Rock Contest Firenze: la seconda semifinale chiude un cerchio perfetto

Rock Contest

Così come per la prima mance, anche la seconda semifinale ha donato agli spettatori uno spettacolo di alto livello.

Può sembrare una cosa banale ma non lo è. Creare un evento nel 2018 che si basa esclusivamente su band emergenti è tutto fuorché facile. Il Rock Contest lo fa da più di 30 anni e questa importante edizione ha tutti i crismi per essere ricordata nel tempo. Oltre agli importanti ospiti che parteciperanno alla finale del primo dicembre, le band selezionate e arrivate alle semifinali, qui l’articolo inerente alla prima semifinale, sono veramente tutte meritevoli di grande successo.

La seconda sfida ha visto scontrarsi sul palco del Glue Alternative Concept Space 6 band incredibili: Vieri, Gabriele Bernabò, Giunto di Cardano, Bonsai Bonsai, B.T.K feat Tyler e Gli Occhi degli Altri.

Abbiamo incontrato i 3 selezionati che andranno in finale per 3 veloci domande in vista della grande serata del 1° Dicembre.

Vieri

– Sappiamo che non è la prima volta che sali su questi palchi. Innanzitutto vorrei chiederti com’è l’esperienza Rock Contest, oltretutto in un’edizione importante come questa?

“La prima volta che ho partecipato avrò avuto quindici anni, ora ne ho ventidue e posso dire che mi ha aperto alcune porte interessanti. È una manifestazione storica che offre molto ai musicisti e sono contento di tornare a farne parte, in particolare in questa trentesima edizione assolutamente speciale.

In ricordo di Enrico Fontanelli, sabato suoneranno alcuni dei miei artisti preferiti: Colapesce, Bologna Violenta, gli stessi Offlaga. So già che portare la mia musica su quel palco prima di loro sarà una grande emozione.”

– Ex membro della nota band /handlogic, vincitori del Rock Contest 2016. Come nasce il progetto Vieri? Quanto è stato importante il trascorso nella band?

“Fondamentale. Credo di aver imparato molto, ma soprattutto a conoscermi un po’ di più, e ho capito che avevo un gran bisogno di lavorare su me stesso e concentrarmi sulla mia musica. L’ho fatto ed è nato il mio primo progetto solista. All’inizio pensavo anche che mi sarei sempre esibito da solo, poi però mi sono reso conto che ero circondato da musicisti che adoro, così ho formato un trio per questa occasione.”

– Probabilmente il progetto più sperimentale dell’intera manifestazione. Qual è la strada che ti ha portato a questo tipo di composizioni e cosa ci riserva il futuro?

“L’unica strada che ho provato a seguire è quella della spontaneità, nel senso che ho cercato e cerco di fare solo ciò che mi va di fare, di comporre quello che mi piacerebbe ascoltare, senza compromessi. Amo certa elettronica e provo a non aver paura di sperimentare, ma sono anche molto legato alla forma canzone. Poi l’italiano! Le parole sono molto importanti per me.

Il futuro? Vediamo. Ho tanto materiale ma per ora mi interessa continuare a comporre e produrre per la prima pubblicazione. Intanto ci vediamo sabato a Firenze!”

Gabriele Bernabò

– Sappiamo che non è la prima volta che sali su questi palchi. Innanzitutto vorrei chiederti com’è l’esperienza Rock Contest, oltretutto in un’edizione importante come questa?

“No, questo è il terzo anno che salgo sul palco del Rock Contest, ma è la prima volta che canto e porto dei brani scritti interamente da me. Anche se ho già partecipato due volte con il progetto Monologue devo dire che è sempre un’emozione partecipare al contest, soprattutto quando dicono i risultati, ogni sera mi prende un mezzo infarto. Sono contento di aver partecipato come solista proprio nell’edizione trentennale.”

– Come nasce il progetto solista Gabriele Bernabò?

“Come nasce il progetto Gabriele Bernabò non lo so veramente, vi posso dire però che non nasce dal nulla. Scrivo e registro musica da sempre, ho avuto modo di condividere questa passione con tanti bravissimi musicisti, ma arrivati ad un certo punto si sente proprio il bisogno di intraprendere vie veramente personali, senza dover “fare i conti” con nessuno se non con il pubblico.

