I 10 migliori film tratti da una storia vera

10 grandi film tratti da una storia vera - Hollywood ci ha abituato sempre più a vedere grandi storie vere al cinema. Quando il fattore "realtà" non viene usato in maniera scontata, sono state consegnate pellicole indimenticabili alla storia del cinema.

I 10 migliori film tratti da una storia vera – Quello della storia vera è un tipo di narrazione a cui siamo abituati (quando non assuefatti) oggi, grazie soprattutto al cinema americano. Del resto è una scelta che ha i suoi vantaggi, come quella di togliere allo scrittore il problema di preoccuparsi della sospensione dell’incredulità. In altre parole, lo spettatore tenderà a credere a tutto quello che vedrà sullo schermo senza porsi troppi problemi. D’altro canto c’è però il problema di ritrarre con fedeltà qualcosa che, al cinema, può non funzionare come nella realtà. Il meccanismo mimetico richiede delle modifiche, visive e narrative, che possono far storcere il naso a chi conosce i fatti reali. In più, il rischio di travisare un evento ed utilizzarlo per fare della facile retorica è sempre dietro l’angolo.

Realizzare un grande film tratto da una storia vera è quindi molto difficile, forse anche più di un film di finzione.

Nel corso della storia del cinema molti grandi autori e registi si sono cimentati in questo tipo di operazione. In alcuni casi i risultati sono stati scarsi, in altri superlativi. In certi il fatto di rappresentare fatti reali riesce a stupirci, in altri rafforza un’idea presentata dal regista.

Noi della Scimmia abbiamo selezionato 10 titoli in ordine rigorosamente sparso di grande rilevanza artistica che si avvalgono di questo strumento.

1. Quel Pomeriggio di un Giorno da Cani, Sidney Lumet (1975)

Il film di Lumet è ispirato alla vera storia di una rapina in banca avvenuta a Brooklyn nel 1972, in cui due ladri tennero in ostaggio per una giornata i lavoratori all’interno. Sebbene presenti lievi modifiche, i fatti sono rispecchiati in maniera fedele. Al centro della pellicola ci sono ovviamente i due ladri, interpretati dai grandissimi Al Pacino e John Cazale, con le loro scardinate vite private. Non sono ladri di mestiere e si vede: i due, specialmente il personaggio di Cazale, ha molti dubbi, non è un uomo cattivo, ma si è fatto trascinare nell’affare dall’amico.

I fatti erano stati precedentemente raccontati sul periodico Life. Sonny Wojtowicz, interpretato da Pacino, dichiarerà in seguito che i due attori hanno fatto un grande lavoro nell’interpretare i personaggi, ma ha anche criticato alcune parti del film, a suo dire inventate.

2. Schindler’s List, Steven Spielberg (1993)

Autentica perla nella grande filmografia di Steven Spielberg, Schindler’s List è forse il miglior film sull’olocausto mai realizzato. La storia è quella di Oskar Schindler, imprenditore tedesco che salvò migliaia di ebrei dalla barbarie dello sterminio ordinato da Hitler durante la Seconda Guerra Mondiale. Il film, girato in bianco e nero con rari inserti a colori, è un ritratto autentico della brutalità dei nazisti, ma anche un elogio ad una persona straordinaria, che ha saputo entrare nel cuore di tutti. A testimoniare l’affetto verso il signor Schindler, la sua salma è stata sepolta a Gerusalemme, come testimoniato dalla scena finale del film.

La raffinata regia dell’americano e la fantastica interpretazione di Liam Neeson nel ruolo della vita hanno poi reso il film una vera icona nel panorama del cinema moderno.

3. The Social Network, David Fincher (2010)

David Fincher si conferma un autore che sa usare molto bene le storie vere. Dopo il già notevole Zodiac, il regista americano realizza una delle sue opere migliori, grazie anche alla granitica sceneggiatura di Aaron Sorkin. La storia è quella che noi tutti conosciamo: la parabola del successo di un uomo che ha completamente rivoluzionato il mondo di internet.
Jesse Eisenberg è perfetto nell’interpretare Mark Zuckerberg, così come la regia di Fincher è pulita e senza sbavature né eccessivi virtuosismi. La struttura narrativa, ispirata ad un capolavoro come Rashomon ci trascina in un mondo dominato dall’interesse, smantellando l’idea del self made man che tanto ci piace sentire oggi. Lo fa in maniera fredda, tentando di analizzare un mondo a noi lontano ma che influenza quotidianamente le nostre vite.