Crimson Peak – Recensione di una pellicola da rivalutare

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Crimson Peak

Crimson Peak è una della pellicole più sottovalutate e bistrattate ingiustamente degli ultimi anni.

Un’opera gotica e decadente che vive di atmosfere sospese nel tempo e di personaggi capaci di trasudare antichità e mistero da ogni poro. Guillermo del Toro con questo suo ultimo film decide di raccontare una storia semplice; una fiaba inquietante che, seppur non contenga una trama filosofica o complessa nella sua struttura, riesce comunque ad affascinare per la sua messa in scena. Crimson Peak è una casa fatiscente, rappresentazione concreta dell’essenza dei suoi proprietari.

L’edifico, in pieno stile gotico, affonda le sue radici su dei giacimenti di argilla rossa; similitudine dei crimini commessi dai due personaggi che vi abitano. La magione, seppur appaia superficialmente come contenitore delle vicende, è essa stessa protagonista del racconto, a tal punto da riuscire a rubare spesso la scena agli attori che si muovono al suo interno. Una struttura nera e spigolosa che si erge da contrasto ad una distesa bianca e candida, macchiata a sua volta da un acceso color rosso. Un uso sapiente e funzionale della palette cromatica, riscontrabile in svariate occasioni e soprattutto nella creazione degli abiti dei personaggi chiave.

Crimson Peak

Un racconto fiabesco che trae molta ispirazione dalle pellicole di Mario Bava,

sia per l’uso acceso di alcun tonalità cromatiche, sia per la stesura di alcuni personaggi. Un’altra fonte che Guillermo del Toro ha potuto sfruttare  nella creazione di Crimson Peak, potrebbe essere la pellicola “Supense/Innocents “di Jack Clayton. Una delle pellicole capostipite del genere che si avvicina molto, per le atmosfere e le ambientazioni, al film del regista messicano.

Crimson Peak al suo esordio nei cinema ha ricevuto molte critiche da parte del pubblico a causa di una trama troppo semplice e lineare, priva di meccanismi complessi o particolarmente profondi. Un’accusa ingiusta per un’opera che ha la sola pretesa di raccontare una leggenda. Una storia semplice come quelle della buonanotte, che potesse parlare più per immagini che per parole. Una premessa che porta a guardare l’intera opera da un punto di vista completamente differente e più consono a quello fornito dal regista.Immagine correlata

I fantasmi, elementi fondamentali dell’intera pellicola, appaiono innovativi,

possedendo un’estetica diversa da quella a cui il pubblico è abituato a rifarsi. Gli spettri, dalla forma singolare, si distinguono gli uni dagli altri per via dei colori che li caratterizzano; simbolo delle emozioni che provano e che li mantengono ancora in vita. Una scelta intelligente e fuori dal coro che aggiunge ancora più meriti ad un’opera che ha saputo distinguersi da tutte le altre; sia per il suo stile visivo, sia per il modo con cui ha sviluppato la componente sovrannaturale.

Crimson Peak è un film che gioca molto con lo spettatore, spostando la sua attenzione su percorsi narrativi che poi non intraprende e riuscendo a sorprendere anche il pubblico più avvezzo a simili espedienti. La regia di del Toro appare chiara e fluida fin dall’inizio, regalando spesso delle inquadrature mozzafiato e visivamente accattivanti. La fotografia, vera punta di diamante di quest’opera, amalgama colori freddi e accesi in contrasto tra loro, fornendo un’aria quasi surreale al tutto. Una scelta stilistica che, soprattutto nella sequenza d’apertura, ricorda molto quella utilizzata da Mario Bava ne I tre volti della paura, di cui Guillermo del Toro è un grande fan.

Crimson Peak

Il cast si rivela all’altezza del compito,

regalando performance credibili e piacevoli per tutta la durata dell’opera. Tom Hiddleston da piena prova delle sue capacità attoriali, conferendo mistero e fascino ad una figura enigmatica e dal passato oscuro. Mia Wasikowska, conosciuta in tutto il mondo per essere stata protagonista in Alice in Wonderland  (Tim Burton), risulta perfetta per il ruolo a lei affidato; rivelando una raffinatezza idonea all’epoca in cui è ambientato il film.

Crimson Peak è tra i migliori film sui fantasmi di sempre e merita di essere rivisto con più attenzione. Una pellicola che deve essere riguardata con uno sguardo meno critico nei confronti di una trama poco complessa, ma che non necessita di esserlo. Un’opera incantevole dal punto di vista estetico, narrante le decadenti vicende di una realtà dove il passato assume la forma di un fantasma. La pellicola non ha bisogno di espedienti narrativi sorprendenti e tantomeno di una storia complessa. Soltanto la volontà da parte dello spettatore di lasciarsi trasportare da una fiaba dal tocco magico e gotico.

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