The Florida Project – La recensione in anteprima

The Florida Project - La recensione in anteprima - Il nuovo film di Sean Baker porta il suo cinema indie ad un altro livello.

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The Florida Project – La recensione in anteprima

Il cinema indipendente americano ha saputo più volte emergere ed arrivare al grande pubblico negli ultimi anni. Sean Baker, giovane regista statunitense, si era fatto notare due anni fa con Tangerine, girato interamente con il solo uso di un Iphone. Con una sua particolarissima poetica, è oggi lanciato più che mai verso il successo; soprattutto grazie a questo The Florida Project, che in patria sta spopolando.

Il film è stato presentato a Cannes nella sezione “Quinzaine des Réalizateurs” ed è stato portato in Italia fuori concorso al Torino Film Festival.

The Florida Project racconta la storia di Moonee, una bambina che vive con la madre in un motel vicino ad Orlando, alle porte di Disney World. Moonee passa le sue giornate estive vagabondando con i suoi piccoli amici, mentre la madre tenta disperatamente di sbarcare il lunario e non perdere l’affidamento della bambina. In un ambiente di nuova povertà, però, i bambini continuano a sognare.

Ritratto potentissimo di una nuova povertà (non solo economica) dilagante negli USA, il film stupisce per la capacità di raccontarla dal punto di vista dei bambini. Moonee e i suoi amici sono lo strumento con cui Baker ci mostra la triste realtà dei fatti. Grazie all’ingenuità infantile, riesce a dipingere un quadro agrodolce e sincero della drammatica situazione in cui vivono. L’ambiente è dominato dal degrado, dal crimine e dalla povertà, ma ai bambini questo non importa; riusciranno sempre a rifugiarsi nei loro giochi e nella loro fantasia. Una forma di evasione dalla realtà tipica di quella età, raccontata splendidamente da Baker.

The Florida Project - La recensione in anteprima

Evidente la forte critica sociale del film.

I bambini sono lasciati soli dalle madri che tentano di sopravvivere giorno per giorno. I padri, invece, sono totalmente assenti. Spetta al titolare del motel, Bobby (Willem Dafoe), il ruolo paterno non solo dei piccoli, ma anche degli adulti. Bobby è un uomo di cuore, che cerca di arginare lo squallore di ergersi ad autorità nel suo motel, ma senza presunzione. Un personaggio positivo in un mondo tristemente degradato.

Il film diventa così uno spietato ritratto di una generazione abbandonata, senza arte né parte, che vive giornalmente il dramma della povertà negli USA odierni. Soltanto l’innocenza e la vitalità dei bimbi riesce a redimerli, almeno temporaneamente. Baker riesce a mescolare perfettamente il candido mondo dell’infanzia con quello marcio e corrotto dell’età adulta.

Tecnicamente, Baker fa un salto in avanti notevole. La scelta di usare colori pastello evidenzia il contrasto tra i luoghi quasi fumettistici e la condizione di estremo degrado che vivono i personaggi. L’uso frequente della steady ad altezza bambino non fa che ricordarci ancora il punto di vista dei più piccoli, coinvolgendoci pienamente per tutta la durata della pellicola.

I non-luoghi, ormai vuoti contenitori, rappresentano perfettamente l’ipocrisia e la disparità della società americana contemporanea

Anche la colonna sonora, composta soprattutto da brani Hip-Hop diegetici e provenienti dai telefonini, è scelta a commento del mondo emarginato ritratto da Baker. Si completa così un ritratto certamente non lusinghevole, ma tristemente reale di questa realtà sociale.

The Florida Project - La recensione in anteprima

In conclusione, The Florida Project è un film senz’altro consigliato. Riesce infatti a trattare argomenti pesanti come la disoccupazione, la povertà e il degrado sociale in maniera concreta, filtrandoli però grazie alla visione del mondo dei bambini. Un film mai banale che strappa anche qualche sorriso e che crea una forte empatia tra il pubblico ed i personaggi, specialmente verso i più piccoli.

Sean Baker si conferma dunque come uno dei registi indipendenti più dotati, con un lavoro di grande maturità ed audacia. The Florida Project è sicuramente una della pellicole più interessanti di questo 2017 e potrebbe essere un serio contendente alla prossima notte degli Oscar.

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