“Jumanji – Benvenuti nella giungla”, la recensione

Jake Kasdan rilancia il piccolo cult per ragazzi del '95 in ottica contemporanea, con un ottimo cast che trova subito una bellissima intesa. Jack Black è sempre una garanzia per questo genere di film.

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jumanji la recensione

JUMANJI LA RECENSIONE – Il nostalgico fascino del passato ed in particolare dell’ottavo decennio novecentesco ha dato vita a moltissimi prodotti, tutti fondati sul citazionismo più o meno ponderato. Recentemente abbiamo avuto il remake di IT così come la serie cult Stranger Things. E l’elenco potrebbe essere infinito. Ma è altrettanto vero che la nostalgica non ha tempo, tantomeno età. E soprattutto vi si può lucrare senza troppi problemi. Un vero e proprio fischio di richiamo per le vecchie generazioni. Ebbene, in questo contesto si inserisce anche l’odierno Jumanji, sebbene il primo sia datato 1995. Un reboot rivolto ai millenials ma non solo.

jumanji la recensione

JUMANJI LA RECENSIONE – Il gioco da tavola c’è ancora. È presente ma in maniera più contenuta. Diciamo che è un vero e proprio contenitore. Al suo interno, una cartuccia per un vecchio Nintendo. Siamo nel 1996 ed Alex riceve questa scatola dal fratello. La sorte è analoga a quella dei vecchi protagonisti. Infatti, anche Alex si trova risucchiato dal gioco. E così arriviamo ai giorni nostri, dove quattro giovani liceali vengono puniti dai rispettivi professori. Due coppie legate dal loro status symbol: nerd ed “influencer“. Tutti nella stessa stanza a riciclare la carta. Accade però che la cartuccia (insieme al Nintendo) capiti tra le loro mani. E quindi l’inevitabile: i quattro giovani si troveranno risucchiati nell’immensa foresta di Jumanji. E dovranno salvarla da una minaccia.

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JUMANJI LA RECENSIONE – Dopo il prevedibile flop di Baywatch, Dwayne Johnson si rituffa in un reboot, sperando in una sorte migliore. Al fianco di Jack Black però il risultato è ben diverso. L’alchimia tra il cast si crea e permane per tutta la durata del film, soprattutto nelle gag sempre ben contestualizzate e mai invadenti (memorabile Jack Black che insegna a flirtare Karen Gillian). Ottime anche per spezzare l’azione che caratterizza gran parte del film, come un vero videogioco. Perchè è di questo che si sta parlando. L’estetica da videogame permea il film, coerentemente anche con quello che si vuole raccontare. Una storia che strizza moltissimo l’occhio al vecchio Jumanji ma che allo stesso tempo riesce ad essere perfettamente a sè stante, con un messaggio di fondo ben preciso e magari anche un po’ retorico: la ricerca dell’apparenza. Non è dunque casuale la scelta dei personaggi fatta dai giovani alla consolle prima di essere fagocitati da Jumanji.

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JUMANJI LA RECENSIONE – La regia di Jake Kasdan, autore di commedie come Bad Teacher e produttore della serie New Girl, è frenetica, fa scorrere il caos di Jumanji come un fiume in piena. I ritmi sono ben gestiti e la sceneggiatura di Chris McKenna è molto apprezzabile sebbene l’inserimento di un villain (Bobby Cannavale) abbastanza superfluo di base e poco sviluppato. In conclusione, Jumanji è un’ottima operazione che vuole richiamare i più grandi ed attirare i più piccoli, abbracciare una vasta fetta di pubblico strizzando l’occhio al passato (anche apertamente, citando il compianto Robin Williams nei panni di Alan Parrish) e mostrando ai più piccoli la magia con la quale siamo (quasi) tutti cresciuti.

 

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