Gian Maria Volonté e quella folle fuga in barca a vela

In occasione dell'anniversario della nascita di Gian Maria Volonté, ricordiamo l'attore per l'incredibile fuga che organizzò per un suo amico e compagno

gian maria volonté

Gian Maria Volonté, attore classe 1933, è stato uno dei volti con più talento del cinema italiano. Nato a Milano e costretto ad affrontare un’infanzia tutt’altro che facile a seguito dell’arresto del padre, militante fascista, Gian Maria Volonté riuscì a ritagliarsi uno spazio sempre maggiore nella cinematografia italiana, diventando uno degli interpreti più importanti della storia del cinema mondiale.

Nel suo bagaglio interpretativo lo abbiamo visto prestare il volto a molti villain nei leggendari film spaghetti-western di Sergio Leone: la sua interpretazione del trafficante di alcolici in Per un Pugno di Dollari rimane leggendaria, così come la sua capacità di celarsi dietro ogni dialetto e ogni personaggio chiamato a interpretare. Ma la leggenda di Gian Maria Volonté non rimane confinata ai ruoli che lo hanno consacrato nel mondo dello spettacolo.

Il protagonista di Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto è sempre stato molto attivo in campo politico, riuscendo a miscelare il suo impegno alla sua arte istrionica.

Iscritto al partito comunista venne anche incluso nelle liste elettorali del 1975, diventando consigliere comunale a Roma. Ma la sua carriera all’interno del partito subisce un arresto improvviso quando Gian Maria Volonté aiuterà Oreste Scalzone a lasciare l’Italia. Scalzone, all’epoca, era un esponente di organizzazioni politiche di sinistra. Aveva fondato Potere Operaio e Autonomia Operaia; nel ’73 aveva aiutato ad organizzare la fuga di coloro che, appartenenti a Potere Operaio, avevano organizzato il famoso rogo di Primavalle, a Roma. Negli anni successivi restò attivo in campo politico, finché nel 1979 non venne diramato l’arresto per l’accusa di associazione sovversiva e banda armata. Gli anni di prigione – passati tra Rebibbia, Termini Imerese e Regina Coeli – non furono gentili con Scalzone che arrivò a pesare 39 chili. E fu proprio ai gravi motivi di salute che l’uomo riuscì ad ottenere la libertà, cooperando a creare la leggenda di Gian Maria Volonté. Scalzone, infatti, aveva ottenuto la libertà provvisoria per il suo stato medico: questa nuova opportunità venne colta al volo quando Volonté si offrì di accompagnare l’amico verso la Corsica con la sua barca a vela.

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Scalzone e Volonté si erano conosciuti nel 1964, accomunati dalla scomunica ottenuta per aver cercato di mettere in scena a Roma uno spettacolo incentrato sul silenzio di Pio XII sull’Olocausto. Insieme fondarono anche La Classe, giornale incentrato sul mondo degli operai che gettò le basi per una lunga amicizia. Quando Scalzone era stato portato al Gemelli per le sue condizioni fisiche, fu Gian Maria Volonté ad aiutarlo. Il politico stava cercando in ogni modo di fuggire dall’Italia, alla ricerca di un modo per non affrontare la giustizia e non essere costretto a tornare in carcere. Come lui stesso ha ricordato, in molti offrirono opzioni teoriche su questa possibile fuga, ma fu solo Volonté a fare qualcosa di concreto.

L’attore mise a disposizione dell’amico la sua barca a vela, con la quale lo aiutò a raggiungere prima la Sardegna, poi la Corsica. Da qui Scalzone raggiunse in un secondo momento Parigi, dove riuscì a vivere come latitante approfittando della politica di Mitterand.

Come lo stesso Scalzone ha ricordato, in un’intervista rilasciata dopo la prescrizione delle sue accuse, la vela della barca di Gian Maria Volonté aveva impressa una frase del poeta francese Paul Valery che recitava: Si alza il vento, bisogna tentare di vivere. Gian Maria Volonté, che da ragazzo aveva vissuto in Francia, lavorando come raccoglitore di mele, offrì all’amico e compagno un tentativo di vivere, una possibilità di andare avanti senza la costrizione delle sbarre di una prigione. In un’intervista a Repubblica Oreste Scalzone ci ha tenuto a ricordare Gian Maria Volonté dicendo:

Parafrasando un ormai antico manifesto vorrei dire: del suo talento, o genio, tutti parleranno.

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