima emergenza otterranno un rimborso. “Il periodo è dei peggiori”, molte aziende potranno quindi partecipare ad una richiesta di rimborso del 70% del budget investito invece del classico 50%.

Regno Unito
Nella giornata di mercoledì il Film e Tv Charity e British Film Institute ha lanciato il Covid-19 Film and Tv Emergency Relief Fund. Il fondo è stato messo su grazie alle donazioni di Netflix, della Bbc, della Bfi e della Warner Media oltre ad altri big del settore. I pagamenti mensili per chiunque lavori nel settore sia stato danneggiato dalla situazione che otterrà un sussidio che varia dalle 500 sterline fino alle 2.500.

Film and Charity ha invece deciso di lanciare sussidi separati per il coronavirus che prevedono 2mila sterline di sussidio per i lavoratori autonomi di tv e cinema.

Altri fondi di aiuto arriveranno anche dalla Bfi che prevede 2.5 milioni di sterline per andare a coprire costi addizionali di produzione non previsti dagli altri due fondi spiegati in precedenza.