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La famosa invasione degli orsi in Sicilia di Lorenzo Mattotti: recensione

Dopo l'anteprima mondiale al Festival de Cannes arriva anche alla Festa del Cinema di Roma un capolavoro del cinema d'animazione: La famosa invasione degli orsi in Sicilia

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Dopo l’anteprima mondiale al Festival de Cannes arriva anche alla Festa del Cinema di Roma un capolavoro del cinema d’animazione: La famosa invasione degli orsi in Sicilia, adattamento del classico per ragazzi di Dino Buzzati, illustrato e diretto da Lorenzo Mattotti.

In principio era Dino Buzzati: una tra le figure più eclettiche del ‘900 italiano. Cronista e inviato del Corriere della Sera, romanziere, poeta e pittore, è tra i pochissimi nel belpaese ad aver sperimentato la strada del Surrealismo e della Letteratura fantastica. Per altro, alternando sempre l’attività di scrittore e giornalista, con una speciale attenzione alla cronaca nera. Tra i suoi libri troveremo allora Il segreto del bosco vecchio (1935) Il deserto dei tartari (1940) Sessanta racconti (Premio Strega 1958) ma anche le Cronache terrestri (1972) e I Misteri d’Italia (1978). E tra le righe di questa sterminata, eterogenea produzione, c’è anche un piccolo gioiello illustrato per ragazzi: La famosa invasione degli orsi in Sicilia, pubblicato per il la prima volta da Rizzoli nel 1945.

Da molti anni Lorenzo Mattotti, tra gli illustratori italiani più celebri e stimati al mondo, desiderava adattare per il grande schermo La famosa invasione degli orsi in Sicilia.

Sembrava quasi che questo libro illustrato, tra le nuove generazioni, fosse scivolato in una sorta di oblio. E per Lorenzo Mattotti, che fin da ragazzo ha trovato in Buzzati il suo principale autore di riferimento, si trattava certo di una perdita inestimabile. Grazie alla sezione Alice nella città della Festa del Cinema di Roma, abbiamo potuto vedere in anteprima il film e scoprire la sua appassionata, sofferta genesi. È lo stesso Lorenzo Mattotti a raccontarci come la vedova Buzzati fosse del tutto contraria a concedere i diritti, delusa da altri adattamenti per il cinema, ad esempio quello de Il segreto del bosco vecchio firmato da Ermanno Olmi nel 1993. Mattotti ha saputo comprendere ed elaborare le ragioni della sua reticenza, e di fronte alle prime illustrazioni, alla bellezza e la complessità del progetto, Almerina Buzzati alla fine ha acconsentito.

Nel film d’animazione La famosa invasione degli orsi in Sicilia Mattotti sceglie anche di inserire un nuovo personaggio femminile: il suo nome è proprio Almerina. Inizia così un processo di sceneggiatura, illustrazione e post-produzione grafica che in totale richiederà oltre 6 anni di lavoro. Il film, sul versante italiano, è stato prodotto grazie all’impegno di Rai Cinema e Indigo Film. Ma è chiaro che il film non esisterebbe senza il team creativo di una casa di produzione indipendente francese, la Prima Linea Productions di Valérie Shermann e Christophe Jankovic, che dopo La tartaruga rossa di Michaël Dudok de Wit ci regala una nuova, stupefacente opera d’arte e d’animazione.

La famosa invasione degli orsi in Sicilia
La famosa invasione degli orsi in Sicilia è al cinema dal prossimo 7 Novembre

La famosa invasione degli orsi in Sicilia: la trama

Almerina (la voce italiana è di Linda Caridi) e suo papà Gedeone (Antonio Albanese) sono due poveri saltimbanchi in cerca di un riparo. Girovagando da un paese all’altro, affamati e infreddoliti, trovano riparo in una grotta. Ma dalle profondità della roccia emerge il Vecchio Orso (Andrea Camilleri), mastodontico, malconcio e altrettanto affamato. I cantastorie, per blandirlo, pensano subito ad una bella esibizione. Si tratta d’altronde del loro cavallo di battaglia: La famosa invasione degli orsi in Sicilia. Inizia così la fiaba di Leonzio (Toni Servillo), re degli orsi, che in una tranquilla giornata di pesca vede scomparire suo figlio Tonio (Alberto Boubakar Malanchino).

Convinto che l’orsetto sia ancora vivo, Leonzio non si dà per vinto e decide di abbandonare le amate montagne, per condurre il suo popolo alle pianure, dominate dalla civiltà degli uomini. Il malvagio Granduca (Corrado Invernizzi) e il suo esercito li accoglieranno cordialmente a fucilate. Ma alla fine, è lo stesso popolo degli umani a scegliere Leonzio come nuovo Grande Re. L’ingenuo, ostinato sovrano si troverà quindi conteso tra le astuzie di due scaltri consiglieri, l’orso Salnitro (Corrado Guzzanti) e il mago De Ambrosiis (Maurizio Lombardi). La fiaba degli uomini e degli orsi racconta così una parabola sulla vita e la morte, il bene e il male, e la difficile integrazione tra mondi distanti.

Lorenzo Mattotti illustra un microcosmo che muta e si trasforma ad ogni nuova sequenza, perfino nella singola inquadratura, ospitando l’anima di Buzzati, dei surrealisti e dell’espressionismo tedesco.

Nella moltitudine dei riferimenti cinematografici del film troveremo Federico Fellini, La Strada e I Clown, ma anche Il gabinetto del Dottor Caligari e Nosferatu, oltre naturalmente alle illustrazioni originali realizzate nel ’45 da Buzzati. È lo stesso Mattotti a raccontarci ad Alice nella città il suo amore per il cinema, citando oltre alle avanguardie storiche il linguaggio di Robert Altman e Andrej Tarkovskij.

L’invasione degli orsi in Sicilia si rivela allora come un film fuori del tempo, realizzato con gli strumenti dell’animazione classica: quelle tecniche minuziose, lunghe e laboriose che un certo genere di industria vorrebbe condannate all’estinzione.

Non significa che il film rifiuti la modernità. Al contrario, la sua natura eterogenea integra le più diverse tecniche 2D e 3D. La direzione scelta da Mattotti è la più impervia, ma anche lucida, chiara e perseguita con determinazione, fino all’ultimo fotogramma. E nella sua personalissima rilettura del libro, non doveva esserci un graphic-novel adattato per il grande schermo, ma l’esatto contrario: un’opera cinematografica realizzata in forma di cartone animato, dedicata a tutti i ragazzi che ancora non conoscono Buzzati.

Potremmo continuare ancora a lungo con tutti i dettagli, le sfumature che fanno di questo film un’esperienza unica. Ad esempio: resterà l’ultimo lavoro di Andrea Camilleri, che ha doppiato la voce del Vecchio Orso grazie a un piccolo studio allestito in casa, quand’era ormai prossima la fine della sua vita. Ma banalmente, vi diremo che è un film diverso dagli altri, stranissimo e magnetico, per la gioia e lo stupore di grandi e piccini.

Dal 7 novembre al cinema!

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