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Nicolas Cage a ruota libera sulla sua vita e ciò che lo influenza: dai cobra agli sciamani

Tutto Nicolas Cage in una lunga intervista al NY Times.

Odiato quanto amato, sempre sopra le righe. Nella recitazione così come nella vita, Nicolas Cage ha rilasciato un’intervista al New York Times in cui, a ruota libera, parla di sé stesso e della sua personalissima visione del mondo. Saltando qua e là, ha toccato tutti i temi a lui più cari, in un certo senso. Con un piccolo freno giacché è fresco di divorzio e a sua detta deve fare attenzione a ciò che dice. I ruoli interpretati da lui sono vari e, soprattutto, variopinti. Da Cuore Selvaggio fino al cinecomic flop Ghost Rider, passando per action come Con-Air, thriller come Face/Off, commedie e drammi come The Weather Man e Arizona Junior. Un attore sicuramente poliedrico, al punto da vincere un premio Oscar per Via Da Las Vegas, sfilandolo a nostrano Massimo Troisi. E dando il via alle malelingue che parlano di raccomandazioni e quant’altro dal momento che è il nipote di Francis Ford Coppola.

In questa intervista, Nicolas Cage ha raccontato svariati aneddoti che circondano una vita a dir poco particolare. A partire dal problema legale circa l’acquisto di un dinosauro fossile comprato inconsapevolmente sul mercato nero. E sulla sua ossessione verso la mitologia. Tutto normale per un attore che si auto-definisce “surrealista“.

“Potrà sembrare pretenzioso ma io mi definisco un surrealista. Sto cercando di costruire una mia personale mitologia che riesca a circondare il mio mondo”

E come ogni appassionato di mitologia, vede nel cobra il suo animale guida. Anche se è stato protagonista di una disavventura con i suoi cobra. Già, un cane non è cosa da Cage. Molto meglio avere un cobra in casa, anche se questo comporta l’ampio rischio di essere uccisi. Come accade tempo fa.

“Avevo due cobra reali in casa e i miei vicini non ne erano contenti. Sono stato costretto a darli via anche perché una volta hanno tentato di ipnotizzarmi per poi ucciedermi, come fanno con le prede”. Continua Nicolas Cage:”Rimangono però i miei animali guida, una vera fonte di ispirazione”

A tal proposito, l’attore di The Wicker Man ha spiegato come i cobra siano per lui animali fondamentali nella sua vita. Scoprendo questo legame proprio durante Ghost Rider, in cui, a detta sua, il personaggio che interpreta si comporta come il pericoloso rettile: ipnosi e attacco.

“Gli animali sono una grandissima fonte di ispirazione per noi attori. E sono convinto che anche per Heath Ledger fu così mentre interpretava il Joker. La sua lingua si muoveva come un quella di un rettile mentre recitava”

nicolas cage
Nicolas Cage in The Wicker Man

Proseguendo su questa linea fortemente connessa alla mitologia, Nicolas Cage prosegue raccontando un aneddoto fondamentale per la sua vita: la ricerca del Sacro Graal. E se ve lo steste chiedendo, la risposta è no, Il Mistero Dei Templari non c’entra nulla con questa storia.

“Avevo iniziato a leggere libri sulla mitologia e mi sono interessato sul Sacro Graal. Mi sono chiesto cosa fosse, dove si trovasse. Se si trovasse davvero a Glastonbury. Volevo indagare e trovarlo”spiega Nicolas Cage.”Dopo averlo cercato, sono arrivato alla risposta: il Sacro Graal è la Terra. Il vero oggetto divino è la Terra”

Il passo tra l’ossessione per la mitologia e lo sciamanesimo è stato ovviamente breve. In particolare, Nicolas Cage ha spiegato come abbia sviluppato il suo stile attoriale esasperato, per usare un eufemismo, grazie a Kabuki occidentale ed al “nouveau shamanic“. Il primo, ispirato al teatro giapponese, il secondo un termine coniato da lui stesso.

“Il Kabuki è stato per me una vera fonte di ispirazione, un modo per mandar fuori tutto ciò che avevo dentro come attore. Insieme allo sciamanesimo nouveau, mi è servito per evitare di dare l’impressione di star fingendo. Di mentire”, specifica Nicolas Cage.”Lessi un libro di Bates in cui affermava che gli attori fossero come i vecchi sciamani. Io ho semplicemente fatto mio questo concetto ed attualizzato, da qui il termine nouveau”

Lorenzo Pietroletti
Classe '89, laureato al DAMS di Roma e con una passione per tutto ciò che riguardi cinema, letteratura, musica e filosofia che provo a mettere nero su bianco ogni volta che posso. Provo a rendere la critica cinematografica accessibile a tutti, anche al "lattaio dell'Ohio".

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