Abbiamo incontrato Stefano Sollima: due chiacchiere sul suo Soldado

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stefano sollima

In occasione dell’uscita di Soldado (qui la nostra recensione), abbiamo incontrato il regista Stefano Sollima in un’esclusiva conferenza stampa riservata a pochi giornalisti. Un’ottima occasione per poter discutere del suo approdo in America, chiamato da Hollywood per dirigere il sequel di Sicario di Denis Villeneuve. Un film, quello di Stefano Sollima, che ha riscosso un grandissimo successo, posizionandosi dietro due blockbuster come Jurassic Wolrd e Gli Incredibili 2. Un risultato non di poco conto e che, si spera, possa lanciare definitivamente la carriera di Stefano Sollima.

Il regista ci ha tenuto a specificare che in questo film non ha perso la sua specificità nonostante per lui sia stato un ricominciare da zero.

“La differenza tra il cinema europero e quello americano si trova nelle dinamiche di produzione. In Europa il regista viene lasciato libero e si deve interfacciare solo con un produttore. Viceversa, le figure legate alla produzione in America sono molteplici e c’è il rischio che l’ultima parola spetti a loro e che quindi perdi il tuo tocco personale. Cosa che a me per fortuna non è capitata”

 

Prendere le redini del Sicario di Villeneuve e farne un sequel può generare pressioni. Qual è stato il tuo approccio?

“Ho rispettosamente ignorato. Sicario è totalmente diverso da Soldado, ha un suo punto di vista morale che il mio Soldado non ha. Oltre ad una costruzione completamente diversa. Il mio è più provocatorio. Non c’è una distinzione tra bene e male, legale ed illegale. Manca lo sguardo morale che invece aveva quello di Villeneuve”

Bisogna anche sottolineare come questa sia stata la prima volta per Stefano Sollima nel rapportarsi con attori già affermati e collaudati. Quale è stato il rapporto con Del Toro e Brolin?

“Il rapporto è stato identico rispetto ai vari Salvatore Esposito o chi per loro. Sono due professionisti che si sono messi in gioco. Puoi avere più difficoltà a spiegare le tue idee ma loro hanno trovato stimolante la mia personale visione. Il resto del casting poi l’ho scelto personalmente e sono stato felicissimo quando sono riuscito a coinvolgere Matthew Modine, di cui io sono un grande fan”

 

Una precisazione doverosa che Stefano Sollima vuole fare è quella legata alla genesi del suo Soldado. Un film che non è pensato come sequel.

“Soldado non è un sequel ma un film a sé stante all’interno di una saga. Temporalmente può essere collocato prima o dopo Sicario, ciò non va ad intaccare la comprensione del film in alcun modo. Può essere visto come un prequel o come un sequel, la percezione è del tutto indifferente. Soldado ha una vita propria. Mi sono trovato molto a mio agio con lo script di Sheridan perché si confaceva perfettamente col mio cinema ed il mio stile.

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