Il cinema di Luc Besson è davvero arrivato alla fine?

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Conosciamo tutti le pellicole del regista francese Luc Besson. Un autore, che nel corso degli anni ha saputo creare immagini potenti, attraverso personaggi malinconici, ma al tempo stesso desiderosi di vendicarsi. Dal suo amore per i personaggi femminili, che ha sempre trattato con enorme rispetto nelle sue storie (da Nikita a Leon) sono nati nomi importanti, come la splendida Natalie Portman che grazie al personaggio di Mathilda ha saputo ritagliarsi una parte indimenticabile nella la storia del cinema. Abbiamo assistito al suo primo approccio con la fantascienza, con Il Quinto Elemento, una pellicola famosissima e che negli anni novanta riscosse un grande successo di pubblico e critica, portandosi a casa anche numerosi premi. Qualunque cosa toccasse questa persona era oro non solo per i produttori, ma anche per i registi, dal momento che ha firmato anche numerose sceneggiature. Allora cosa è successo a questo autore? Quali sono le cause che lo hanno portato a dirigere film mediocri come Valerian: La Città Dei Mille Pianeti o Lucy?

Triste a dirsi, Besson ha perso la fiducia dei produttori. Negli anni 2000 decide di mettersi in proprio, fondando una casa di produzione: la EuropaCorp. Uno dei tanti motivi che lo hanno portato a farsi odiare dalla critica, ma non dal pubblico medio, era proprio la politica che girava intorno alla sua creatura, ovvero l’intrattenimento e l’azione senza pretese. Sono molti i film prodotti da questo regista. Alcuni sono diventati dei veri e propri cult all’interno del genere action, come per esempio Trainspotting o Io vi troverò (del quale ha firmato anche le sceneggiature), ma con l’andare del tempo le storie iniziavano davvero ad assomigliarsi tutte quante. Un marchio di fabbrica interessante e che avrebbe potuto spingersi oltre, ma che è finito per sfociare nella banalità più estrema, ma è nel 1999 che abbiamo il suo primo flop.

Dopo essersi innamorato di Milla Jovovich sul set de Il Quinto Elemento, Luc Besson decide di portare sul grande schermo la storia di Giovanna d’Arco, affidando il ruolo della protagonista proprio a quest’ultima. La storia fu massacrata dalla critica per la sua sceneggiatura, che ritraeva i personaggi con una superficialità disarmante lasciando spazio alla spettacolarizzazione delle scene, che senza un minimo di profondità, risultavano fine a se stesse. Da qui sono partiti una serie di titoli non all’altezza del regista, da Angel-A a Valerian, costringendo Besson, nella maggior parte dei casi, a prodursi i film da solo, ma nel 2014 avviene qualcosa di totalmente inaspettato: Lucy ottiene un grande successo al botteghino diventando, in america, il 3° film francese ad incassare oltre 100 milioni di dollari, dopo Io vi troverò e il suo seguito Taken – La vendetta. A livello mondiale si trattò del più grande incasso francese della storia e di sempre per un film di produzione non americana, superando così Les Misérables del 2012. Un successo dovuto anche all’importanza di Scarlett Johannson, che nonostante tutto riesce sempre a portare al cinema un enorme fetta di pubblico. Luc Besson si può così definire contento, ma per uno spettatore attento alla sua filmografia, Lucy ha una sceneggiatura terribile. Basti pensare che a un certo punto della storia avviene un qualcosa che avrebbe potuto chiudere definitivamente la questione, senza andare avanti con delle scene inutili, come il film purtroppo continuerà a fare.

Tuttavia il successo di quest’ultimo convince lo stesso Besson a mettere le mani su un progetto desiderato da tempo, un fumetto con il quale è cresciuto e che ha saputo ispirare una miriade di registi: Valerian e La Citta Dei Mille Pianeti.

Una pellicola con un comparto visivo davvero mozzafiato, ma che vive in un’era in cui la fantascienza ha già saputo stupire lo spettatore in questa maniera. Basti pensare a quello che ha fatto James Cameron con il suo Avatar. Il processo è pressoché lo stesso, ma lo stupore è praticamente ridotto allo zero, se non per un paio di momenti davvero ottimi. Tuttavia non basta a compensare delle interpretazioni davvero scialbe, come quelle di Dane De Hann e Care Delevigne. Valerian è una pellicola che offre dei momenti interessanti, specialmente nella parte centrale, ma purtroppo non bastano a risollevare le sorti di una storia vittima del tempo e che avrebbe potuto dire sicuramente la sua in passato. Un film costato ben 197.4 milioni di euro, ma che in america ne fece incassare solamente quaranta. Nonostante il buon cast, Valerian mette in crisi persino l’Europa Corp. Alcuni membri della produzione decidono di lasciare con effetto immediato registrando perdite altissime, quasi 120 milioni.

Un vero peccato per un regista che ha saputo abituarci a ben altro. Perché per ogni appassionato di cinema Luc Besson è stato fondamentale. Numerose persone sono cresciute con le sue storie ed è veramente triste vederlo al cinema con questo tipo di film. Un personaggio che ha iniziato nel migliore dei modi, ma che oggi giorno rischia di finire sempre di più nel dimenticatoio.

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