Rock Contest Firenze: la prima semifinale è stata superlativa

Rock Contest

Abbiamo presenziato alla prima semifinale dell’evento storico e ci siamo trovati di fronte band dall’alto tasso qualitativo.

Che il Rock Contest fosse una delle manifestazioni più importanti a livello nazionale non è certo una novità. Le 6 band arrivate alla prima semifinale, da una prima scrematura di oltre 800 band e poi 30 durante le eliminatorie, sono state a dir poco esplosive. Oltre a essere eterogenee tra loro e con uno stile specifico, ognuna di esse ha la capacità di poter puntare alle migliori case discografiche senza alcun problema. La sfida ha visto Dark V Project, di noi stessi e altri mondi, L’Opera di Amanda, The Floating Ensemble, Rooms by the Sea e Banana Joe puntare all’ambita finale del primo dicembre.

A passare alla fase conclusiva sono state 3 band che renderanno decisamente il lavoro difficile alla giuria. Li abbiamo incontrati a fine serata per 3 semplici domande:

The Floating Ensemble

The Floating Ensemble

Innanzitutto vorrei chiedervi com’è l’esperienza Rock Contest, oltretutto in un’edizione importante come questa?

“Che dire, siamo felicissimi! Non solo di essere stati selezionati fra le più di 600 band iscritte al concorso, ma soprattutto per il grande senso di partecipazione dimostrato da pubblico e staff fino ad ora. Serate mai autoreferenziali, piene di ottima musica e ultra stimolanti per una band come la nostra… Ci stiamo divertendo un sacco, sperando che la finale possa essere il vero culmine di una gran bella esperienza.”

Come nasce il progetto The Floating Ensemble?

“Tutto ha origine, in maniera molto banale, da uno o due rapporti di amicizia. Condividendo la passione per la musica, Carlo e Luca -attualmente chitarra e voce del gruppo- hanno dato vita ai Tequila Funk Experience, il nostro primo progetto, ai quali nel tempo mi sono aggiunto io (Jacopo). In seguito ad un album, diversi live e peripezie, ma soprattutto dopo la partenza di Tobia, il nostro storico bassista, che si è trasferito all’estero per lavoro (e che salutiamo con amore), si è deciso di dare un’impronta ancora più personale alla band. Così abbiamo reclutato Elia, che suona il basso con noi da ormai tre anni, cambiato il nome -mantenendo le iniziali- e iniziato a registrare un album, uscito nel 2016.”

Quante cose sono cambiate dall’album Soar e quali sono i progetti futuri della band?

“Un sacco di cose, come potrete immaginare, anche perché dall’uscita del disco sono passati ormai due anni! Certamente ci sentiamo più maturi, sia come band che come musicisti. Il rapporto fra di noi, sempre più affiatato e costruttivo, i nuovi ascolti e i tanti live, sono tutti elementi che ci stanno portando in una direzione piuttosto chiara, soprattutto per quanto riguarda le atmosfere e gli arrangiamenti dei brani. Portare in giro sempre di più la nostra musica ci ha poi permesso di conoscere molte persone, fra addetti ai lavori e non, il che naturalmente porta a nuovi concerti, nuove collaborazioni… Insomma, siamo carichi per la pubblicazione di un nuovo lavoro, che prevediamo per la prima metà del 2019.”

L’Opera di Amanda

L'Opera di Amanda

Innanzitutto vorrei chiedervi com’è l’esperienza Rock Contest, oltretutto in un’edizione importante come questa?

“È un continuo alternarsi di sorpresa, ansia e soddisfazione. Per quanto ci riguarda, come band, questo che stiamo vivendo è uno dei periodi più gioiosi che abbiamo conosciuto, soprattutto dopo due interminabili anni a lavorare sul nostro primo disco, “Farfalle”. Essere riusciti ad arrivare in finale di Rock Contest Controradio con alcuni pezzi che lo comporranno ci fa ben sperare.”

– Come nasce il progetto L’Opera di Amanda?

“Io (Simone) e Caterina iniziamo a suonare all’età di nove anni e creiamo fin da subito un gruppo insieme a due amici. Qualche anno dopo, nel 2010, formiamo un trio nuovo dove iniziamo a comporre i primi pezzi nostri e dopo aver cambiato un paio di nomi, scegliamo “L’Opera di Amanda”. Pubblichiamo il nostro primo EP e poco dopo subentra Fabrizio, attuale batterista, con il quale scriviamo il nostro secondo EP, “Chimere”.”

– Chimere è stato un EP importante. Quante cose sono cambiate da allora e cosa avete in serbo con l’album Farfalle?

“Sono cambiate molte cose, essendo passati quattro anni i nostri gusti musicali sono inevitabilmente mutati più volte (cosa vitale) e il nostro substrato culturale e musicale si è rafforzato. L’effetto più rilevante di queste evoluzioni consiste nella ricerca di un prodotto meno unidirezionale di Chimere in termini di melodia, timbro e ritmo. Abbiamo sentito l’esigenza di aggiungere una componente sintetica al nostro sound, fino a renderla protagonista. Inoltre facciamo molta più attenzione ai testi, rigorosamente in italiano.”

Banana Joe

Banana Joe

Innanzitutto vorrei chiedervi com’è l’esperienza Rock Contest, oltretutto in un’edizione importante come questa?

“Siamo rimasti piacevolmente sorpresi, sia per l’organizzazione del contest , sia per la qualità dei progetti scelti, il livello è altissimo! Le serate del rock contest sono piene di persone vogliose di ascoltare musica, è una percezione di tutti noi.

Se i Banana Joe fossero Alessandro Borghese come voto darebbero un bel 10.”

Come nasce il progetto Banana Joe?

“I Banana Joe nascono nel 2016 dopo una grigliata estiva, tra schitarrate tra amici e bicchieri di vino, abbiamo subito trovato un affinità pazzesca nel comporre in jam, da quel momento abbiamo iniziato prima in duo (Andrea all’epoca batteria e voce) Fulvio (chitarra)  tutto in chiave goliardica.

Dopodiché  sentivamo la necessità di raggiungere  uno step successivo cercando un batterista (Lele) e iniziare a scrivere canzoni.”

– Il 24 Novembre ci sarà il release party del vostro disco d’esordio Supervintage. Qual è stato il percorso che vi ha portato all’album?

“È stata una sfida quella di autoprodurci, lavorare per cercare il nostro sound, prenderci tutto il tempo per trovare il giusto equilibrio. É stato faticoso, ma allo stesso tempo è quella fatica e voglia di dire qualcosa che rende Supervintage un qualcosa di intimo per noi.
Non vediamo l’ora di presentarlo e spaccare tutto.”

Seconda semifinale e poi verso l’intensa finale.

Vi invitiamo a partecipare alla seconda semifinale che si terrà venerdì 23 novembre al Glue Alternative Concept Space di Firenze. La finale invece si terrà l’1 dicembre allo storico Auditorium Flog.
Foto di “Sunstudio.it
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