I 10 film che esplorano le metà oscura del sogno americano

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The American Dream! La profonda convinzione che con il coraggio, il duro lavoro e la determinazione, la propria strada non potrà che volgere al successo economico e sociale.

Un sogno positivo capace di regalare speranza e una visione idilliaca del proprio avvenire. Un processo che caratterizzò il grande flusso di migranti in cerca di fortuna nel nuovo continente e che ancora oggi è profondamente legata all’idea di libertà americana. Ma oggi il sogno è sempre più considerato un incubo, avendo trasformato la ricerca di un tenore di vita migliore in aspro materialismo e cupidigia. Non più un sogno per dare alla propria famiglia un futuro migliore, ma solo un metro di giudizio fondato sui fruscianti dollari per misurare il proprio successo.

Una faccia oscura di una medaglia luccicante ed un vero specchietto per le allodole. Oggi vi presentiamo dei film che raccontano questa faccia spesso nascosta che ha ribaltato il vero spirito di questo sogno.

Ecco per voi i film che esplorano la metà oscura del sogno americano!

Trafficanti – Todd Phillips (2016)

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Il film diretto da Todd Phillips è un viaggio nell’America dell’era Bush: un’era di guerra, povertà e valori tradizionali. Per alcuni queste condizioni rappresentavano un’opportunità, come per  Efraim Diveroli, interpretato da Jonah Hill, e dal caro amico David Packouz, con il volto di Miler Teller. I due approfittarono di contratti aperti venduti dal governo americano ai commercianti di armi, per intraprendere una carriera altamente redditizia. I trafficanti segue lo stesso percorso narrativo di molti altri film che ripercorrono le tappe del sogno americano, per mostrarne l’illusorietà. Il protagonista è una persona qualunque che coglie grandi opportunità, prima di cadere drammaticamente a causa del suo orgoglio o dell’avidità.

Il personaggio di Efraim in particolare personifica letteralmente il peggio dell’America: grasso, fastidioso e odioso. Corroso dalla propria avidità e dalla volontà di arricchirsi a spese di poveri innocenti. Ciò che rende questa storia così interessante, e allo stesso tempo sconcertante, è che malgrado le loro pratiche imprenditoriali non rispettabili e le merci nocive, l’attività portata avanti dai due non era solo legale, ma è stata incoraggiata dal governo degli Stati Uniti.

Revolutionary Road – Sam Mendes (2009)

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Il sogno americano è rappresentato da molte immagini che ricorrono per darsi una corporeità. Uno degli aspetti più comuni è quello del sobborgo, la periferia americana: una casa con una staccionata bianca, un prato verde, vicini amichevoli e due o tre bambini. Revolutionary Road rappresenta il lato oscuro di questo sogno, quello nascosto che ne corrode le fondamenta.

Nonostante siano la coppia perfetta per i loro vicini, Frank e April Wheeler nutrono entrambi un risentimento profondo e persistente l’uno verso l’altro e le vite in cui si sono trovati intrappolati. April è un’attrice fallita mentre Frank vuole sfuggire alla sua vita lavorativa. La coppia decide di ricominciare da capo a Parigi e, da lì, la cosa si fa fatalmente male. Alla fine, la già debole struttura familiare crolla sotto la tensione dell’infedeltà, dell’aborto e dell’abuso. Tutto ciò che rimane in seguito è la casa e i vicini, i quali parlano tutti dei Wheeler con ammonizione, quasi come fossero diventati un avvertimento per chiunque pensi di uscire dai sobborghi.

Essi vivono – John Carpenter (1988)

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Siamo nell’America di Reagan. Il film prende di mira la società consumista che si impadronisce dell’America, nella quale ,ad esempio, la pubblicità di massa viene costantemente trasmessa dalla società incoraggiandola a consumare. John Dave scopre un paio di occhiali che riducono i colori del mondo e rivelano che gli alieni stanno impersonando i potenti e la pubblicità sta diffondendo messaggi subliminali incoraggiando conformismo, consumismo e obbedienza.

