La Scimmia Ascolta – Ottobre 2017

La Scimmia Ascolta
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Questo mese, e in quelli a venire, noi della Scimmia consiglieremo alcuni gruppi che i vari redattori hanno ascoltato durante gli ultimi giorni.

Con la rubrica mensile La Scimmia Ascolta, condivideremo ogni mese i nostri gusti musicali, cercando di unire band storiche a quelle di culto e underground.

Per il mese di Ottobre vi proponiamo 4 band di epoche e stili differenti.

LCD Soundsystem

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– Find the place where you can be boring
Where you won’t need to explain –

LCD Soundsystem – American Dream (2017)

James Jeremiah Murphy, nato nel New Jersey nel 1970, ha mosso i primi passi nel mondo della musica come semplice dj della scena underground Newyorchese di fine anni ’90.

Tempo qualche anno, e Murphy si è trasformato in un poeta post-moderno, capace di coniugare le musicalità del post-punk e dance punk fine anni ’70 (Talking Heads in primis) con una produzione elettronica aggiornata alle più recenti tecnologie e tecniche di produzione in studio.

Sopra tutto, le sue liriche: espressioni dell’alienazione dell’individuo nella società di massa, della disfunzionalità nei rapporti interpersonali, della spersonalizzazione nell’era digitale.

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Le sue narrazioni sono storie di quotidiana imperfezione. Nella canzone Daft Punk Is Playing at My House (2005), per esempio, racconta di aver rapito il duo elettronico francese per farlo suonare a casa sua.

E dichiara: “I’ll show you the ropes, kid, show you the ropes”. Nell’era delle immagini, è importante l’evidenza visiva. Questo è solo un esempio dell’intelligenza dei suoi testi.

Il suo capolavoro è la canzone All My Friends (2007), nella quale Murphy ricostruisce la storia del proprio successo, e racconta come questo abbia cambiato la sua vita ma sia al tempo stesso insignificante e intangibile.

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Il momento più toccante è una profonda dichiarazione d’amore per la musica stessa: “And if I’m sued into submission, I can still come home to this”. Che è un pò quello che pensiamo tutti, quando ogni giorno andiamo al lavoro.

Non serve dire molto altro. In quattro album e quindici anni di attività, gli LCD Soundsystem hanno portato, più di molti altri, la musica verso ciò per cui è nata. Emozionare, guarire, aiutare, informare, comprendere, distrarre, ma soprattutto rendere la vita meno insopportabile.

A cura di Andrea Campana.

https://open.spotify.com/artist/066X20Nz7iquqkkCW6Jxy6

 

Electric Wizard

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Con l’uscita imminente dell’ ultimo album Wizard Bloody Wizard, non potevamo assolutamente esimerci da un ripassino della discografia del quartetto di Dorset.
Se vi piacciono le chitarre sature e le vagonate di riverberi capaci di far friggere gli amplificatori, sono il gruppo che fa per voi.

Attivi dal 1993, il gruppo di Jus Osborn è una tappa obbligatoria per gli amanti dello Stoner/Doom rock.
Il sarcofago di suoni sprigionato dagli Electric Wizard è inconfondibile. Una coltre oscura di esoterismo e psichedelia pesantissima, che ci accompagna per tutta la durata dell’ascolto.

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Grazie a uscite discografiche ben intervallate (2/3 anni tra un disco e l’altro), il gruppo è riuscito a ottenere un sound in costante evoluzione, ma profondamente radicato nei Black Sabbath.
Fondamentale l’ascolto di “Come my Fanatics…” e “Dopethrone” per entrare nell’ottica allucinata del gruppo doom britannico, anche se a essere onesti stiamo parlando di un gruppo di culto, con qualunque album andate bene.

SEX,DRUGS, EVERY SORT OF FILTH.

A cura di Piero Ercolani.

https://open.spotify.com/artist/4htjQW3lgIwL6fEJlTOez4

 

Metz

Metz

In un’epoca il cui il genere rock non sembra più fare da padrone nella scena musicale mondiale, i Metz (o METZ) stanno riportando alla ribalta il suono grezzo del grunge, e lo stanno facendo a modo loro.

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Negli anni passati, questo trio canadese ci ha regalato album come l’omonimo METZ (2012), che suona come un vecchio Bleach dei Nirvana, condito con una buona dose di noise ed hardcore punk, seguito da II (2015), che procede sulla linea del precedente. Il 22 settembre 2017 esce Strange Peace, con cui la band non smette sperimentare, evolvendo il proprio suono ma continuando, sostanzialmente, a spaccare tutto.

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Con il loro sound sporco e sudato, la voce grezza di Alex Edkins, l’attitudine noise, i testi che non sono esattamente degli idilli pastorali, come è possibile intuire dai vari titoli (Headache, Wasted, Spit You Out, Landfill, per citarne alcuni), i Metz danno davvero la sensazione di poter diventare the next big thing di un genere che sembrava ormai star iniziando a prendere polvere.

E se non lo diventeranno? Probabilmente continueranno a fare casino, e noi con loro.

A cura di Roberto Rosati.

https://open.spotify.com/artist/18TNVFTJ6WfeicsMRrdJHI

 

Fast Animals and Slow Kids

FASK

I Fast Animals and Slow Kids sono uno dei gruppi più interessanti dell’attuale panorama alternative rock della musica italiana.

La band di Perugia riesce a coniugare perfettamente l’energia e la potenza sonora del rock con gli ottimi testi in italiano, mai banali nei contenuti. Dall’album d’esordio Cavalli del 2011 fino a Forse non è la felicità, uscito nel Febbraio del 2017, i FASK sono maturati molto. Le loro esibizioni dal vivo attirano sempre più spettatori e raggiungono livelli eccellenti anche dal punto di vista dello spettacolo e della presenza scenica.

Tra i loro brani più interessanti e rappresentativi troviamo: Lei, A cosa ci serve, Coperta, Il mare davanti, Tenera età e Asteroide.

A cura di Antonello Lopizzo.

https://open.spotify.com/artist/2n92OcdDhE5g2CpDI1rjH6