Per rispondere alla domanda: il progetto nasce dalla necessità di scrivere e suonare la musica che vorrei ascoltare. Di sicuro non mi sento figlio del mio tempo, anzi cerco un po’ di riportare in auge sonorità psych/rock/funk tipiche degli anni che furono, senza però dimenticare che i mezzi tecnici e artistici a disposizione hanno avuto quasi 50 anni per evolversi.”

– Come dicevamo prima, hai partecipato in passato al Rock Contest con la band Monologue. Cos’è cambiato da allora e quali sono i progetti futuri?

“Da allora sono cambiate mille cose, anche se abbiamo ufficialmente smesso di essere attivi da un anno. Ora come ora sto lavorando alla produzione e ai videoclip del disco d’esordio, nove traccie cantate in italiano che ho scritto e arrangiato ormai da un annetto e mezzo, probabilmente il titolo sarà “Medioevo Digitale”.

Quattro di queste traccie le suonerò alla finale al Auditorium Flog insieme a Davide Sorresina, amico e batterista bravissimo.”

Giunto di Cardano

– Com’è l’esperienza Rock Contest, oltretutto in un’edizione importante come questa?

“Partecipare al Rock Contest Controradio è un’esperienza unica. Stiamo parlando di uno dei Contest nazionali più importanti nel panorama rock italiano. Quest’anno inoltre decorre il 30esimo anniversario del concorso e senza alcun dubbio si respira un’aria diversa. Sarà per questo che, saliti sul palco, ci siamo trovati davanti una marea di gente, un pubblico attento e partecipe. Beh, suonare davanti a una sala piena è veramente eccitante!

Esperienza del tutto positiva, abbiamo conosciuto band fortissime e questo per noi è molto importante. Durante un live ci si confronta e vengono fuori spunti interessanti. Detto ciò, siamo totalmente su di giri, il primo dicembre saremo sul palco dell’Auditorium Flog per la Finale del Contest. Non vediamo l’ora!”

-Come nasce il progetto Giunto di Cardano?

“Il Giunto di Cardano nasce dal tentativo di fondere muri di delay, distorsioni e oscillatori passando da quelli che sono i lati più scuri del rock sperimentale. Diverse sono le loro influenze. Dalla psichedelia dei Pink Floyd si arriva all’alternative rock dei tempi nostri passando per i suoni wave e riverberati che hanno contraddistinto i primi anni ottanta. Un trio dalle diverse combinazioni: il binomio basso-chitarra si alterna alla fusione tra basso, synth e piano, il tutto sostenuto da batteria e da pad elettronici. In questo contesto trova spazio la voce di Giuseppe, autore di tutti i testi.”

-Kadima, il vostro primo album, è uscito più di un anno fa e ha segnato una data importante per la band. Cos’è cambiato in questo periodo di tempo? Quali sono i vostri progetti futuri

“Kadima è uscito nel Gennaio del 2017. Da allora abbiamo girato in lungo e in largo tra Centro e Sud Italia. E’ importante diffondere la propria musica e mostrare la propria identità a coloro che partecipano ai live. Il continuo confronto col pubblico ti da sicurezza, i palchi ti fortificano. L’esperienza è fondamentale per crescere, migliorarsi e lavorare al meglio. Il Kadima tour ci sta dando tanto ed è arrivato a contare all’incirca 100 live. Nel frattempo le idee non sono mancate. Da diversi mesi si sta lavorando alla composizione dei brani del nuovo disco, alcuni già registrati altri ancora in fase embrionale. Il bunker ci aspetta. Dopo questi utimi live ci dedicheremo solo ed esclusivamente al nuovo disco. Molte idee in cantiere. Speriamo di vedervi presto sotto i nostri palchi.”

Tutti alla finale!

Per chi fosse interessato, la finale del Rock Contest si svolgerà all’Auditorium Flog di Firenze il 1° Dicembre. Noi saremo là pronti a vedere la ciliegina sulla torta di questa incredibile manifestazione. Per maggiori informazioni visitate il sito Rockcontest.it.

Foto di “Sunstudio.it

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