A differenza della maggior parte della narrativa distopica, Essi vivono dipinge un modello di società in cui si è portato all’estreme conseguenze il fordismo. In cui la popolazione vive in uno stato di totale torpore da non essere in grado di percepire profondamente il mondo attorno a sè per quale è, ma per quale gli è mostrato. Carprenter tenta di scuotere le coscienze degli spettatori, per destarli da tale assuefazione.

Wall street – Oliver Stone (1987)

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Il regista Oliver Stone, dopo aver appena criticato la polizia straniera americana con Salvador e l’esercito e la guerra in Vietnam con Platoon, ore volge il proprio sguardo verso un altra colonna portante del sistema America: il pilastro economico. Il film segue una vicenda persona di ascesa e caduta, in maniera piuttosto tradizionale. La parabola, da straccione a ricco di Bud Fox, interpretato da Charlie Sheen. Un giovane agente di cambio di umili origini, che cade sotto il gioco manipolatore di Gordon Gecko, una leggenda di Wall Street, che gli insegna ad avere successo, a qualsiasi costo. Presto, la colpa di Bud lo raggiunge e lui deve scegliere tra il successo e la sua coscienza.

Wall street rappresenta la storia di Bud, questa è la storia del suo sogno americano. Abbraccia il potere e la ricchezza che viene incoraggiato nell’America degli anni ’80.  Il film non è solo un racconto morale di un uomo, è una vera e propria analisi del lato negativo del sogno americano.

Nightcrawler – Dan Gilroy (2014)

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Come Louis Bloom, Jake Gyllenhaal offre una delle sue esibizioni più potenti e raccapriccianti. Ispirato al lavoro dei fotoreporter criminali di Los Angeles. Bloom, affascinato dal lavoro, compra una macchina fotografica economica e uno scanner della polizia, sperando di entrare nel mondo del giornalismo criminale. Uomini del genere arrivano sulle scene di incidenti automobilistici, invasioni domestiche, rapine e omicidi, per poi vendere il filmato alle stazioni locali, alla disperata ricerca di soldi facili. Sono parassiti.

Bloom è un personaggio estremamente negativo, viscido. A parte il suo comportamento inquietante e quasi distaccato, questo è un uomo che approfitta del suo partner, manipola le scene del crimine e addirittura estorce i favori sessuali degradanti dalla sua produttrice Nina, Rene Russo. Quel che è peggio è che Bloom se la cava bene. Si sottrae alla giustizia e allarga la sua attività, assumendo una squadra di “stagisti”.

 

Il cacciatore – Michael Cimino (1978)

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Altro aspetto ricorrente e fondamentale del sogno americano è la comunità. L’importanza di tale dimensione è mostrata ne Il cacciatore, che rappresenta la vita in una piccola comunità della Pennsylvenia, scandita da certi ritmi e rituali. La cui vita è sconvolta quando gli uomini della città si arruolano e partono per la guerra del Vietnam. Il Vietnam ha influenzato la psiche dell’intera città. Questa è una comunità ferita, la scena finale in particolare enfatizza quest’idea quando i sopravvissuti si uniscono nel loro bar locale, alla morte di Nick cantando “God Bless America”. Molti dei cittadini di Clairton sono o immigrati o figli di immigrati, che arrivarono credendo che se avessero lavorato duramente, l’America avrebbe provveduto a loro.

La guerra del Vietnam fu un colpo devastante per gli Stati Uniti, un senso di perdita e tradimento increspato in tutta la società, che impiegò anni per riprendersi. Il cacciatore pone al centro della propria retorica questa discesa spirituale, trattandola  dal punto di vista di una comunità.

American Psycho – Mary Harron (2000)

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Patrick Bateman è mostrato come un uomo superficiale, materialista e narcisista. Ossessionato dal mantenere il fisico perfetto, Bateman si preoccupa solo dell’immagine che presenta di sè. All’esterno,un investitore di successo con una bella fidanzata e una vita sociale attiva. Dentro, un serial killer che si diletta in omicidi, stupri, torture, necrofilia e cannibalismo. Tuttavia, l’autore Bret Easton Ellis e la regista Mary Harron non rivelano mai completamente se le azioni di Bateman siano vere o semplicemente deliri psicotici.

