10 film che adorerai se ti piace Stanley Kubrick

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Premessa

Dallo stupendo Paths of Glory a Lolita, da Rapina a Mano Armata al Dottor Stranamore, da Shining ad Eyes Wide Shut con il finire del secolo, Stanley Kubrick è certamente rimasto uno dei nomi più noti e celebri di tutta la storia del cinema.

Tra invenzioni tecniche al di là dell’immaginabile –la steady cam usata per la prima volta in Shining, la luce spettacolare di Barry Lyndon, ottenuta grazie a obiettivi NASA, e l’oculare portatile– e minuzia estrema durante la regia e la stesura delle scene, Kubrick ha certamente creato un suo genere di film, difficilmente classificabile in altre categorie, che va al di là degli stili e dei tempi.

E tralasciando le leggende che circolano sul suo conto –dal finto sbarco sulla luna al trattamento estenuante che gli attori si dovevano sorbire (famoso quello di McDowell per Arancia Meccanica), alle riprese infinitamente lunghe e minuziose (Eyes Wide Shut ebbe più di quattrocento giorni interni di riprese)– Kubrick resta, insieme a pochissimi altri nomi, un regista, ma più di tutto un artista, che influenza ancora oggi l’arte in ogni sua forma, in primis quella del cinema.

Ecco quindi una classifica di dieci film che potrebbero essere (quasi) stati girati dal grande regista e che potrebbero far ricordare agli appassionati il suo clima freddo, nostalgico e perfetto.

 

1) Melancholia, di Lars Von Trier, 2011

Interpretato dalle magnifiche Kirsten Dunst e Charlotte Gainsbourg racconta la storia di due sorelle e della loro vita in procinto di essere distrutta dalla collisione di un pianeta con la Terra. Estremamente profondo e, appunto, malinconico, mostra due visioni totalmente differenti della vita: una che si abbandona al destino, cercando di combattere il “nemico” imminente e l’altra che ingenuamente cerca di scapparne.

Come tutti i film di Trier lascia un profondo vuoto al suo finale -mozzafiato-  e butta lo spettatore in uno stato di sconforto che lo obbligherà ad autoanalizzarsi psicologicamente. Ciò è stato causato anche dalla depressione di cui il regista era afflitto. Anche se da questa descrizione potrebbe non sembrare, c’è molto Kubrick in questo film. Dalla malinconia come esperienza straziante, alle scelte di regia fotografica e musicale, dominate dalla classicità del più celebre Kubrick, che fa capolino dall’abisso, dove di solito si ha paura di guardare.

2)  The Grand Budapest Hotel, di Wes Anderson, 2014

Con lungometraggi, prospettive centrali perfette e inquadrature simmetriche, il modo in cui Wes Anderson e Stanley Kubrick compongono i loro scatti è incredibilmente analogo. Colorato e intrigante, questo film sembra essere il culmine delle capacità di Wes Anderson, allenate in molti anni, e che regalano film densi di spiccate scelte registiche e non.

La storia in sé è un filo spensierato sulla vita di un concierge di un hotel e del suo lobby boy alla ricerca di un quadro, Ragazzo con la mela, di proprietà di una famiglia di corrotti signori benestanti. La specialità di questo film è il totale inutilizzo delle tecniche digitali, rarità ai giorni nostri, che spinge Anderson a puntare sul resto, creando una vera festa di colori e brillantezza per gli occhi.

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