Yoko Ono pubblica una cover di Imagine. E non ne sentivamo il bisogno.

La vedova di John Lennon festeggia il compleanno del marito con una cover del suo più grande successo. Il risultato?

Per noi è “no”. Decisamente no.

Parlare di Yoko Ono in maniera oggettiva è un’operazione che risulterebbe impossibile al 90% della popolazione mondiale. L’artista e cantautrice giapponese, infatti, è da sempre considerata la vera causa dello scioglimento dei Beatles, il gruppo pop più influente della storia. Un bel fardello da sopportare.

Compagna di John Lennon dal 1968, le è stata attribuita dai fan dei Fab Four e dai musicisti stessi la responsabilità di qualunque problema venuto a galla negli ultimi due anni di vita dei Beatles: la dipendenza di Lennon dall’eroina, l’aver diffuso “bad vibes” (testuali parole di George Harrison) in studio, l’aver influito pesantemente sulla composizione del White Album e del successivo Abbey Road. Fortunatamente, tutti sappiamo che non è stata la storia d’amore tra Lennon e la Ono a mettere fine ai Beatles, quattro personalità carismatiche che ormai stavano imboccando strade differenti e che venivano inevitabilmente a scontrarsi.

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Ma Yoko Ono, a quanto pare, ci tiene ad essere odiata. L’ha accolta come missione di vita.

Il 9 ottobre,in occasione di quello che sarebbe stato il 78° compleanno di John Lennon, su YouTube è sbucata una cover di Imagine, manifesto (con la lettera maiuscola, a dir la verità) pacifista da ormai 40 anni, cantata proprio dalla signora Ono.

Il risultato è questo:

Vi sfidiamo ad arrivare alla fine della prima strofa. Sarà quell’arrangiamento che ricorda vagamente i dischi peruviani di musica da meditazione, o l’accento inguaribilmente storto di Ono, ma questo pezzo sembra soltanto una registrazione della cantautrice che intona sotto la doccia una hit, come farebbe qualsiasi essere umano sulla faccia della Terra, e ci appiccica sotto una base trovata in una playlist YouTube di musica rilassante. Grazie al cielo, però, non tutti caricano il risultato su YouTube.

La vera domanda è: perché?

L’arte è libertà, per fortuna. Ma il senso di questa mossa di marketing suicida (è in uscita Warzone, nuovo album della Ono, e di certo la cover non ha aiutato a fargli una buona pubblicità) ci sfugge. Era proprio necessario celebrare la memoria di John Lennon in questo modo?

Quasi quasi la preferivamo così:

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