Bateman rappresenta l’America consumista. Tutta la sua vita è dedicata allo stile di vita yuppie, niente è sacro per Bateman e per i suoi simili, la vita è semplicemente una transazione. La grande ricchezza si guadagna creando assolutamente nulla e viene speso per proprietà, moda, cultura e uno stile di vita eccessivo. Bateman è vuoto all’interno, quindi perché è così facile per lui immaginare le cose che fa.

Nato il 4 luglio – Oliver Stone (1989)

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La guerra del Vietman ha rappresentato un grande bacino di idee e contenuti per lo spirito critico di Stone. Ora con questo film esamina una vittima meno conosciuta della guerra del Vietnam: lo spirito americano. Ron Kovic (Tom Cruise) è stato un simbolo di ciò che ha reso grande l’America. Cresciuto in una famiglia profondamente religiosa e patriottica, Ron era un adolescente attivo nello sport, popolare a scuola e un vero patriota.

Ispirato dal presidente Kennedy, si offre volontario per i marines americani, servendo con il primo battaglione da ricognizione d’élite. Dopo un incidente di fuoco e una paralisi, Kovic torna a casa, diventando un attivista contro la guerra. L’ingenuità e l’innocenza di Kovic prima dell’arruolamento rendono le sue esperienze durante la guerra ancora più devastanti.

Viale del tramonto – Billy Wilder (1950)

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Hollywood è sempre stata un faro per chi cerca fama e successo. Aspiranti attori, musicisti, cantanti, registi,ecc. che vengono da tutto il mondo per tentare la fortuna in questa città. Molti falliscono e sono costretti a tornare a casa, rinunciando per sempre ai loro sogni. Alcuni fortunati possono avere successo, ma a quale prezzo?

Lo sceneggiatore sbiadito Joe Gillis, interpretato da William Holden, ha un’ultima possibilità di riscatto quando stringe amicizia con la star del cinema muto Norma Desmond, Gloria Swanson. Norma ha scritto una nuova sceneggiatura, una che crede sarà la sua grande rimonta, e ha bisogno che Joe sia il suo medico di sceneggiatura. La ricchezza e il successo sono solo un sottoprodotto di questa fama.

L’ossessione di Norma per la fama non è solo pericolosa per lei, ma è anche tossica per chi la circonda. Non solo ha reclamato la vita di Joe, ma anche quella del maggiordomo Max, Erich von Stroheim, un regista un tempo grande che ha sacrificato la sua carriera per la sua musa, incapace di affrontare la vita senza di lei dopo aver divorziato da lui. Alla fine, la ricerca della felicità di questi tre personaggi si è conclusa con la perdita di una vita, la perdita di una carriera e la perdita della sanità mentale.

Il petroliere – Paul Thomas Anderson (2007)

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Il capolavoro di Paul Thomas Anderson è stato elogiato per l’esplorazione di numerosi temi tra cui l’avidità e il capitalismo. Al suo centro, tuttavia, è l’America. L’ascesa della ricchezza individuale e la corruzione dell’individuo nelle mani del capitalismo e della religione, due delle più grandi influenze americane. Se Daniel Plainview , Daniel Day-Lewis, imprenditore e autodidatta che ha costruito un impero petrolifero, ma, come molti uomini fatti da sé, ha alcuni scheletri nell’armadio.

Plainview è il capitalismo incarnato. Difficile, intransigente, malvagio, non ha spazio per nulla che possa renderlo umano. Suo figlio, H.W, rappresenta gli ultimi fili persistenti della sua umanità. Ma quando H.W. perde l’udito dopo un incidente, Plainview perde ogni compassione per il suo prossimo.  Alla fine, Plainview perde tutta l’essenza dell’umanità, uccidendo il predicatore Eli dopo che quest’ultima cerca di estorcere denaro. Plainview non è più umano. È semplicemente il capitalismo incarnato, un guscio di un uomo dedicato solo al denaro e al successo.

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