I Dossier della Scimmia: Syd Barrett

“You were caught on the crossfire of childhood and stardom,
Blown on the steel breeze.
Come on you target for faraway laughter,
Come on you stranger, you legend, you martyr, and shine”

– Pink Floyd, Shine On You Crazy Diamond

Syd Barrett, il diamante pazzo che ha segnato la storia della musica.

Syd Barrett, nato il 6 gennaio 1946, morto il 7 luglio 2006, è stato il chitarrista, cantante, co-fondatore e musa ispiratrice dei Pink Floyd. Genio ribelle, folle musicista, sperimentatore, cantastorie. Barrett è stato, come lo definiscono gli ex-compagni di band nel 1975, un diamante pazzo. E non stupisce che, durante le sessioni di registrazione di quella stessa canzone, Shine On You Crazy Diamond, proprio Barrett si presentò in studio. Totalmente irriconoscibile, calvo e grasso, ascoltò ciò che i Pink Floyd stavano registrando, ma senza trovarsi veramente lì.

Perchè Syd Barrett era impazzito. Era impazzito alla fine degli anni ’60, a causa dell’abuso di sostanze stupefacenti, specialmente il famigerato LSD. Dopo aver fondato e creato il gruppo, dopo averne scelto il nome. E dopo aver scritto i loro primi grandi successi, come See Emily Play e Arnold Layne, ma anche strumentali di impatto enorme come Interstellar Overdrive. Dopo aver guidato la band al successo, con l’album The Piper at the Gates of Dawn. Dopo tutto questo, Syd Barrett era uscito fuori di testa.

Risultati immagini per syd barrett

L’abuso di sostanze lo portò alla follia.

Nel 1968 si era reso necessario rimpiazzarlo, quando i compagni di band, Nick Mason, Rick Wright e Roger Waters, si accorsero che il loro leader non era neanche più in grado di suonare, e durante i concerti restava invece immobile a fissare il vuoto. Per questo motivo venne accolto nel gruppo David Gilmour, chitarrista con influenze blues e una bella voce raschiante. L’ultimo album a cui Barrett contribuì fu A Saucerful of Secrets, il secondo della band. Per quel disco scrisse e interpretò la canzone Jugband Blues, che, riascoltata col senno di poi, sembra quasi la celebrazione finale della sua follia.

La salute mentale di Barrett si deteriorò rapidamente, e i Pink Floyd lo licenziarono dal gruppo: decisione che li avrebbe perseguitati per tutto il resto della loro carriera. Non a caso, Dark Side of the Moon (1973) è un concept album sulla follia e sulle ragioni che conducono l’uomo ad essa. Wish You Were Here (1975), ancora di più, è un album nel quale il fantasma di Barrett si insinua in ogni canzone e in ogni verso. Ciò spinse Waters e soci ad indagare sul rapporto tra individuo e società, tra artista e industria, per capire come Barrett fosse rimasto schiacciato da quei conflitti.

Risultati immagini per syd barrett

Una vittima dell’arte e del proprio genio.

Nel frattempo, sostenuto dagli ex-manager del gruppo in quanto autore capace e geniale, Barrett tentò la carriera solista, fallendo miseramente. Questo perchè i suoi due album, The Madcap Laughs e Barrett, entrambi del 1970, proponevano uno stile di sporco folk psichedelico purtroppo già anacronistico. Syd Barrett era cresciuto come musicista ascoltando i Beatles e consumando la sua copia di Between the Buttons dei Rolling Stones (1967). Ma nel 1970 la musica era già cambiata, e tutti i gruppi che come i Pink Floyd erano cresciuti all’interno della psichedelia, in quel periodo si stavano già dando al prog. Infatti, il 1970 è anche l’anno di Atom Heart Mother, il primo album strettamente progressive del quartetto.

Al confronto poco potè il lavoro di Barrett, nonostante gli aiuti degli ex-colleghi (specie di Gilmour, che forse si sentiva in colpa), contro gli arrangiamenti sempre più audaci dei Pink Floyd, e contro le nuove tendenze della musica rock. Syd Barrett finì presto dimenticato, ritirandosi a vita privata e vivendo come un’ombra, con la poca salute mentale che gli restava. Nel 1988 venne pubblicato Opel, un album che raccoglieva diverse registrazioni inedite risalenti al periodo 1968-70. Ciononostante, Syd Barrett rimase tristemente isolato e ignorato fino alla sua morte, nel 2006.

Risultati immagini per syd barrett pink floyd

Un mito dimenticato da riscoprire.

L’eredità di Syd Barrett è assolutamente da recuperare. La sua tecnica chitarristica innovativa, che prendeva a piene mani dal rumorismo, tralasciando i virtuosismi e concentrandosi sullo stile. Il suo songwriting fantasioso ma competente, figlio diretto di quello della coppia Lennon/McCartney. I suoi singoli, non già See Emily Play e Arnold Layne, ma anche per esempio Candy and a Currant Bun, Apples & Oranges e The Scarecrow. E anche una canzone come Flaming, forse la più interessante da lui scritta. Tutto questo ha lasciato Syd Barrett con il suo fulmineo passaggio nel mondo della musica. Un artista che, se non si fosse rovinato da solo, chissà cos’altro avrebbe potuto realizzare. Ma dopotutto, nel caso di Syd Barrett, forse era destino che il genio degenerasse nella follia.

Potrebbe interessarti anche:
David Gimour: non vi farò aspettare un altro decennio
10 migliori suites del prog

Continuate a seguirci sulla nostra pagina Facebook ufficiale, La Scimmia sente, la Scimmia fa.

https://open.spotify.com/album/0Fke5eiQ6lszQHlwiFygqn