10 citazioni di Nanni Moretti che descrivono le Elezioni 2018

Cosa avrebbe detto Nanni Moretti (o il suo alter-ego Michele Apicella) di queste Elezioni Politiche? 10 citazione dai suoi migliori film per capirne di più.

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Nanni Moretti Elezioni

Ultimamente si parla veramente poco di Nanni Moretti. Il regista romano è stato il simbolo di una certa generazione che vedeva nella politica una religione laica con la quale affrontare la vita ed i dilemmi quotidiani.

Nanni Moretti è stato, da Palombella Rossa in poi, anche il regista della crisi della sinistra, ma più genericamente il regista di una crisi interiore del cittadino italiano sempre più distaccato dalla vita comune. È stato un autore cult: i suoi film erano volutamente costellati di citazioni, riferimenti, rimandi che ogni italiano – seppur inconsciamente – ha nel suo bagaglio culturale.

Non è un mistero che Nanni Moretti abbia deciso di rintanarsi nel silenzio e nell’introspezione. Dopo Il Caimano son venuti Habemus Papam e Mia Madre dove è esplosa quella volontà latente (già da Caro Diario) di parlare dei drammi comuni dell’uomo.

Eppure i suoi film politici sono ancora lontani da essere superati. Come per un immenso flashback il 1998, anno in cui uscì aprile, sembra la nostra stretta attualità. Ecco come la vena aforistica di Nanni riesce, meglio di ogni cronaca o spiegone, a narrare queste sgangherate Elezioni Politiche.Nanni Moretti

Le citazioni più adatte di Nanni Moretti

Io credo nelle persone, però non credo nella maggioranza delle persone. Mi sa che mi troverò sempre a mio agio e d’accordo con una minoranza.

Maggioranza è il termine che più compare nei discorsi delle persone e sulle pagine dei giornali. Ci serve una maggioranza a tutti i costi, cerchiamo chi abbia la maggioranza, ipotizziamo maggioranze. Abbiamo bisogno di qualcuno che prevalga. Ma abbiamo mai pensato che nell’idea di minoranza ci sia la soluzione?

“Vorremmo ‘fa un dibattito” “No! Il dibattito no!”

Eh sì, dibattiti ad alti livelli in campagna elettorale non ce ne sono stati. Vuoi per il sistema di voto, vuoi per evitare di essere messi in difficoltà, nessun leader si è scontrato davanti ad un pubblico. Basti vedere le pagine di cronaca politica riempite di articoli su confronti programmati e poi annullati con seguito di accuse recriproche.

Tanta attualità in Aprile (1998)

“D’Alema, reagisci, rispondi, di’ qualcosa, reagisci, e dai, dai, rispondi, D’Alema, di’ qualcosa, reagisci, dai, di’ qualcosa, D’Alema, rispondi, non ti far mettere in mezzo sulla giustizia proprio da Berlusconi: D’Alema, di’ una cosa di sinistra! Di’ una cosa anche non di sinistra, di civiltà! D’Alema, di’ una cosa, di’ qualcosa, reagisci!”

Monologo tragicomico davanti alla televisione durante un famoso dibattito tra Berlusconi e D’Alema del 1996. L’ex politico del PCI ha fatto parlare di sé durante queste elezioni: da molti è stato ritenuto come l’artefice della scissione interna al PD e molti a sinistra ancora non lo vedono di buon occhio. Sarà per ricordi di morettiana memoria. Fatto sta che ha pagato il prezzo della scissione: a questo giro non è stato eletto.

“Quando vinse la destra per la prima volta in vita mia mi feci una canna”

Ancora Aprile, Moretti assiste ad Emilio Fede che nel 1994 racconta della clamorosa vittoria di Berlusconi alle elezioni. Moretti non la prende tanto bene e ricorre a rimedi “alternativi”. Chissà come ha accolto le proiezioni presentate da Mentana domenica notte.

Ecce Bombo e Palombella Rossa

“Mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo per niente?”

Moretti a telefono fa emergere in Ecce Bombo la sua vena nevrotica ed insicura pronunciando questa frase cult. Ben adattabile al post voto. Molti leader non hanno parlato ai propri elettori né la notte del voto né il giorno dopo: saranno stati presi dal dilemma?

“Ma come parla? Chi parla male, pensa male e vive male. Bisogna trovare le parole giuste: le parole sono importanti!”

Anche questa scena cult in Palombella Rossa, il film del 1989 prodotto durante la transizione del Partito Comunista. L’analisi linguistica è entrata a gamba tesa nel discorso politico: inesattezze, perifrasi vaghe, anglicismi poco compresi dal pubblico (chi mi sa dire cosa sia di preciso la Flat Tax?) e svarioni grammaticali.

Nanni Moretti in Palombella Rossa

“Ogni tanto non do l’assoluzione: perché non sono veramente pentiti. Anzi, a volte vorrei picchiare qualcuno.”

La Messa è Finita (1985), per la prima volta Nanni non interpreta il suo alter-ego Michele Apicella ma Don Giulio, un sacerdote romano. Con un po’ di ironia ci si può vedere la descrizione del cosiddetto “voto di protesta”, che negli anni è andato – trasversalmente – a destra, a sinistra, al centro, e a chi non ha appartenenza ideologica.

“Non dobbiamo reagire, eh, nervi saldi, dobbiamo rassicurare. A forza di rassicurare ci arriva una bastonata il giorno delle elezioni! Ho voglia di litigare con qualcuno! Ho voglia di litigare con qualcuno! Ora prendo un automobilista e mi faccio dare un sacco di botte! Ho bisogno di litigare! Ho bisogno di litigare!”

Nanni Moretti Aprile

La scena della macchina in Aprile è quella che a molti elettori di sinistra è venuta in mente dopo le elezioni. Tanta mitezza porta ad una batosta, l’assioma è stato ancora una volta confermato. Chissà se molti, la mattina del 5 marzo, hanno avuto voglia di litigare con qualcuno. Nanni se la prendeva con Daniele Luchetti, noi con il nostro pesce rosso che nuota beato.

“Ma che sei stupido? Con autoironia! Con autoironia? Ma che sei stupido?”

Sta girando in rete un post della sezione giovanile del PD di Pesaro in cui si ironizza sulle ragioni della sconfitta. Non abbiamo perso consensi, i nostri elettori erano anziani e sono morti, dicono. Non tutti hanno colto l’ironia.

Post GD Pesaro
Il post “incriminato” su Facebook

“Un capitolo del mio documentario sull’Italia è dedicato al giornalismo. Comincio subito a tagliare e ritagliare […] Perché la satira non ha padroni, perciò sta bene sotto ogni padrone. Insomma, un unico grande giornale.”

Eh già, satira e giornalismo sono stati all’ordine del giorno nella discussione politica, come ad esempio gli scandali televisivi che hanno – probabilmente – influenzato l’esito delle elezioni. Verità amara in tempo di par condicio.

Come detto prima, Nanni ha ancora tanto da raccontarci.

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